lunedì 13 novembre 2017

Biblioteca "don Michele Ambrosino": Con le opere del Dr Retaggio si dà inizio al "Fondo Procida"

 Giacomo Retaggio
Con le opere complete di narrativa e i saggi del Dr. Giacomo Retaggio si dà inizio al "Fondo Procida" della Biblioteca Comunale "don Michele Ambrosino". 
Tale fondo comprenderà tutti i saggi su Procida, tutte le opere degli scrittori procidani e tutte le opere narrative scritte in tutti i tempi da autori che hanno amato la nostra isola.
I testi del Dr. Retaggio saranno a disposizione di tutti i cittadini per la consultazione e per il prestito avendo il Dr. Retaggio donato due copie di ogni sua opera.
Un ringraziamento vivo e sentito  per tale pronta disponibilità e nella speranza che la sua nobile  iniziativa sarà seguita da tutti gli altri scrittori procidani, di cui la Biblioteca vorrà custodire gelosamente le opere e tramandarle a tutti i procidani e ai cittadini del mondo che vorranno conoscere la nostra storia e i nostri scrittori.

domenica 12 novembre 2017

Don Michele Ambrosino: La pace nelle nostre famiglie

Scuola Media Statale di Procida - don Michele Ambrosino in  alto a destra - anni 60
Siamo molto felici che la Biblioteca Comunale è stata intitolata a don Michele Ambrosino, un uomo leale e trasparente che ha donato sempre a tutti la sua parola forte e colma di sapienza. Egli sapeva dialogare con ogni uomo, grande o piccolo, colto o ignorante e ha lasciato dietro di se  testimonianze vive e credibili della sua fedeltà assoluta al Vangelo. Era sua profonda convinzione che Gesù aveva parlato per tutti gli uomini, anche per quelli che non avevano riferimenti religiosi, ed aveva un grande rispetto per tutte le persone che la vita gli poneva accanto.  Tutti i volontari che attualmente lavorano in biblioteca sono molto contenti per la scelta fatta dal Consiglio Comunale di Procida e faranno il possibile per far conoscere a tanti la figura di don Michele Ambrosino. 
Riportiamo qui di seguito un brano tratto dal suo libro "Prediche senza pulpito" dal titolo "Accordi e disaccordi in famiglia":

Il vento e il mare grosso di questi nostri tempi mettono a dura prova la solidità e il calore insostituibile della famiglia.
Sempre la stessa, la famiglia deve tuttavia rinnovarsi secondo le esigenze dei tempi nuovi, per poter vivere e continuare ad essere la patria del cuore per le generazioni in arrivo…
Il nostro tempo, come ha inquinato l’aria da renderla irrespirabile, così ha reso difficile l’atmosfera familiare, rendendo aspri i rapporti tra fratelli, genitori e figli, sposo e sposa, educatori e giovani. C’è nell’aria un nervosismo in tutti, un badare ai fatti miei, una ritrosia a sanare vecchie lacerazioni, che avvelenano la vita ordinata e lieta. Non intendo parlare dello stretto nucleo familiare, ma mi rifaccio al termine biblico di fratelli, che intende non solo quelli nati dagli stessi genitori, ma include cugini, zii, nipoti, amici e vicini…Spesso il dissidio tra fratelli si estende ai compagni di lavoro, che faticano a sopportarsi e a comprendersi. Altro che portare i pesi gli uni degli altri.
Quando Dio non è visto e sentito come Padre, gelosia e invidia si annidano nel cuore degli uomini. Il più spesso per contrasto di interessi. Facilmente ci “adombriamo” e qualche volta si arriva a rivestire il ruolo di Caino contro Abele…Prima ci si voleva bene, si andava d’accordo, si parlava volentieri, era piacevole scambiarsi visite, andare in gita insieme. A un certo punto cominciano freddezze, silenzi, diffidenze, poi non ci si saluta più, infine scoppiano diverbi, litigi, cause in tribunale…
Ogni ricchezza che lacera le famiglie, spezza i legami dell’affetto, mette nel cuore il veleno dell’odio, rende amara la vita: questa ricchezza è maledetta. Ancora una volta risuonano le parole di Gesù: “Beati i poveri”…
Se è possibile scrive san Paola, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti…la guerra è cosa brutta non solo quando è frutto delle incomprensioni e dell’ingordigia fra grandi nazioni e grosse società, ma anche tra piccoli gruppi. La parola di Dio ci ammonisce: frutto della giustizia è la pace.
Altrimenti si sfasciano le famiglie, scontenti e arrabbiati i figli, sfiduciati e delusi i genitori. Tutto questo diseduca le nuove generazioni alla stima per la pace e innesca la ricerca e la esaltazione della violenza.
 Non è solo la religione e la fede a darvi questi consigli. Pensate che la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, nata dalla coscienza dei popoli dopo gli orrori dell’ultima guerra dice così: “Tutti gli uomini nascono liberi e uguali nella dignità e nei diritti; essi sono dotati di ragione e di coscienza, e devono comportarsi gli uni verso gli altri come fratelli”…
Nei nostri confronti siamo sempre pronti a crederci innocenti,  sempre disposti a scusarci e a perdonarci; questo bisogna farlo anche nei riguardi degli altri, con lo stesso metro: siamo solidali, diamo una mano. Gesù ha lavato i piedi agli apostoli e poi li ha invitati a fare come lui. Su questa strada posso augurarvi la pace…e salutarvi notando che un mondo in pace è il risultato di tante famiglie in pace, come un palazzo è la somma delle pietre che lo compongono
Don Michele Ambrosino

Da Don Michele Ambrosino, Prediche senza pulpito, 2006 Arti grafiche Licenziato

venerdì 10 novembre 2017

BIBLIOTECA COMUNALE don Michele Ambrosino

don Michele Ambrosino (1924-2016)


