martedì 18 agosto 2015

Naufragio nel mare di Procida nel 1892

Francesco De Grandi, Naufragio, olio su tela 2014


Il naufragio di un paranzello molfettese
 nelle acque di Procida nel 1892
di Corrado Pappagallo

Sin dagli anni Quaranta del XIX sec. non poche barche di Molfetta attratte da lauti guadagni si avventuravano nelle acque napoletane a esercitare la pesca alla gaetana o meglio a strascico. Una coppia di bilancelle armate a vela latina pescavano trascinando una rete; a turno poi questa era issata su una delle due bilancelle per la cernita del pesce.
    Procida era un degli approdi più frequentati nel napoletano dove i pescatori molfettesi stanziavano tutto l’anno. Nel 1892 a Procida è registrata la presenza di 8 bilancelle molfettesi pari a circa 95 t con 75 marinai imbarcati1. Era pure frequente l’imbarco di manodopera molfettese su bilancelle del luogo.                
     L’avvenimento drammatico che proponiamo è il racconto di un triste naufragio avvenuto a Procida nel lontano 30 settembre 1892:

     Compartimento Marittimo di Napoli - Circondario Marittimo di Procida.
Processo verbale di scomparizione in mare l’anno milleottocentonovantadue il giorno primo ottobre. Nell’Ufficio del Porto di Procida innanzi al sottoscritto Buonocore Antonio Ufficiale di Porto Capo del Circondario Marittimo di Procida è personalmente comparso il marinaio autorizzato De Giglio Cosmo Damiano classe 1837 al n.2076 delle matricole della gente di mare di 1 categoria di Bari già in comando della bilancella italiana “Libera” di t. 10 al n. 2506 delle matricole di Napoli, ed ha dichiarato quanto segue - Il giorno 30 settembre p.p. nel mentre con la bilancella suddetta da me comandata, dopo aver ultimata la pesca, ritornavamo in questo porto di Procida, navigando con la prora diretta alle isole, e con vento debole da scirocco, improvvisamente il vento con estrema furia ha girato a tramontana - allora ho ordinato ai marinai di cambiare la vela e passarla dal lato dritto sulla sinistra, nel mentre da tutti si eseguiva questa manovra, un violento colpo di vento ha fatto prendere a collo la vela, e la barca sotto quell’urto si è rovesciata sulla dritta, ed io con il rimanente equipaggio composto di quattro marinai e due ragazzetti, uno mio nipote e l’altro figlio di un marinaro di bordo, siamo stati sbalzati in mare - cinque di noi ci siamo mantenuti alquanto avvitacchiati all’albero della barca per tutto il tempo che la stessa è rimasta a galla: gli altri due un marinaio a nome Mezzina Domenico fu Giovanni e fu Salvemini Teresa classe 1840 al n.2076 di matricola di Bari, nativo di Molfetta e coniugato con Andreula Chiara, ed il ragazzo a nome Salvemini Giacomo di Corrado e di Salvemini Elisabetta di anni 12 in circa (non matricolato fra la gente di mare) anche di Molfetta rimasero sulla poppa della barca - Però quando ci accorgemmo che, poi l’acqua penetrata nel legno dal portello del boccaporto, questo affondava, noi ch’eravamo sull’albero ci allontanammo subito, per non essere trascinati a fondo dal vortice e per fortuna trovammo sottomano dei remi ed un pezzo di legno, galleggianti poco lungi, per sostenerci – Gli altri due però ch’erano sulla poppa, essendo inesperti nel nuoto, e non avendo forza, non potettero allontanarsi dalla zona del vortice formato dalla barca che colava a picco; né noi potemmo afferrarli per non essere trascinati dalla voragine, e miseramente quelli infelici scomparvero, ed i lori corpi più non comparvero alla superficie delle acque. Per la qual cosa devesi ritenere che i due sonnominati individui  Mezzina Domenico e Salvemini Giacomo sono deceduti per scomparizione in mare in seguito del naufragio della bilanciella italiana “Libera” avvenuta la sera del 30 settembre 1892 alle ore 8 pomeridiane. Del che si è redatto il presente processo verbale in forma amministrativa a mente dell’art. 596 del Regolamento Marittimo 20 novembre 1879 in esecuzione al codice della Marina Mercantile2.

