lunedì 7 agosto 2017

Trionfo di Antonietta Righi al Premio Internazionale "Arte Salerno 2017"

Salerno 11 giugno 2017: Antonietta Righi riceve il Premio "Vittorio Sgarbi - la Selezione"



Spontaneità e passione

Ancora un grande successo dell’artista procidana Antonietta Righi al Premio Internazionale di Arte Contemporanea “Arte Salerno 2017” organizzato dall’Associazione culturale “Artetra” presieduta da Veronica Nicoli e Armando Principe. La direzione artistica è stata curata da  Vittorio Sgarbi, con Daniele Radini Tedeschi presidente della Giuria. In questo contesto Antonietta Righi  si aggiudica il Premio “Vittorio Sgarbi- La Selezione” e viene invitata a partecipare alla Biennale di Venezia 2017.
La incontriamo nella sua casa-studio di Procida dove abbiamo ammirato i suoi lavori e la sua prossima opera.
Antonietta, se tu dovessi indicare una dote che ti caratterizza cosa diresti?
Ammiro molto la spontaneità negli altri e cerco di essere anche io spontanea, manifestando sempre i miei sentimenti e le mie esigenze più vere. Cerco esempre di essere con tutti me stessa
Ti aspettavi un così grande riconoscimento nella manifestazione internazionale di Salerno? Cosa ha rappresentato per te questo traguardo?
Come tutti gli artisti si crede in quello che si fa e si spera sempre nel riconoscimento da parte degli altri. Se poi questo riconoscimento viene da  personaggi della critica d’arte,  quel riconoscimento è una conferma che ti spinge a fare sempre meglio e a donare alla gente opere belle che ravvivino l’animo.
Antinietta ringrazia dopo aver ricevuto il Premio; sullo sfondo il suo quadro e il suo nome.
Ai giovani che intraprendono la strada artistica cosa diresti?
Direi di andare avanti con spontaneità senza fare calcoli ma rispondendo a quell’impulso interiore che ti spinge a fare. Senza la passione non c’è artista né arte, una passione che per essere coltivata richiede grandi sacrifici. I riconoscimenti verranno al momento opportuno, ma non bisogna puntare ad essi. Bisogna puntare ad esprimere al meglio quell’attitudine che ti trovi dentro.
Il riconoscimento di Salerno  è stato un punto di arrivo?
Un punto di arrivo e un punto di partenza. L’artista riparte ogni giorno in un’avventura di cui non conosce il cammino. Partecipare a un Premio così importante con 2000 partecipenti è un po’ una sfida. Quando mi sono vista tra i 300 selezionati già mi sembrava di aver raggiunto un traguardo. Aggiudicarmi poi la Selezione Vittorio Sgarbi con un quadro in cui ho creduto molto “Essere o non essere” ho provato una gioia indicibile.
Il quadro "Essere e non essere" col quale Antonetta Righi ha vinto il prestigioso pPemio.
Come è nato questo quadro?
E’ nato dalla mia esperienza di madre di tre figli. Volevo esprimere l’indecisione, il travaglio che i nostri ragazzi spesso vivono nella loro crescita, ma anche suscitare attenzione per loro, per la loro vita. Dobbiamo essere sempre vicini ai nostri ragazzi e seguirli anche quando qualche volte il loro cammino si fa difficile.
L’11 giugno 2017 sarà un giorno che difficilmente dimenticherai…
Certamente. Era appena iniziata la manifestazione quando mi si avvicina la conduttrice  e mi dice di salire sul palco. Un emozione grandissima. Vedo sul grande schermo la proiezione del mio quadro e a grandi letttre il mio nome. Il cuore ha fatto capriole. L’abbraccio di Sgarbi, l’invito alla Biennale di Venezia. Tutto mi sembrava un sogno e invece era la realtà.
So anche di un ulteriore traguardo  per la tua pittura in quel contesto di Salerno.
Si un mio secondo quadro “Icaro non cadrà” è stato quotato, nell’asta pubblica, 5000 euro. La qualcosa mi riempie di responsabilità  e mi spinge a lavorare con onestà e umiltà.
Antonietta Righi tra gli ideatori del Premio
Ed oggi  con quale animo ti prepari al futuro
Vivendo la mia vita come sempre , in famiglia con  i nipoti e dedicando le mie 5-6 ore alla pittura, senza però venir meno alle relazione con la mia gente. In particolare quest’anno ho intrapreso con mio marito Antonio  un cammino con un gruppo di famiglia della comunità con il nostro parroco don Marco Meglio. Abbiamo letto e commentato insieme  brani dell’Amoris Laetitia di Papa Frascesco e stiamo cercando di aiutarci  a scoprire il ruolo della famiglia nella società e ad aiutare le giovani coppie ad andare avanti affrontando insieme gioie e difficoltà.


A cura di Pasquale Lubrano Lavadera

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