Maggioranza e Minoranza all'unanimità  votano il regolamento e l’intitolazione della Biblioteca

Del ruolo della biblioteca comunale  si è parlato nel Consiglio Comunale di Procida del 10 novembre 2010.
Dopo ampia discussione è stato pprovato all’unanimità  il regolamento che recepisce le indicazione  del Manifesto UNESCO per le biblioteche e la sua caratterizzazione, che sarà essenzialmente centro di cultura e di ricerca per gli studi sul mare e la navigazione strettamente, sui diritti umani e la pace, su Procida, sugli scrittori procidani e sugli scrittori che hanno trovato sull’isola ispirazione per le loro opere come Lamartine e la Morante.
Inoltre su proposta dell’Assessore Nico Granito, il Consiglio, sempre  all’unanimità, ha deciso di legare la Biblioteca Comunale al nome di don Michele Ambrosino, sacerdote, uomo di cultura e di dialogo nonché primo scrittore del dopoguerra che ha cercato in tutta la sua vita di promuovere l’incontro  con il libro, strumento di crescita umana e spirituale. Molto interessanti e di grande profondità  i profili su Don Michele Ambrosino donati al Consiglio da Nico Granito e dalla Consigliera di Minoranza Maria Capodanno.


mercoledì 8 novembre 2017

PERCHE' TANTA PAURA E INSICUREZZA PER L'ARRIVO DEI MIGRANTI A PROCIDA


Qualcuno afferma che "Procida sempre cristiana fuit". Ma oggi possiamo dire che Procida è ancora un'isola di cultura  cristiana? 

Gesù ci ha lasciato un invito: "Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te" e per vivere questo invito alcuni sentono di dover far qualcosa per accogliere  i rifugiati sull'isola; molti altri invece, pur ritenendosi cristiani,  sono spaventati al pensiero di dover accoglire i rifugiati e si oppongono alla scelta dei nostri amministratori che hanno detto di sì al Prefetto quando ha destinatao a Procida  una decina di famiglie di rifugiati. 

Da dove nasce questa insicurezza , questa paura di accogliere  questi nuclei familiari sconosciuti che fuggono dalla violenza e dalla guerra? 

Non è una domanda dalla facile risposta, anche perché sappiamo che non bisogna combattere chi la pensa diversamente.  Anzi le diversità sono una ricchezza e sono fatte per convivere.

Gesù addirittura ci chiede di amare i nostri nemici e quindi non bisogna creare inimicizia tra chi vuole i migranti e chi non li vuole. 

Fare il Referendum è, a parer mio una scelta politica sbagliata, perché creerà ancora maggiore contrapposizione tra noi procidani, 

Una psicologa  ha affermato che l'insicurezza e  la paura sociale nascono da una identità sociale  fragile che ci porta a vedere il diverso com un potenziale nemico da cui difenderci.

E un popolo è fragile proprio quando non c'è coesione sociale quando si è frantumati, divisi, contrapposti, privi di fiducia e stima reciproca.

Forse questa è la motivazione più vera, anche qui a Procida. Per cui se vogliamo che domani l'isola accolga le diversità, gli immigrati dobbiamo oggi lavorare per creare maggiore aggregazione sociale tra noi, per migliorare i nostri rapporti, per sconfiggere le inimicizie e le contrapposizioni. 

Dobbiamo stimarci ed avere più fiducia reciproca tra noi tutti.

Ritroveremo quella vera e forte identità che aveva caratterizzato il nostro popolo nel 600, quando per salvare e riscattare i nostri marinai prigionieri in Africa crearono il Pio Monte dei marinai. E non ci spaventerà più accogliere queste dieci famiglie in fuga dalla loro terre martoriate. 
  1. Pasquale Lubrano Lavadera

NON SONO RAZZISTA MA NON DESIDERO ACCOGLIERE I RIFUGIATi


"Non sono razzista, ma l'incognita mi fa paura per cui non sono disponibile ad accettare le famiglie dei rifugiati a Procida e voglio essere rispettata per la mia idea."
Così si è espressa una mia cara amica  che si dona in molte attività sul territorio ma  non sente di dover vivere l'accoglienza ai migranti che la Prefettura ha destinato a Procida.
Le ho detto che comprendo la sua paura e non la giudico, ma personalemnte ritengo che sia doveroso  fare il possibile per offrire accoglienza a persone che fuggono dalla guerra e dalla violenza.
Se un giorno capitasse anche a noi di dover scappare dal nostro paese, non vorremmo trovare ospitalità  da qualche parte?


domenica 29 ottobre 2017

PROCIDA POSSIEDE RISORSE PER NON MORIRE SOFFOCATA

Procida: il glorioso Istituto Tecnico Nautico uno dei più antichi in Italia

Tre giorni fa mi trovai a san Giacomo alle 8,05. Mi recavo all’Olmo ma fui costretto a fermarmi perché era impossibile avanzare. Fermo e impietrito come di fronte ad un plotone di esecuzione. Una valanga di bici, motorini e macchine  avanzava verso di me, occupando tutta la carreggiata e impedendomi di avanzare. Indietreggiai, pensando seriamente di fare dietrofront.
Poi un pensiero mi trattenne: “Procida non morirà soffocata dallo smog di auto e motorini, né dalla valanga di bici ormai fuori controllo, né dalla schiacciante velocità di camioncini impazziti, ne dalle scosse di terremoto prodotte da camion giganteschi o di pullman troppo veloci.”
L’assurdo che mi si parava davanti mi sollecitava disperatamente a cercare una via d’uscita che si presentò dopo cinque minuti esatti, allorquando il plotone  si dileguò come una visione di sogno terrificante.
Mi rimase in testa quel pensiero: “Procida non morirà soffocata dal traffico”.
Donde nascesse tale speranza? E facile capirlo. La scena a cui avevo assistito era paradossale, quasi blasfema, inconciliabile con la nostra vita, il fondo oscuro di un precipizio. E quando si tocca il fondo si chiede aiuto e si spera che qualcuno ascolti la tua voce.