     La bilancella LIBERA di 10 t iscritta al Compartimento di Napoli uscì alla pesca in coppia con la bilancella NUOVA MARIETTA. Di ritorno dalla pesca a circa 3 miglia da terra nei paraggi di Cuma nel virare fu investita da un forte colpo di vento di tramontana e si rovesciò sul fianco sinistro. I cinque naufraghi furono raccolti dalla Nuova Marietta e da un’altra barca accorsa sul luogo3.
Michele de Candia

     Corrediamo l’articolo con una foto ingiallita di un marinaio molfettese tale Michele de Candia fu Michele e di Stravecchia Nicola di anni 38 che nei primi giorni del 1896, cadde in mare annegando dalla bilancella FEDELI COMPAGNI, nelle acque del golfo di Gaeta contrada Spiaggia. La dichiarazione di morte fu fatta al comune di Elena, luogo quest’ultimo di imbarco e sbarco di diversi marinai molfettesi che si recavano lì a pescare.
Questi avvenimenti dolorosi mettevano a dura prova l’animo della marineria molfettese, perdere un proprio congiunto allora senza un sostegno della prevvidenza sociale apriva le porte ad un futuro incerto e pieno di incognite. Ciò nonostante altri intraprendevano lo stesso mestiere.

1 MINISTERO DELLE FINANZE – DIREZIONE GENERALE DELLE GABELLE, Movimento della Navigazione nei Porti del Regno, 1892
2 Sezione ARCHIVIO STATO TRANI, Molfetta, Stato civile morti 1892.
3 Sulle condizioni della Marina Mercantile al 31 dicembre 1892, Roma 1893, p. 226.






Anche a Procida spuntano i "bassi"

Una stradina storica di Procida 

Quando un amico mi disse che Procida si stava avviando a diventare una periferia degradata di Napoli, mi ribellai, ma quando mi indicò un segno di tale triste realtà, dovetti convenire che in quella sua frase c’era della verità. Mi parlò dei bassi, ossia dei vasci, che stavano sorgendo in tante nostre strade.
Il termine vascio non esiste nella lingua procidana e Parascandola nel suo Vefio lo testimonia. Vascio è un termine napoletano che sta ad indicare quei  vani umidi, terranei dove in modo promiscuo vivono assiepati interi nuclei familiari in condizioni igieniche proibitive.
Eduardo De Filippo e la Ortese hanno ben descritto la situazione drammatica di tanta povera gente costretta a vivere in questi vasci e mai avremmo pensato che anche la bella isola di Procida, un giorno avrebbe visto fiorire i bassi nelle sue strade.
Ma chi ha consentito tutto questo? Chi doveva intervenire per impedire   un tale scempio, segno di forte decadenza culturale oltre che di pura speculazione?
Nessuna voce si è levata contro queste trasformazioni di cantine o negozi a fronte strada in mini appartamenti, collocati  a bella vista semmai con porta di alluminio anodizzato e con tendina ai vetri.
Nuclei familiari sono oggi costretti a vivere a Procida con poca luce, poca aria,  ad asciugare i panni sulla strada e ad assorbire ogni giorno volumi e volumi di  aria malefica perché densa di veleni di scarico dovuti all'eccessivo traffico: segno evidente e di una civiltà che muore per far spazio ad un individualismo esasperato che pensa solo al profitto e specula anche sulla povera gente che non ha casa e non può pagare affitti alti.

Chi doveva impedire un tale scempio lo ha permesso, e oggi la triste realtà è sotto gli occhi di tutti.
Rivolgiamo un appello ai nuovi Amministratori affinché si fermi questa scellerata perversione abitativa.

Procida: senza l'incubo del traffico.

