lunedì 27 luglio 2015

Continua un linciaggio volgare sui nuovi Amministratori

Il desiderio di offrire la propria collaborazione ai nuovi Amministratori è grande!
Continua un sorta di linciaggio volgare sui nuovi Amministratori del Comune di Procida denigrati spesso come incompetenti e inesperti. E' una sordida diffamazione da parte di alcune persone che si innesta in quella sottocultura dove alligna ed impera invidia, malafede, inciucio, maldicenza.
Ma entriamo nel merito dell'inesperienza e dell'incompetenza.
Chiunque ha cominciato a fare politica era inesperto; la qualcosa non significa essere incapace. Ogni cittadino onesto è capace di offrire un proprio contributo alla costruzione di una politica che voglia combattere la corruzione, l'illegalità, il menefreghismo, lo sfascio economico, l'incuria e l'inefficienza.
Per quanto riguarda invece l'incompetenza, sappiamo tutti che essa va verificata sul campo e nel tempo. Diffondere nel popolo giudizi così pregiudiziali e denigratori, a neanche due mesi di vita amministrativa, è qualcosa che appartiene alla volgarità più trivia. 
Come reagire a questa volgarità. 
In un solo modo: dando fiducia e collaborazione intelligente a tutti i livelli, affinché questo cambio di guardia che Procida ha determinato nelle ultimi elezioni diventi una grande opportunità per tutti, denigratori compresi.
Anche perché, a ben rifletterci, quegli Amministratori che dal 1998 al 2015 hanno accumulato 24 milioni di euro di massa passiva  e che oggi vedono il loro Bilancio Comunale respinto dalla Corte dei Conti, possono essere considerati realmente competenti ed esperti della vita amministrativa? 

mercoledì 22 luglio 2015

Le due Signore in via dei Bagni

Procida. Via dei Bagni

Due Signore, una  sui 60 anni e l’altra sui 40, entrano in via dei Bagni, mercoledì 22 luglio 2015.
La Signora sui 60 è con due amici, l’altra invece è  sola.  A voce alta la signora sui 60 dice: “Che puzza in questa strada, ma vi ricordate l'anno scorso che profumo…Da quando questi Nuovi Amministratori fanno raccogliere la spazzatura di mattina  a Procida non si può camminare  tanto è il fetore…” e nel mentre evidenzia lo sconcio si rivolge alla signore sui 40, che procede accanto a lei,  affinché senta e prenda anche lei coscienza del  malfatto.
La Signora sui 40, vistasi indirettamente interpellata, si sente in dovere di rispondere: "Ma lei forse non sa che la Nuova Amministrazione  ha trovato debiti enormi  e che la Società che provvede alla raccolta della spazzatura, per raccogliere di notte,  per i soli tre mesi estivi chiedeva, oltre la somma già pattuita, altre 140.000 euro.
La Signora sui 60, per niente intimidita, subito replica: “Non è vero, non c’era alcun debito e si stava bene e le strade profumavano."
Al che la Signora sui 40: "Mi dispiace, Signora, contraddirvi, ma è un dato ufficiale che ho ricevuto domenica l'altra andando in Comune per sapere la situazione economica lasciata dei precedenti Amministratori: la massa passiva risulta di ben 24 milioni di euro. Per cui corriamo tutti il rischio del dissesto per la cattiva gestione economica precedente. E oggi siamo chiamati tutti a fare grandi sacrifici se vogliamo risollevarci dal fosso in cui ci troviamo."
La signora sui 60, allora, allungando il passo, con disinvoltura, continua a dire a voce alta:  "Non è vero, non è vero... non c’era nessun debito."