Procida: traffico in via V. Emanuele in un'ora di punta (da Il Procidano)
Solo una degenerazione perversa  potrebbe assuefarsi a tale assurda situazione. Ma Procida nell’intimo della sua gente non è perversa né degenerata; solo sbigottita e inerme di fronte ad un fenomeno che  è partito da lontano e senza che mai qualcuno avesse lanciato un campanello di allarme. Sbigottita, inerme, incredula, e forse incapace di prendere in mano il bandolo della matassa. Tutti ne soffriamo ma non sappiamo da dove cominciare. Ogni soluzione proposta si scontra con un presunto diritto inviolabile di circolazione a tutto campo.
Però, ne sono convinto, sarà questa sofferenza diffusa, che ci potrà salvare. Perché quando si soffre, le esigenze vitali  chiedono risposte di aiuto. Siamo fatti per la vita, per la bellezza, per la serenità, per la pace e non per il soffocamento nel fondo di un burrone senza via d’uscita.
E per una via segreta del cuore sento che, solo la Scuola, che ha in mano il destino dei nostri giovani e la loro formazione, potrà  tirarci fuori da tale assurda situazione.

Pasquale Lubrano Lavadera

martedì 24 ottobre 2017

Procida: una lunga schiera di scrittori

Don Michele Ambrosino
Procida oggi conta numerosi scrittori cha hanno pubblicato molti libri. Dopo una parentesi di vuoto assoluto agli inizi del novecento, molti si sono avventurati in questa strada della scrittura dal dopo guerra in poi, a partire da don Michele Ambrosino che pubblicò nel 1960 il libro "Chi è san Giuseppe",  seguito da Vittorio Parascandola con "Vefio" nel 1976.. e subito dopo da tanti altri. Certamente, oggi, la presenza di un nutrito gruppo di scrittori è una ricchezza per l'isola. Noi però vorremmo che questa ricchezza fosse sempre più a servizio della crescita culturale del propolo procidano. 
Sicuramente la Biblioteca Comunale di Procida potrà essere il luogo ideale e reale perché questo servizio possa attuarsi. Ce lo auguriamo con tutto il cuore.

lunedì 23 ottobre 2017

Far di tutto per avere una Biblioteca funzionante


Procida: cittadini visitano la Biblioteca Pubblica a Terra Murata
La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli indivisui sono valori umani fondamentali. Essi potranno essere raggiunti soolo attraverso la capacità di cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società. La partecipazione costruttiva e lo sviluppo della democrazia dipendono da un'istruzione soddisfacente, così come da un libero accesso e sensa limitazioni alla conoscenza, al pensiero, alla cultura e all'informazione.
La biblioteca pubblica, via di  accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l'apprendimento permanente, l'indipendenza delle decisioni, lo sviluppo culturale dell'individuo e dei gruppi sociali.

dal MANIFESTO UNESCO sulle Biblioteche Pubbliche

lunedì 16 ottobre 2017

I volontari nella Biblioteca Comunale di Procida

L'Assessore Nico Granito e alcuni  dei volontari che stanno offrendo il loro tempo  per rendere sempre più attiva e funzionanate la Biblioteca Comunale di Procida
Una buona squadra di volontari ha lavorato e continuerà a lavorare  nella Biblioteca Comunale  predispondendo orari di apertura dal martedì al  venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 9,30 alle 12,30.

domenica 15 ottobre 2017

Terra Murata, Terra di cultura e libri

Procida: Terra Murata 14 ottobre 2017

Sabato 14 ottobre 2017 un insolito fermento circonda l'Ex Conservatorio delle Orfane. Numerosi cittadini procidani sono saliti su Terra Murata per visitare la Biblioteca Comunale collocata proprio al primo piano del Palazzo. 

Un momento dell'incontro: da sinistra  L'assessore Nico Granito, il Sindaco Raimondo Ambrosino, il Prof. Pasquale Lubrano Lavadera, il Prof. Salvatore di Liello

Per l'occasione  il Sindaco Raimondo Ambrosino e l'Assessore alla Cultura  Nico Granito tratteggiano la storia di questa Biblioteca inaugurata nel 2014 dalla Giunta Antonio Capezzuto e gestita dal Comune nella persona di Michele Sabia per alcuni anni. A loro va il pubblico ringraziamento dell'Assessore Granito. Successivamente per esigenze dell'organico comunale Michele Sabia viene spostato in altro ufficio, per cui gli attuali Amministratori per continuare l'opera iniziata nel passato, bandiscono una pubblica "manifestazione di interesse" per affidare la gestione ad un'Associazione culturale iscritta al Registro Regionale.




















Riceve l'incarico l'Associazione di Promozione Sociale Isola di Graziella.




Procida: La sala Convegni al primo piano del Palazzo sabato 14 ottobre 2017 in occasione della visita dei cittadini alla Biblioteca Comunale




Intanto un gruppo di giovani aveva recuperato dal vecchio carcere una mole di libri dell'antica biblioteca, che si aggiunge a quelli delle passate edizioni del Premio "Procida, Isola di Arturo, Elsa Morante" e si inizia a lavorare per un primo lavoro di cernita e suddivisione.