Procida: Borgo della Chiaiolella


Finalmente  è arrivata nell’Isola di Procida, da metà luglio,  l’ordinanza del Sindaco che prevede targhe alterne di mattina  e concede,  la sera, a tutti i cittadini di godere  la vita sull’isola senza l’incubo del traffico, permettendo anche a quanti abitano lungo le arterie principali di poter riposare di notte.
Le fasce orarie, senza auto  e moto veicoli,  designate sono state  tre: dalla 19 alle 21, dalle 21,30 alle 00,00, e dalle 00,30 alle 04,00.
Considerato, poi,  lo scarso numero di corse dei pullman, soprattutto la sera, con difficoltà di collegamenti tra il centro dell’isola e la Chiaiolella, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto importante creare nella fascia centrale centrale un “servizio navette”, circolare, dalle 21,30 fino alle 00,10, che,  con partenza ogni 40 minuti, collega il Borgo di  Sant’Antonio con Marina Chiaiolella attraverso via Giovanni da Procida e Lungomare Cristoforo Colombo.
Gli orari di partenza da Sant’Antonio sono i seguenti:  21,30 - 22,10 - 22,50 - 23,30 - 00,10. Un servizio di grande utilità, e completamente gratuito. Fino ad oggi, ogni giorno, in media, circa 150 le persone che usufruiscono di tali  navette.

Un ulteriore sforzo amministrativo  che persegue con tenacia l’obiettivo di ridurre sempre più l’uso delle auto e dei motorini sulle strade dell’isola, non idonee a sostenere un traffico urbano di oltre 10.000 auto e motorini, con grave rischio per la sicurezza dei pedoni.

giovedì 13 agosto 2015

"Amministrare un paese: uno dei compiti più nobili a cui un cittadino è chiamato"

"Amministrare un paese:
uno dei compiti più nobili a cui un cittadino è chiamato"

Intervista a Sara Esposito, Consigliere Comunale con delega al Verde al Decoro e all’Arredo urbano

Sara Esposito, Delegata al Verde,al Decoro,  all'Arredo urbano
e Toponomastica nel Comune di Procida 