Forse è opportuno che i nuovi Amministratori ufficializzano con un manifesto pubblico quanto è stato detto nell’informazione ai cittadini sulla realtà economica, qualche domenica fa. E evidente che le due signore avevano votato in maniera diversa nelle ultime votazioni, ma quando un dato diventa ufficiale e certo, nessuno può più barare o disinformare. Soprattutto sull'aspetto economico che è il primo e fondamentale aspetto  di ogni Amministrazione.

domenica 19 luglio 2015

Procida: Le sbarre tagliate

Procida: finestra del Palazzo D'Avalos trasformato in carcere con le sbarre tagliate

Prima ancora che il castello D’Avalos fosse riconsegnato ai procidani, qualcuno ha osato  tagliare le sbarre dove s’erano aggrappati i prigionieri nei secoli passati.
Quelle sbarre tagliate sono oggi il segno di una rottura col passato ed emblema di una possibile rinascita dell’isola di Procida; rinascita che deve passare primariamente per una ritrovata fiducia dei cittadini nelle istituzioni politiche e sociali. Fiducia oggi espressa nel ribaltamento della classe politica nelle ultime elezioni comunali.
In fondo la gente cosa chiede alle Istituzioni politiche e non ? Che espressioni come diritto al lavoro, diritto alla salute, diritto allo studio, partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, difesa del territorio, trasparenza nei bilanci economici,  lotta alla corruzione, collegamenti efficienti, regolamentazione della viabilità,  tasse eque… non siano solo parole, ma progetti concreti.
Pertanto le aspettative nella nuova Amministrazione sono molte.
Ma bisogna dar tempo al tempo. Non possiamo pretendere dai nuovi  Amministratori quello che non abbiamo preteso dai  vecchi Amministratori, da molti decenni.
Oggi l’isola presenta gravi problemi e dissesti e per affrontarli bene non occorre fretta o approssimazione.
Prima di iniziare la ricostruzione nei vari ambiti, in primo luogo in campo economico, occorre  una ricognizione dello stato attuale, che non può avvenire dall’oggi al domani, per cui il cittadino deve essere paziente, contribuendo con il suo impegno alla risalita.
Segnali forti di partecipazione collettiva alla vita del paese da parte di tanti si sono già manifestati in questi primi 45 giorni.  Un gruppo di volontari sta lavorando accanto al Sindaco e ai singoli Consiglieri e Assessori costantemente.
E questo non era mai accaduto prima. E’ la forte novità che caratterizza  il nuovo corso

Le sbarre che sono state tagliate sul vecchio Palazzo,  diventano auspicio di un’era nuova  per Procida  che sarà realizzata non solo dai politici, ma dai politici e cittadini, insieme.

venerdì 17 luglio 2015

"I premi letterari? Fiere di Banalità"

1957 - Elsa Morante vince lo Strega con L'isola di Arturo (foto Alinari)
Lo scrittore Francesco Permunian, nel suo ultimo libro Ultima favola (Il saggiatore) celebra i funerali di un certo mondo editoriale e in particolar modo invia i suoi strali ai “Premi letterari” di oggi, considerati “riti funebri di una società letteraria che è morta e sepolta da un bel pezzo.” 1
E’ una conferma di quello che sentivamo da un po’ di tempo, dopo aver fatto esperienza e conosciuto direttamente qualche importante premiazione.
Molti si affannano ancora a considerarli eventi che promuovono la cultura, ma in realtà i Premi Letterari attualmente non sono che la vetrina sfavillante e mercantile di case editrici e promozione di personaggi legati a lobby di potere “culturale”, grazie alla compiacenza di politici  che si illudono di promuovere così la cultura nel paese.
La cultura e la sua promozione sono ben altra cosa. Ci piace ricordare come elemento significativo di rottura con  l’inflazione imperante dei Premi Letterari,  il “Festival della letteratura di Mantova”, una festa di incontri, di dibattiti, di conoscenze senza premi,  una vera esperienza  tra scrittori e cittadini in una osmosi creativa e stimolante di idee, progetti e valori.
La cultura nasce da queste esperienze autentiche di rapporti, di confronto e dialogo rispettoso.
Purtroppo i Premi Letterari oggi in Italia sono molto lontani da tutto questo.