A Giugno 2017 l'Associazione Isola di Graziella prende in carico i libri presenti e inizi a il lavoro per poredisporre un servizio di consultazione e prestito.
Dopo l'intervento dell'Assessore e del Sindaco prende la parola il Professor Salvatoore di Liello che espone la storia di questo Palazzo e la corente scelta degli Amministratori di collocare in esso la Biblioteca Comunale.
Infine il Prof. Pasquale Lubrano Lavadera dà alcune indicazioni sulle linee guida su cui ci si muoverà, tratte pari pari dal Manifesto universale dell'UNESCO per le biblioteche pubbliche.
Inoltre, poiché per le passate edizioni del premio "Procida, Isola di Arturo, Elsa Morante, la biblioteca aveva dovuto accogliere molte copie di uno stesso libro, l'Amministrazione ha pensato di mettere le copie in eccedenza a disposizione dei cittadini.




Procida: I libri messi a disposizione dei cittadini nella Biblioteca Comunale



La prima visita si è conclusa in un'atmosfera festosa e  ricca di entusiasmo.



Procida: i giovani recuperano nel Palazzo d'Avalos  una mole di libri dell'antica Biblioteca

I libri recuperati  dai giovanivengono condotti nella sede della Biblioteca

Visitatori nella Bibblioteca Comunale il 14 ottobre 2017


sabato 14 ottobre 2017

Procida: un lungo abbraccio tra i cittadini e i libri

Procida: La Biblioteca è in attesa dei cittadini


Sono le 18,15 del 14 ottobre 1917 e nella Biblioteca Pubblica di Procida c'è grande silenzio. 
Tutto è stato preparato per accogliere i cittadini. 
Una gran luce invade i locali e acceca la vista. Tra qualche minuto si apriranno le porte. 
I libri sorrideranno e si lascieranno toccare, sfogliare, prendere tra le mani e lanceranno un segreto invito: prendimi, prendime con te.
Sono gli ultimi attimi di una lunga attesa dopo che per l'intera mattinana i volontari e le volontarie hanno lavorato sodo per rendere quel luogo il più accogliente possibile.

Lincontro tra i cittadini e il libri
Quando alle 18,30 i cittadini irrompono in quello spazio  è come se una pioggia di libri si fosse scaraventata proprio lì, per inzuppare di acqua cristallina la vita di quegli amati visitatori 
La luce che entra a fiotti da due finestre ad angolo retto crea un effetto scintilla di accecamento la sala sembra rivestita d'oro e l'abbraccio tra i cittadini e i libri  è lungo e pieno di una felice complicità. Finalmente!

Si, Finalmente! Da oggi la biblioteca aprirà i suoi battenti dal martedì al sabato dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 9,30 alle 12,30. Si potranno colsultare i libri, prenderli in prestito gratuitamente, prenotare qualche libro, lasciare una proposta. Una occasione unica e straordinaria da non perdere.


venerdì 13 ottobre 2017

Dov'è la forza vitale di una biblioteca pubblica?

Procida: La Bibliioteca Comunale a Terra Murata
Molti si domandano dov'è la forza vitale di una biblioteca? Quali le sue funzioni e i suoi compiti?
Alcuni poi pensano che la vita della biblioteca  pubblica sia esclusivamente limitata al prestito e alla consultazione dei libri. Questo perché non si conosce il Manifesto UNESCO sulle Biblioteche Pubbliche", approvato  nel 1972 e aggiornato nel 1994, che ne precisa le finalità, i compiti, il funzionamento e la gestione.

Riportiamo qui di seguito alcuni stralci di esso:

La biblioteca pubblica, come  forza vitale per l’istruzione, la cultura e l’informazione  e come agente indispensabile per promuovere la pace e il benessere spirituale delle menti di uomini e donne, è il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione. 

Via di accesso locale alla conoscenza, essa costituisce una condizione essenziale per l’apprendimento permanente, l’indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell’individuo e dei gruppi sociali. sulla base dell’uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale.

Alcuni tra i compiti di un biblioteca pubblica: creare e rafforzare nei ragazzi l’abitudine alla lettura fin dalla tenera età; sostenere sia l’educazione individuale e l’autoistruzione, sia l’istruzione formale a tutti i livelli; offrire opportunità per lo sviluppo creativo della persona; stimolare l’immaginazione e la creatività di ragazzi e giovani; promuovere l’apprezzamento delle arti, la comprensione delle scoperte e innovazioni scientifiche; dare accesso alle espressioni culturali di tutte le arti rappresentabili; incoraggiare il dialogo interculturale e proteggere la diversità culturale; sostenere la tradizione orale; garantire l’accesso ai cittadini a ogni tipo di informazione di comunità.


Da IL Manifesto UNESCO sulle Biblioteche Pubbliche

giovedì 12 ottobre 2017

La verità sulla Biblioteca Comunale di Procida

Procida La Biblioteca Comunale di Procida
E' nata una polemica da parte della Minoranza sulla realtà della Biblioteca Comunale di Procida e si accusa la Maggioranza di mistificare la realtà in quanto non riconosce il valore di quanto fatto dai precedenti Amministratori.
Ebbene, sento di precisare che il Sindaco, nel suo invito a visitare la Biblioteca Comunale di Procida  (dice "a visitare" e non a "inaugurare"), nella parte interna del depliant, a firma dell'Assessore Nicola Granito  conferma chiaramente che furono i precedenti Amministratori, a costituire la Biblioteva Comunale di Procida nel salone dove l'Orientale aveva collocato la sua dotazione libraria.
Si legge altresì che  proprio per continuare il lavoro iniziato dagli Amministratori di ieri si affidava la gestione all'Asssociazione culturale Isola di Graziella e si promuove la visita del prossimo 14 ottobre 2017.
Mi sembra, pertanto, onesto e chiaro l'intendimento del Sindaco Ambrosino il quale, non solo riconosce che  sono stati i precedenti Amministratori a collocare la biblioteca in un posto degno della nostra storia, ma si è preoccupato anche - e cito proprio le parole esatte contenute nell'invito - di "continuare il lavoro iniziato dagli amministratori di ieri dando nuovo impulso" ad essa.
Un Sindaco che riporta nel suo invito tali parole,  e riconosce pienamente quanto fatto dai precendenti Amministratori e si preoccupa di portare avanti il suo lavoro, può mai essere accusato di mistificazione?
A me sembra proprio che la verita sia lampante  e - mi dispiace dirlo - c'è stato da parte della Minoranza un chiaro equivoco di pregiudiziale interpretazione. Voglio sperare che, questa mia precisazione, possa fugare ogni dubbio.