Sara Esposito è una delle più giovani, tra i Consiglieri, del nuovo Consiglio Comunale eletto il 31 maggio 2015. Le è stato affidati la delega al Verde, al Decoro, all’Arredo urbano e alla Toponomastica. Delega importante per un isola come Procida che ha sofferto negli ultimi decenni  un pauroso abbandono. Si pensi che dal dopoguerra ad oggi pochissimi beni ambientali sono stati tutelati e difesi.
Le rivolgiamo alcune domande  per capire un po’ cosa sta avvenendo nel Comune di Procida con i nuovi Amministratori,  per alcuni come Sara nuovi alla politica ma non all’impegno professionale e sociale: Sara infatti svolge il suo ruolo di psicoterapeuta/psicologa in una Istituzione ischitana ed è madre di due figli.
Sono trascorsi poco più di due mesi dalle elezioni. Come stai vivendo questa esperienza?
 I procidani ci hanno scelto per amministrare la nostra isola. Scelta che mi lusinga ed entusiasma…risvegliando in me un grosso senso di responsabilità. Responsabilità che ci coinvolge tutti e ci vede impegnati in prima linea.
Leggendo il vostro programma si sente che vi siete avviati su una linea politica ardita: lotta alla corruzione, bene comune prima del benessere individuale, onestà e trasparenza in ogni atto deliberativo, dialogo con i cittadini…Ho ascoltato inoltre parole forti come reciprocità, lotta al degrado, vivibilità. Scelte molto impegnative e non facili.
Ognuno di noi è stato chiamato a svolgere un lavoro enorme ed articolato. Personalmente mi sono trovata a ricoprire un ruolo e una carica a mio avviso importante, speciale in ambiti e settori a mio avviso poco curati o mal curati, dove fin da subito ho compreso l’importanza che ha la strutturazione di un metodo di lavoro per poter procedere in maniera efficace ed armonioso con i procidani, con i servizi, con le associazioni di volontariato e con tutti quelli che, con le proprie risorse, vogliono ed intendono apportare vita e benessere alla nostra isola…soprattutto in termini di “ambiente sano, vivibile e decoroso”. Ovviamente il compito è arduo e facilmente si corre il rischio di compiere errori…ma ciò non mi distoglie dall’obiettivo ultimo che è quello di restituire “dignità” e “visibilità” ad una terra speciale e per molti aspetti unica.
Penso che  un politico, come ogni uomo, abbia anche il diritto di sbagliare. Ho sempre diffidato di quei politici saccenti che si presentano come perfetti risolutori di ogni problema. Un proverbio dice “Errare è umano, perseverare nell’errore è diabolico”. Per non cadere  nel diabolico bisogna essere umili e riconoscere quando si sbaglia. L’umiltà è la prima qualità di un vero politico. Sappiamo però che c’è tra voi un continuo dialogo e confronto. E questo è molto importante.  Ogni delegato o assessore non prosegue isolatamente ma in stretta unità con il Sindaco che deve garantire proprio l’armonia fra tutti voi.
E’ l’impegno primario per cui ci vediamo ogni sabato mattina tutti, anche con i candidati non eletti, per individuare le criticità, le emergenze ed attivare le risorse esistenti in termini di servizi ed organi competenti, per pianificare gli interventi che vedono in prima linea l’Amministrazione e a seguire…figure e competenze specialistiche.
Nel tuo settore specifico quali sono stati i primi interventi attuati?
Nel mio settore  abbiamo messo in campo la pulizia delle spiagge,  l’emergenza potature dovuta alle erbe che infestavano molte strade dell’isola,  i giovedì del decoro, la bonifica alla casa comunale, la rimessa a posto del tendone pontile aliscafi, l’iniziativa “adotta un’aiuola” e quella molto importante di “Basta con il degrado” nelle strade,  il tutto realizzato nella massima trasparenza e con la massima sensibilità verso l’ambiente e verso chi mostra interesse e dedizione per il nostro paese.
So che c’è un buon gruppo di cittadini che vi sostiene in questa battaglia.
Tutte le iniziative sono state discusse ed analizzate nel gruppo ambiente/decoro che si riunisce tutte le settimane  nella  casa comunale, aperto a tutti coloro che sentono di poter dare un contributo in tal senso.
Aver cominciato a lavorare a giugno, con l’estate che incalzava e con tutte le necessità impellenti dell’isola a livello ambientale, sarà stata per te una prova di forza.
Effettivamente scendere in campo con la stagione estiva alle porte di sicuro non è stata cosa facile…tutti i problemi si amplificano e tutte le difficoltà spesso si esasperano… Però probabilmente quello che ha contraddistinto il nostro operato è stato  la presa di coscienza  di dover svolgere uno dei compiti più nobili a cui un uomo è chiamato  a ricoprire…amministrare e guidare un paese. Di qui la tenacia e la determinazione del nostro agire.
Nessun ripensamento personale sulla scelta fatta?
Nessuno. Personalmente mi sento pronta motivata e determinata a portare avanti questo mandato…mossa dall’amore per la vita e per tutto ciò che possa migliorarla.