1 – I Premi Letterari? Fiera di banalità di Brunella Schisa. Il venerdì di Repubblica 17 luglio 2015

mercoledì 15 luglio 2015

Bisogna smetterla di andare dal Politico per i problemi personali

Procida 1953: Il Sindaco Mario Spinetti( il primod a sinistra) accoglie la Famiglia Burel, ospiti francesi della Pensione Eldorado, gestita d l Prof Arcangelo Esposito (il secondo da destra)
Bisogna smetterla di andare dal Politico per risolvere i problemi personali. Per tali problemi si va dal medico, dallo psicologo, dall'avvocato, dal fiscalista, dall'amico fidato, ma non dal Politico il quale è chiamato a realizzare il bene comune, ossia il bene di tutti, e non direttamente quello dei singoli.
Se il cittadino non attua questo principio basilare della vita democratica, senza volerlo diventa fra i primi corruttori della vita Politica. 
Per  il bene comune, il buon il Politico attiva, potenzia, incrementa i servizi sociali in tutti gli ambiti di assistenza per dare a tutti i cittadini quelle opportunità previste dalle leggi. E se si accorge che c'è deficienza nell'erogazione dei servizi allora, con i suoi interventi ufficiali provvede ad eliminare tali deficienze.  
Procida 2015: Il giovane Sindaco Dino Ambrosino in una manifestazione pubblica
Logicamente sono necessari Dirigenti comunali pofessionalmente preparati e all'altezza della situazione, con la capacità di gestire tali servizi con competenza e capacità di relazionarsi sia con i cittadini che con le Istituzioni tutte: sanità, scuola, ecologia, trasporti, ecc.
Un esempio: il problema mensa scolastica. I Politici deliberano gli indirizzi e le modalità per tale servizio. Il tutto passa nelle mani del Dirigente che ha il compito di relazionarsi con l'Istituzione Scuola e provvedere all'attuazione di tale servizio, rendicontando sullo svolgimento di esso e seguendolo fino alla fine.
Se il Dirigente viene meno, ad esso non si deve sostituisce l'Assessore come erroneamente si fa. E' il Dirigente inadempiente che va sostituito da una persona più qualificata.
Perchè, sia ben chiaro, molta della responsabilità di un Comune che non funziona bene è dovuta ai Dirigenti Comunali, figure spesso clientelari e non di competenza.
Purtroppo, succede anche che, nella prima fase di una nuova Amministrazione, i cittadini prendono d'assalto i nuovi politici eletti, per strada, per telefono, sul comune e finanche mentre riposano. 
E' chiaro a tutti che non è questo il modo di esercitare da parte dell'Assessore il proprio ruolo di politico democratico, nè da parte dei cittadini di esercitare  quel diritto alla partecipazione attiva. 
Il politico ha la sua agenda di lavoro che prevede il suo impegno familiare, quello lavorativo e quello politico ed anche il tempo di riposo.
I cittadini pongono istanze singole o collettive  al Protocollo comunale, si rivolgono  al Sindaco o ad un assessore dopo aver fissato un regolare ed ufficiale appuntamento ed intervengono nelle assemblee pubbliche che i Politici organizzano per informare la cittadinanza e per raccogliere esigenze e proposte. 

martedì 14 luglio 2015

per Savio e Paola

La casa di Graziella: il giardino dietro il muro  (particolare) di Pasquale Lubrano lavadera

lunedì 13 luglio 2015

E' spaventoso il disavanzo lasciato dai precedenti Amministratori sulle spalle dei cittadini