Per quanto riguarda poi la mia persona, essendo io il Presidente dell'Associazione Isola di Graziella, confermo che ho apprezzato ed apprezzo l'impegno politico dell'attuale maggioranza, ma non per questo, penso, sia stata affidata la gestione della Biblioteca alla mia Asssociazione.
La Maggiuoranza ha promosso una regolare "Manifestazione d'interesse" rivolta a tutte le Asssociazioni di Volontarioto iscritte al Registro Regionale. Se siamo risultati vincitori, è stato perché siamo risultati gli unici con iscrizione all'Albo Regionale a presentare domanda, avendo tra gli scopi specifici - nello statuto approvato nel 2007 - proprio l'impegno e la cura delle Biblioteche.
Forse non tutti sanno che un Ente locale può affidare un servizio pubblico ad un'Associazione di volontariato iscritta nel Registro Regionale,  in quanto è possibile in tal caso sottoscrivere un istituzionale protocollo d'intesa.
Vorrei inoltre rassicurare la Minoranza circa la nostra buona volontà a servire il paese e ogni cittadino indipendentemente dal colore politico. Anzi se qualcuno dell'attuale Minoranza vorrà offrire un personale contributo e venire a lavorare nella Biblioteca con noi, saremo ben contenti.
L'Associazione Isola di Graziella persegue fini di fraternità fra tutti, al di là delle proprie scelte politiche, e lavora affinche cresca sempre più nell'isola quella pace sociale che tutti desideriamo.

Pasquale Lubrano Lavadera


VISITIAMO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI PROCIDA

Nicola Granito - Assessore alla Cultura del Comune di Procida

Procida e i libri

Procida ha  avuto nella sua tradizione storica una o più biblioteche. La più importante è situata presso l’Abbazia di San Michele a Terra Murata, che ancora oggi raccoglie un patrimonio prezioso di volumi antichi di pregio e valore.
Certamente dovette influire nella cultura locale il fatto che uno dei più importanti poeti del romanticismo francese, Alphonse de Lamartine scrisse il romanzo Graziella ambientato a Procida.
L’Istituto Nautico, infatti, già dall’ottocento aveva una buona dotazione libraria, fino ad arrivare all’attuale biblioteca completamente ristrutturata e dotata di strumentazioni moderne e di numerosi testi.
Anche il Comune aveva costituito nell’ottocento una biblioteca che è giunta a noi dopo molte peripezie piuttosto malandata.
Dopo la seconda guerra mondiale  venne situata nel plesso delle Elementari a Largo Caduti e affidata alla cura del Prof Sferratore e destò interesse nella popolazione.
Un’altra biblioteca nacque sempre in quegli anni del dopoguerra alla Chiaiolella presso la Parrocchia di San Giuseppe, oggi Santuario, per l’impegno del giovane Parroco Don Michele Ambrosino, che aveva già pubblicato un suo primo libro su San Giuseppe. 
Don Michele Ambrosino aveva già allora un’idea  dinamica della biblioteca,  che non poteva ridursi ad un luogo di raccolta di libri, ma ad uno spazio culturale creativo capace di promuovere interessi, conoscenze, approfondimenti sui grandi temi della vita sociale e spirituale.
Erano gli anni in cui Elsa Morante, con il romanzo L’isola di Arturo  eleggeva Procida a luogo ideale di ispirazione poetica  e artistica.
Accanto alla Biblioteca della Chiaiolella, Don Michele Ambrosino creò nel 1960 il primo “Circolo culturale di lettura” per i giovani e la “Fiera del libro”, in un epoca storica in cui  non esisteva sull’isola una libreria.
Proprio grazie alla “Fiera del libro” i procidani hanno potuto incontrare nomi importanti della letteratura, del giornalismo, ricercatori universitari e artisti.  E  in quella fucina  creativa nata intorno alla piccola biblioteca parrocchiale sono maturate vere e proprie vocazioni letterarie e giornalistiche.
Intanto le vicissitudini politiche  degli anni 60-90, se da una parte davano vita al Premio letterario “Procida, Isola di Arturo, Elsa Morante”, al Collegio dei Traduttori Letterari, al Parco Letterario Elsa Morante,  dall’altra vedevano invece sgretolarsi  la consistenza della biblioteca comunale che non riusciva più ad avere un luogo dove poter raccogliere  i libri di cui il Comune pure si era dotato. Infatti a metà degli anni 90 molti di quei libri furono distribuiti presso le Scuole procidane.
La Scuola Media Statale “A. Capraro” che aveva avuto finalmente dopo un eterno girovagare la sua sede definitiva  nel moderno plesso in via Flavio Gioia creò nei suoi locali un’importante e ampia biblioteca, utilizzata dai docenti e dagli allievi.
Intanto con il Premio letterario, si ritornava a parlare  di letteratura, mentre scrittori importanti giungevano sull’isola e nascevano le prime librerie che hanno dato un grande impulso alla lettura.
L’Amministrazione Comunale intanto  dopo il 2006 concedeva in uso gratuito all’Istituto Orientale di Napoli il primo piano dell’ex-Conservatorio delle Orfane. E fu proprio nel rapporto con l’Istituto Orientale che si convenne di riportare tutti i libri del Comune nel salone dove l’Istituto Orientale aveva collocato anche la sua dotazione libraria.
Certamente gli spazi di cui oggi la Biblioteca Comunale dispone sono limitati e si spera che domani essa potrà trovare una più ampia sistemazione.
Intanto ci sembrava opportuno continuare il lavoro iniziato dagli  amministratori di ieri, dando nuovo impulso alla attuale Biblioteca Comunale, affidandone la gestione all’Associazione di Promozione Sociale “Isola di Graziella”, con la sottoscrizione di un istituzionale protocollo di intesa, nell’auspicio che essa possa diventare, come indica l’Unesco, un luogo ideale per la costruzione della pace sociale nell’intero territorio isolano.
Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini a visitare la Biblioteca Comunale di Procidata situata al primo piano dell'Ex Conservatorio delle Orfane, sabato 14 ottobre 2017 alle ore 17,30.