a cura di Pasquale Lubrano Lavadera


Trasparenza e coraggio nella risposta del Sindaco di Procida ai giovani

Il giovane Sindaco Raimondo Ambrosino con alcuni componenti della lista "La Procida che vorrei" che ha vinto a Procida le elezioni del 31 maggio 2015.
Chiarezza, trasparenza e coraggio  nella risposta del Sindaco Raimondo Ambrosino ai giovani che contestavano il divieto notturno. Come giustamente Ambrosino afferma, ci sono tanti diritti da rispettare: diritto dei pedoni, del riposo notturno, diritto al silenzio  diritto alla circolazione, diritto alla sicurezza ecc. ed essi vanno armonizzati. Per far questo bisogna “guardare Procida con occhi diversi”. Non possiamo pensare che in un isola di soli 3,7 kmq si possa fare tutto quello che si vuole o si desidera. Se non vogliamo diventare  un isola di massacri, una regolamentazione è necessaria e doverosa.
Proprio nei giorni scorsi un cittadino che abita lungo un’arteria principale di scorrimento veicolare ha ringraziato il Sindaco, perchè finalmente riesce a dormire qualche ora di sonno tranquillo.
Fino ad ieri più di qualcuno pensava: “I procidani vogliono circolare. Ma ci sono molti incidenti anche mortali, di notte non si dorme, il pedone non può camminare. Importa poco…i procidani vogliono circolare e lasciamoli circolare giorno e notte.”
Pensiero molto pericoloso che nasconde  una triste verità: non avere a cuore il bene di tutti i cittadini. I veri politici devono invece aiutare tutti noi a scoprire che  prima del benessere individuale c’è il benessere collettivo che va promosso custodito e difeso.
I nostri giovani Amministratori si sono incamminati su questa strada, non sempre popolare, ma sicuramente l’unica che porterà l’isola fuori dal guado.E di questo sentiamo di doverli ringraziare.
Qui di seguito la risposta del Sindaco ai giovani riportata da “La Gazzetta isolana”dell’11 agosto 2015.

È mio dovere portare degli argomenti a sostegno delle decisioni, soprattutto quando le critiche provengono dai giovani. E comprendo quando loro contestano la fascia oraria di divieto tra l’una e le quattro del mattino, le ore in cui si spostano per la movida notturna. Innanzitutto dico che ho avuto anche io 19 anni, e li ho trascorsi a Procida, lavorando e facendo anch’io i conti con il divieto d’estate. Certo era una limitazione, ma anche un’occasione per organizzarsi in maniera alternativa. Dopo aver percorso chilometri nella sala del ristorante, ci spostavamo dal lato opposto dell’isola, in bici o prendendo in gruppo qualche taxi. E francamente iniziava già allora il divertimento, quando condividevamo in 5-6 il veicolo per scendere al porto. Allora, come oggi, il problema di Procida è sempre lo stesso: un’isola piccola, con le strade strette da palazzi abitati, che diventa una pista per i veicoli, tutti veloci e rumorosi. Purtroppo non si tratta di gestire cattive abitudini di pochi. D’estate siamo talmente tanti in poco spazio che non è possibile garantire una serena convivenza tra chi si sposta motorizzato e chi vuole fruire l’isola in maniera alternativa. È vero, facciamo la scelta di privilegiare questi ultimi. Ma è pur altrettanto vero che ciò avviene per 40 giorni all’anno, per 8 ore su 24. Se ci teniamo a investire su un futuro diverso per questo nostro paese, la questione della limitazione del traffico è ineludibile. Nè si può sostenere che penalizziamo solo i giovani, considerata la trasversalità delle critiche che ricevo. Ci prendiamo la responsabilità di scegliere, e ciò pesa ancora più perché negli ultimi anni tali provvedimenti erano stati messi da parte. Perché il divieto di notte? Perché è bello godersi la nostra isola senza l’intralcio di macchine e motorini. Perché è bello sentire l’odore delle piante in fiore invece che l’aria nauseabonda dello smog nella cappa di afa. Per adesso è più semplice organizzarlo di sera senza però rinunciare ad immaginarlo nelle altre fasce orarie. In fin dei conti questo è un territorio di 3,7 chilometri quadrati. E i giovani, più degli anziani, hanno la possibilità di spostarsi diversamente. In fin dei conti quando ci si allontana dall’isola si percorrono chilometri senza colpo ferire, godendo e desiderando di averne la possibilità anche a Procida. Riappropriamoci della nostra isola, cerchiamo di guardarla con occhi nuovi.