Giovanni Villani
Ieri, domenica 12 luglio 2015, primo incontro tra gli attuali Amministratori e i cittadini, per portare a conoscenza di tutti la situazione economica in cui versa il comune di Procida  e gli interventi che si intendono adottare.
Vengono illustrati dal delegato per gli affari economici, il dr. Giovanni Villani, dal Sindaco Dino Ambrosino e dall'Assessore Antonio Carannante  aspetti che tutti devono conoscere.  
Intanto un fatto  di gravità assoluta dal punto di vista politico: i precedenti Amministratori non hanno ritenuto doveroso dare le consegne ai nuovi Amministratori i quali, solo grazie al ragioniere Ruggiero, ad alcuni dipendenti comunali, e alla collaborazione volontaria e gratuita di alcuni consulenti isolani, hanno potuto fino ad oggi con grande fatica  certificare  che dal 1998 al 2014 gli Amministratori di ieri hanno lavorato spendendo con larghezza e senza avere spesso copertura di spesa. 
Pertanto, al 1 gennaio 2015, risultano certificati oltre 24 milioni di euro di massa passiva. Inoltre da ulteriori approfondimenti risulterebbero ancora altri 8 milioni ( in corso di accertamento) per cui se così fosse ci troveremmo con una massa passiva spaventosa di oltre 32 milioni di euro.
Di qui la dura e inflessibile presa di posizione della Corte dei Conti che ha bocciato 7 risposte su 8 del bilancio approvato a maggioranza il 30 maggio 2015 dai precedenti Amministratori. Nel contempo si rivolge ai nuovi Amministratori per un immediato risanamento pena il Commissariamento e la dichiarazione di dissesto.
E' chiaro che toccherà a tutti i cittadini di Procida contribuire con alcuni sacrifici a tale risanamento, sapendo anche che bisognerà rilevare profili di responsabilità tra i politici che ci hanno male amministrato con comportamenti omissivi e del tutto fuori controllo.
Si ridurranno inoltre le indennità del Sindaco, Assessori e Consiglieri, si liquideranno la molte consulenze in atto e si darà sempre più spazio a quei consulenti  che vorranno affiancare volontariamente e gratuitamente il lavoro  della Giunta e dei Consiglieri.

domenica 12 luglio 2015

Procida: via Principe Umberto

via Principe Umberto: contrada San Leonardo
A Procida la strada via Principe Umbertto, tutta in leggera salita, ha un grande valore storico, perché collega la contrada San Leonardo e il Porto di Marina Grande con  Terra Murata e Piazza dei Martiri. La strada abbozzata nel 600 venne completata nel 700-800 con la costruzione di grandi palazzi monumentali di proprietà di armatori locali. 
La strada ha purtroppo subito nel tempo in alcuni tratti un crescente abbandono, per cui oggi, accanto ad abitazioni ben curate, se ne intravedono altre segnata dall'incuria.
La strada presenta sulla destra due viottoli. 
Il primo è un viale privato che conduce al glorioso Istituto Nautico, il cui accesso è un esempio tipico di incuria cittadina. Incuria che si ripete spesso anche in altre zone dell'isola quando le molteplici proprietà di uno spazio anziché determinare più risorse crea spesso un conseguente  disimpegno. 
Il secondo costituisce la stradina comunale Via Bartolomeo Pagano, la cosiddetta "Viulella".
Il Palazzo Assante quasi in cima alla strada, uno dei più imponenti dell'isola, fu nel passato sede delle Suore di Ivrea che in esso istituirono una fiorente e frequentata scuola elementare. Al piano terra del palazzo negli anno 40-50 nacque il Cinema Edison che poi si trasferì nell'arena Edison a Marina Grande.
Sulla destra  invece di fronte al Palazzo Assante sia apre un viottolo privato molto poetico e silenzioso che costeggia una barriera di case antiche e porta negli antichi giardini procidani.
Subito dopo, possiamo ammirare il casale Principe Umberto e il famoso Casalieddo. Ma di questi parleremo in seguito.
La strada nella parte alta va restringendosi notevolmente arrivando ad una larghezza di circa 2,5 metri, pertanto essa essendo priva di marciapiedi, non dovrebbe essere aperta al traffico cittadino. Inoltre quando c'è pressione alta,  avendo le abitazioni una grande altezza, si registra una forte concentrazione di gas da scarico.