 Nicola Granito
Assessore alla Cultura del Comune di Procida





mercoledì 11 ottobre 2017

UNA MONTAGNA DI LIBRI

Procida: "La montagna di Libri"


Dal mese di giugno 2017 un nutrito gruppo di volontari ha cominciato ad operare nella Biblioteca Comunale di Procida per realizzare una opportuna catalogazione e mettere così a disposizione dei cittadini  la montagna di libri che è giunta a noi fin dall'800. 
Libri di narrativa  italiana e straniera, saggi, enciclopedie  hanno trovato mani e occhi per ritornare a vivere ed essere così disponibili per tutti i cittadini che avranno desiderio di leggere o fare una ricerca. 
La Biblioteca Comunale di Procida si caratterizzerà primariamente  per i libri su Procida, sugli scrittori procidani e sugli scrittori che hanno trovato ispirazione  a Procida per le loro opere. La Biblioteca resterà aperta quattro giorni alla settimana, dal martedì al venerdì. Tutti quei cittadini che vogliono offrire il loro servizio di volontariato possono rivolgersi all'Ufficio Cultura del Comune che li metterà in contatto con l'equipe che ha iniziato già a lavorare.  Sabato 14 ottobre 2017 alle 14,30 tutti i cittadini sono invitati dal Sindaco a visitare i locali dell'Ex Conservatorio delle Orfane e la Biblioteca Comunale. 

Il Sindaco invita a visitare la Biblioteca Comunale di Procida

Procida: La Biblioteca Comunale nei locali dell'Ex Conservatorio delle Orfane

Molti sapranno che  nell’Ex  Conservatorio delle Orfane a Terra Murata è collocata la Biblioteca Comunale di Procida. Essa è situata al primo piano nei locali dati, dal 2006 ad oggi, in comodato d’uso gratuito, all’Istituto Universitario L’Orientale di Napoli.
Fin dall’ottocento il Comune di Procida ha avuto una Biblioteca Comunale che è giunta a noi dopo varie peregrinazioni non sempre indolori. Il suo massimo splendore lo ha avuto nei primi anni 50 allorquando fu affidata al Professore Sferratore e posizionata in tre ampi locali della Scuola Elementare V. Scialoja in Largo Caduti.
Dagli anni 60 in poi la Biblioteca non ha trovato più una sua degna sistemazione per cui ha vagato alla ricerca di un luogo stabile e adeguato: nel frattempo si smembrava e molti libri furono collocati nelle varie scuole procidane.
Intorno al 2006, allorquando l’Amministrazione cedeva i locali del piano terra e del primo piano dell’Ex Conservatorio alle Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”  e “L’Orientale”, fu stabilito che al primo piano doveva esserci anche la Biblioteca Comunale Pubblica.
Nel gennaio 2017 l’attuale amministrazione verificando lo stato di suddetta Biblioteca e constatando di non avere personale  da poter destinare alla funzionalità di essa, ha  promosso una manifestazione di interesse rivolta alle Associazioni culturali dell’isola, con lo scopo di affidare ad una Associazione di volontariato, regolarmente iscritta al Registro Regionale, la gestione di suddetta biblioteca.
Da giugno 2017, con un Protocollo di intesa Istituzionale,  la gestione della Biblioteca Comunale di Procida è stata affidata all’Associazione Culturale Isola di Graziella, Associazione di Promozione sociale che  ha provveduto in questi mesi alla riattivazione di essa prendendo in carico i libri esistenti, curandone un primo catalogo e predisponendo la possibilità di prestito librario o di consultazione e di ricerca.
Il Sindaco invita i cittadini a prendere visione di questa Biblioteca  e dell’intero Ex Conservatorio delle Orfane sabato 14 ottobre 2017 alle ore 17,30.
Seguirà un saluto del Sindaco e dell’assessore alla Cultura Nicola Granito; Il prof. Salvatore di Liello darà qualche informazione sull’importanza storica e architettonica dell’Ex Conservatorio delle Orfane  e il Prof. Pasquale Lubrano Lavadera, presidente dell’Associazione culturale  Isola di Graziella  offrirà ragguagli sulla vita della Biblioteca e del suo sviluppo futuro. 




dal Comunicato Stampa del Comune di Procida




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martedì 26 settembre 2017

Procida non può dividersi sull'accoglienza a 34 immigrati

Procida: La casa comunale

Un grande polverone si sta alzando sull’isola per la realtà dell’accoglienza a 34 immigrati. Si parla addirittura di referendum.