Il Sindaco Raimondo Ambrosino

martedì 11 agosto 2015

Barche addobbate a festa per la Graziella alla Corricella e a Marina Grande


Procida: Marina Corricella

12 giovani fanciulle per rivivere in quest’estate 2015 il Mito di Graziella immortalato dal poeta francese Alphonse de Lamartine.
Ritornano le tradizionali barche addobbate a festa, tra luci e colori, in uno scenario ricco di suggestive rimembranze e faranno corona alla presentazione delle “Grazielle” che  verranno accompagnate da 12 giovani nei panni dell’amato “Alphonse”.
Quella nuova barca, che Alphonse volle donare alla famiglia povera di Graziella dopo il naufragio del vecchio natante, indispensabile per il lavoro della pesca, diventa magico simbolo della fraternità universale di cui il giovane francese   era portatore.
Quel simbolo rivive  oggi nei cortei delle barche ornate di fiori e drappi colorati che sfileranno nel mare di Marina Corricella, mercoledì 12 agosto 2015  ore 20, 30, e a Marina Grande, domenica 16 agosto  2015 ore 20.
Una tradizione che si rinnova ogni anno e che assume  nell’immaginario collettivo il desiderio di quell’amore forte, puro ed eterno che è nel cuore di ogni persona, ma anche di quei valori di semplice essenzialità, propri dell’ambiente marinaro di Procida, espressi dal racconto di Lamartine, dove terra e mare, cuore e mente, si intrecciano  armoniosamente nello scenario di un isola incantata e incantatrice.

La barca del nonno di Graziella è distrutta - Fotogramma dal film Graziella di Giorgio Bianchi 1954


lunedì 10 agosto 2015

Si fa Politica per servire il Paese non per guadagnare!!!

Il Sindaco Raimondo Ambrosino con Raffaele Cananzi
La corruzione politica è cominciata da quando i politici hanno ricevuto la paga, e che paga! Nei Comuni sono aumentati i debiti e nei parlamenti gli scandali. L'italia è stata capovolta.
Ci aveva ammoniti il democristiano Giuseppe Dossetti, Padre della Costituzione, affermando che la politica va fatta gratuitamente e a tempo. Ma si inimicò la classe politica di Destra, di Centro e di Sinistra.
Il disastro del debito pubblico oggi è sotto gli occhi di tutti; gli scandali si ripetono vergognosamente, le indennità non sono ancora state ridotte e molti cittadini si rifiutano di andare a votare.
Il nostro Sindaco Mario Spinetti, negli anni 50, diceva che il buon politico non abbandona la propria professione e dedica il suo tempo libero all'attività politica. Si lascia aiutare da buoni e onesti collaboratori e da dirigenti comunali efficienti e responsabili.
Ne siamo convinti: non abbiamo bisogno dei professionisti della Politica. Infatti vediamo che da quando sono entrati i professionisti in politica il sistema si è spesso corrotto.
La legge prevede per chi conserva il proprio lavoro una indennità minima. Per chi invece non può conservare, per vari motivi, il proprio lavoro, allora è previsto un corrispettivo adeguato.
E questo ci sembra giusto. Quello che ci appare ingiusto è la speculazione che può avvenire in questo campo, ossia quando si cerca di vivere l'impegno politico come una possibilità per far soldi.
Il fatto che i nostri Amministratori abbiamo cercato di ridurre l'indennità è già un segnale forte di novità che è in controtendenza rispetto all'andazzo generale che punta sempre a tirar fuori dalle tasche dei cittadini non il minimo ma il massimo possibile.