Come mai tanta preoccupazione? Non abbiamo forse accolto in questi decenni centinaia e centinaia di immigrati nelle nostre case come badanti, collaboratori, impiegati, muratori, giardinieri? Non siedono i nostri figli nelle scuole accanto ai loro figli?
Se, alcuni tra loro hanno formato famiglia con i procidani, perché ora per questi 34  immigranti, che lo Stato ci affida, siamo allarmati a tal punto da invocare un’istituzione  come il referendum.
A rigor di logica se dovessimo applicare questo istituto del referendum , per coerenza lo dovremmo applicare per tutti gli immigrati presenti sul territorio. E sentiamo tutti che sarebbe una cosa assurda.
Ognuno  può e deve  esprimere il proprio parere ma sarebbe opportuno non litigare e non dividerci su questo problema.
Di fronte ad un piano nazionale di accoglienza, in un emergenza storica tra le più drammatiche - si parla di terza guerra mondiale in atto -  il solo pensiero  di rifiutare solidarietà a 34 uomimi, donne e bambini provoca in me un sentimento  di dolore e di amarezza grandissimo, perché come cittadino, come procidano, come figlio di questa terra felice, ho una forte esigenza  di far qualcosa insieme agli altri per difendere la vita di chi è in pericolo, per accogliere chi ha perduto ogni bene, per dare una pur minima occupazione a chi ha perso la dignità del vivere, ed offrire un po’ di sicurezza  ha chi ha perso la speranza
Mi viene da pensare ai nostri nonni che negli anni 30 - anni di miseria nera sull’isola - emigravano in cerca di lavoro  per sfamare i propri figli. Se non avessero trovato accoglienza in tante nazioni del mondo molte nostre famiglie avrebbero vissuto molto male. Se i nostri soldati in Albania, tra cui un buon gruppo di procidani, non avessero trovato, durante i lunghi mesi di guerra, l’accoglienza e l’aiuto del popolo albanese, sarebbero morti di fame e di freddo.
Mi viene da pensare anche a quella frase del Vangelo che è presente in tutte le religioni e in tutte le culture: “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”.
Se io mi trovassi nella condizione di questi immigranti cosa desidererei?
Il popolo procidano – e spero di non sbagliarmi – proprio perché popolo di naviganti , è stato sempre aperto all’incontro con altri popoli e culture. Ha temuto nella sua travagliata storia solo la violenza e la prepotenza,  ma è stato sempre un popolo che ha affrontato con coraggio epoche  drammatiche, mettendosi insieme e non dividendosi.
E ora invece vogliamo dividerci  per questo pugno di famiglie con bambini che hanno bisogno di tutto?
Si tratta di 34 immigrati che fuggono dalla violenza dalla guerra, dalla fame e che, tra l’altro, non peseranno su di noi perché è lo Stato che provvederà economicamente al loro processo di integrazione.
A noi  aprire solo il nostro cuore, mostrare  la nostra umana solidarietà.
Ricordo sempre quello che mi diceva un carissimo amico che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita – forse molti lo ricorderanno : Vincenzo Cucurullo. Ebbene, quando lottavamo come procidani, tutti uniti, per avere una delle navi Caremar  costruite per le tre isole, ma che erano state poste in servizio solo per Capri e Ischia,  lui mi diceva: “Noi lotteremo fino alla fine  perché è un nostro diritto che ci viene negato, ma  dobbiamo anche saper lottare per i diritti degli altri, dei più poveri, di quelli che sono relegati ai margini della Storia. La solidarietà per queste persone è quella che ci fa uomini.”
Per questo penso che possiamo essere solidali con questi 34 “fratelli”: Sì, fratelli perché l’umanità è una sola  e nella la fase storica di interdipendenza in cui ci troviamo o ci salviamo tutti o periamo tutti
Quello che invece dobbiamo esigere dagli immigrati presenti sul territorio è il rispetto della nostra cultura, della nostra fede, delle nostre leggi, come noi rispettiamo la  loro.
Il popolo procidano non ha mai avuto paura di chicchessia, di chi aveva un’altra religione, un’altra fede; ha accettato sempre le diversità di condizioni sociali, di idee e di cultura. Ricchi e poveri si sono sempre integrati ed hanno convissuto in armonia. Solo una volta ci siamo scontrati duramente fra noi per l’ideologia: c’era chi voleva la repubblica e chi voleva la monarchia e quella volta l’abbiamo pagata cara. E da quella triste lezione del 1799  le guerre intestine si sono placate e se qualcuno voleva  innescare una miccia  lo si portava a miti consigli. 
Bisogna che anche questa volta evitiamo la divisione e la contrapposizione. Il confronto e il dialogo sicuramente, ma l’ultima parola spetta a, parer mio, al Consiglio Comunale eletto democraticamente da tutti noi. E in questo, per fortuna il Consiglio Comunale si è già espresso con chiarezza.  
Dire no a questi 34 fratelli  sarebbe, a parer mio, infangare la nostra storia, la nostra cultura, gli insegnamenti dei nostri padri,  che hanno affrontato le tempeste più dure, che hanno perso i loro figli nel mare  e - non lo dimentichiamo mai - hanno sempre saputo dividere il pane con chi non aveva di che vivere.
L’accoglienza che abbiamo avuto per alcune famiglie albanesi negli anni 90, quando cominciava il grande esodo, resta un esempio luminoso che ci fa onore.