domenica 9 agosto 2015

Procida: le baie balneabili vanno difese dall'assedio dei motoscafi

ProcidaBaia della Chiaia 
Le baie balneabili non dovrebbero essere assediate da motoscafi, yacht, ecc. in quando sostando per più ore o addirittura giorni essi procurano un inevitabile inquinamento che nuoce al fondo marino, al mare e ai bagnanti. Non basta tenere questo numero altissimo di natanti a 300 metri dalla riva, secondo una norma antica  che non prevedeva ancora un così grande flusso di motoscafi nelle acque delle coste turistiche. 
Tuttavia, ricordiamo che la massima autorità per la salute pubblica è il Sindaco, il quale con opportuna ordinanza potrebbe vietare l'ingresso di tali motoscafi nelle baie balneabili, o quanto meno raddoppiare o triplicare la distanza dalla riva.
Inoltre non bisogna dimenticare che è stato istituito ormai da tempo il Parco di Nettuno con norme dettagliate e precise  nelle acque di Ischia e Procida. Tale Parco è legge nazionale,  e vieterebbe una tale numerosa sosta di motoscafi e yacht, anche per impedire la distruzione della flora marina. 
Purtroppo, nonostante il Parco sia già in vigore, non sono stati ancora messi in atto tutti quei provvedimenti che lo rendono la attuativo. Perché? Cosa si nasconde dietro questo silenzio?
Sappiamo che la situazione è sotto osservazione da parte dell'Amministrazione Comunale di Procida che intende dare il proprio deciso contributo per risolvere questa incresciosa e dannosa situazione che ormai si trascina da più anni.

sabato 8 agosto 2015

Stop alla velocità delle biciclette

Stazione Marittima di Procida: Biciclette a riposo
Purtroppo nelle nostre strade si corre troppo. Corrono auto, motorini, camion e camioncini, taxi e corrono finanche le biciclette che, diventate ormai elettriche, ti sfrecciano accanto a velocità molto alta, come i motorini, mettendo a rischio l'incolumità del conducente e l'altrui salute
Poiché a Procida  non esistono marciapiedi o corridoi pedonali in moltissime strade, se vogliamo ancora consentire, in deroga alle normative esistenti, la possibilità di circolazione, dobbiamo almeno limitare tutti la velocità, sempre e in ogni strada.
Bene ha fatto l'Amministrazione a regolamentare la circolazione delle biciclette, e dei velocipedi in genere, e deliberare il limite di velocità che non deve  essere superiore a 25 chilometri orari,  e a imporre anche ad essi le norme del codice stradale e il rispetto del senso di marcia tranne per il tratto: San Giacomo- Olmo- Sant'antonio. Se si percorre una strada contro senso, bisognerà portare la bicicletta a mano. Viene, altresì precisato che ogni velocipede dovrà essere dotato di luce e di campanello.
Auspichiamo tuttavia un ulteriore intervento amministrativo che richiami tutti i conducenti di automezzi a moderare la velocità, anche quando le strade sono libere.  

giovedì 6 agosto 2015

Le dimissioni di Pina Cucurullo

Pina Cucurullo tra il Sindaco Dino Ambrosino e la Vice Sindaco Titta Lubrano Lavadera
Quando la notizia delle dimissioni di Pina Cucurullo  è stata annunciata  dalla stampa, si sono subito levate molte voci, con opinioni e giudizi i più vari.
Riteniamo che dimissioni  di un personaggio che riveste un ruolo pubblico, siano  un atto di grande  responsabilità che chiede rispetto profondo, perché attiene a quello spazio di libertà individuale soggetto solo alla propria coscienza. Nessuno sceglie di dimettersi  da un incarico pubblico importante con leggerezza e a cuor leggero.
Può sicuramente dispiacere di non averla più in quel ruolo  che si accingeva a rivestire, perché consapevoli della serietà e dell’impegno profuso sempre nella sfera professionale e che avrebbe certamente contraddistinto il suo impegno politico, ma questo  non ci autorizza  ad invadere quella sfera  personale che è sacra e  inviolabile e che l’ha portata a dare le dimissioni.

Oltre al profondo rispetto, sentiamo però di dover ringraziare vivamente Pina Cucurullo per quello che ha rappresentato nell’ultima vicenda politica. Se la politica procidana ha voltato pagina, permettendo a “La Procida che vorrei” di amministrare oggi l’isola, lo si deve anche a lei. E il suo merito rimane. E di questo dobbiamo esserle grati, certi che non farà mai mancare il suo contributo d’amore al paese.