Pasquale Lubrano Lavadera

mercoledì 20 settembre 2017

RIPENSARE IL PALAZZO DELLA CULTURA

Procida: Il Palazzo della Cultura a Terra Murata

Esisteva una volta  a Terra Murata il Palazzo Giovanni da Procida, divenuto poi Conservatorio delle Orfane e infine Palazzo della Cultura, con l’annessa Cappella della Purità, oggi sala di convegni.
Circa 10 anni fa, esso è stato affidato con comodati d’uso gratuito agli Istituti Universitari L’Orientale e Il Suor Orsola Benincasa, al Signor Scotto di Marrazzo  con il Museo Casa di Graziella, ai Radio Amatori e a un’Associazione.
Il comune però si è riservato lo spazio per la Biblioteca Pubblica nel primo piano  dove l’Orientale ha posto la sua sede.
Pensiamo che allo scadere dei vari comodati il tutto vada ripensato in maniera nuova e più organica anche perché in questo momento il Palazzo della Cultura è l’unico spazio vitale, posto in sicurezza, che il Comune Possiede, oltre alla Casa Comunale in via Libertà.
Per cui esso dovrebbe essere veramente il palazzo dove si esplica, nelle forme più varie, la dimensione più alta e universale della cultura locale, per diventare lo spazio dove possono realizzarsi laboratori artistici, dove possono svolgersi seminari, corsi di formazione e di riqualificazione, incontri con autori letterari essendoci la biblioteca pubblica,  laboratori di lettura, laboratori teatrali, mostre artistiche e testuali con esplicito riferimento ai grandi autori che hanno fatto conoscere in tutto il mondo l’isola di Procida a cominciare da Lamartine e Elsa Morante  fino ad alcuni autori contemporanei, senza dimenticare il gran numero di scrittori procidani che a cominciare da Don Michele Ambrosino hanno impegnato  tutta la loro vita nella ricerca letteraria.
Quindi, uno spazio vivo di ricerca e di confronto, di elaborazione e di creatività,  in stretta collaborazione con le sinergie presenti nel territorio, per attuare la linea culturale dell’AMMINISTRAZIONE.
Infatti non è secondario il fatto che, in tutte le città e paesi in cui l’elemento artistico e culturale è pregnate, il palazzo storico più importante della città  raacchiude sempre in sé, come cuore pulsante, l’Assessorato alla Cultura.
E perché questo non può avvenire anche a Procida che sempre più si qualifica come isola culturale e artistica?
Pochi paesi al mondo hanno avuto il dono di presenze artistiche e culturali di rilievo come Procida, per cui sentiamo che il Palazzo della Cultura a Terra Murata   è chiamato a diventare il cuore pulsante della cultura locale, per  rappresentare dignitosamente al mondo  la ricchezza di idee, esperienze, valori qui accumulti nei secoli.
Distogliere l’attenzione da questo grande obiettivo, e non lavorare in questa direzione,  potrebbe determinate un grande danno per le generazioni future. Auspichiamo pertanto che possa nascere un  vero confronto politico su questo tema: “Quale futuro per il Palazzo della Cultura a Procida?”
Pasquale Lubrano Lavadera


martedì 19 settembre 2017

Lamartine poeta e politico



Alphons de Lamartine giovane in un viaggio in Italia giunge a Procida nel 1811.
Era nato a Macon nel 1790. 

Lamartine non è stato solo il grande poeta romantico delle Meditazioni. Egli, dopo il grande successo letterario come poeta, intraprese la carriera politica perché da monarchico aveva  colto la svolta storica dei tre principi della rivoluzione francese, li aveva assimilati e si era buttato nell’agone politico, prima come Sindaco e poi come membro del Parlamento, per difendere i diritti dei poveri, dell’infanzia e per combattere  l’idea della guerra come risoluzione dei conflitti tra gli stati. Inoltre grande fu la sua battaglia  politicaper combattere la pena di morte che egli riteneva assurda.

Lamartine a 30 anni sposa Marianne Birch
Nel 1848, poi,  fu l’ispiratore della seconda rivoluzione francese e Ministro degli Esteri nella breve  Seconda Repubblica. Esperienza soffocata dal  populismo nascente che capovolse il nuovo assetto e volle la  restaurazione dell’Impero napoleonico.
 Lamartine sconfitto  e amareggiato  lasciò la politica e si dedicò esclusivamente alla scrittura e in quegli anni scrisse  Graziella. Un piccolo romanzo in cui riviveva l’esperienza di un viaggio in Italia agli inizi dell’800 con approdo a Procida. Il romanzo ebbe un successo strepitoso in Francia e in Europa e fece conoscere a molti il nome di Procida. Da quel momento numerosi  francesi si avventurarono nell’isola per respirare l’atmosfera di cui avevano colto la bellezza nelle pagine di Lamartine.
Quando Elsa Morante  sbarcò a Procida nel 1954  vi trovò infatti  molti turisti francesi, tra i quali la famosa traduttrice Juliette Bertrand che aveva preso dimora stabile nell'isola.

La prima edizione Garzanti di Graziella tra i grandi libri
in copertina il dipinto "Artista di strada a Procida" di P. Bonirole 1840

Nel 1960 poi, il marito della Morante, Alberto Moravia, inviato speciale  a Procida  per un articolo da pubblicare su Le vie d’Italia, volle titolarlo L’isola di Graziella, nonostante la moglie avesse già scritto e pubblicato con successo L’isola di Arturo.
Va ancora detto che qualche anno prima, nel 1948, la UTET aveva pubblicato  in Italia i Discorsi Politici di Lamartine, in quanto nella nascente repubblica italiana non c’era ancora molta letteratura democratica e quel testo venne letto con grande interesse dai  nostri politici i che si avventuravano a gettare le basi della democrazia repubblicana.

Lamartine visse gli ultimi anni in grande povertà.
Muore a Parigi nel 1869

Con i Discorsi Politici ritornò nelle librerie anche Graziella che visse una nuova stagione di successo, tanto che la Garzanti lo inserì tra  “I grandi libri”, con un’accurata traduzione di Caterina D’Agostino  e con un’ampia nota storica. Si capiva in maniera nuova che quel piccolo romanzo si caratterizzava, nel suo esplicito simbolismo, come  un inno alle classi umili della società e ai valori  democratici della nuova Repubblica.


Pasquale Lubrano Lavadera.