La parte iniziale della salita

antica e storica scalinata


Ci si approssima alla strettoia e i pedoni sono in difficoltà se c'è traffico

Il Palazzo Scotto di Perta

Un momento di ingorgo all'inizio della strettoia

Svincolo per via Bartolomeo Pagano

Strettoia subito dopo lo svincolo di via Bartolomeo Pagano

L'imponente portone del Palazzo Assante

La storica balconata del Palazzo Assante

Il poetico viale privato di fronte al palazzo Assante








sabato 11 luglio 2015

Archivio di Stato di Napoli: Aperte le iscrizioni alle prove preselettive. Corsi gratuiti


Si comunica che sono aperte le iscrizioni alle prove preselettive per l'ammissione al biennio 2015-2017 della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell'Archivio di Stato di Napoli, la cui materie di insegnamento sono Paleografia, Diplomatica, Archivistica, Scienze Ausiliarie, Storia degli Archivi e Storia delle Istituzioni.
Il corso è gratuito con frequenza obbligatoria due giorni a settimana e prevede al termine dei due anni un esame finale per il conseguimento del diploma. 
Le iscrizioni alle prove preselettiva saranno raccolte fino al 31 agosto p.v.
 Per ogni ulteriore informazione consultare il sito web dell'Archivio di Stato di Napoli.


I premi o i festival, le sagre possono essere eventi che promuovono la cultura?

Ci sono le condizione a Procida per promuovere realmente cultura?
In che modo?
 
Sonali Kulkarni (Graziella) e Massimiliano Varrese in una scena del film "Fuoco su di me" girato a Procida 
Mi sono sempre chiesto se fare cultura a Procida significhi promuovere iniziative o eventi culturale come presentazioni di libri, film, premi, festival, sagre, spettacoli, così come avviene in molte città italiane.
Per la verità non sempre ho saputo dare una risposta. Solo ultimamente leggendo qualche testo autorevole che potesse aiutarmi a capire il senso vero del  “fare cultura” ho visto diradarsi la nebbia che mi circondava e vedere con più chiarezza il cammino che una comunità come la nostra isola può intraprendere per promuovere cultura.
La prima agenzia culturale di un paese  è, senza dubbio,  la Scuola: dalla scuola d’infanzia all’Istituto superiore e alle istituzioni universitarie.
Da considerare anche  le associazioni culturali laiche e religiose che hanno un ruolo molto importante nella vita di un paese.
Infine, da non sottovalutare i cosiddetti naturali operatori culturali, ossia quegli artisti che producono opere destinate a offrire un contributo di idee e valori necessari al miglioramento della vita della comunità.
Quindi  non sono gli eventi e le iniziative culturali a creare cultura, ma è l’esperienza autenticamente e profondamente umana che si realizza in una Scuola, nella vita di un associazione, di una comunità religiosa, nel rapporto vitale e costruttivo tra la collettività e gli artisti presenti nel territorio.
L’esperienza potrà poi anche esprimersi in momenti pubblici, in eventi celebrativi,  i quali non saranno mai visti come fine a se stessi ma come  momenti conclusivi che chiudono un processo creativo di sviluppo culturale e si aprono al nuovo.
Se invece questi momenti diventano il fine del fare cultura si ridurranno, come solitamente avviene, ad una vetrina di personaggi famosi, o ad esperienze autoreferenziali delle associazioni o degli enti proponenti.
Se guardiamo la Scuola oggi dobbiamo dire che essa, salvo eccezioni, non produce  vera cultura, perché non è un’esperienza autenticamente umana in cui  gli studenti si sentano protagonisti  di essa e pienamente coinvolti. La Scuola per diventare vera agenzia culturale deve incidere nel vissuto  delle nuove generazioni, stimolarne la crescita umana e dei rapporti interpersonali a tutti i livelli; in primo luogo in un corretto rapporto intergenerazionale, non limitandosi ad offrire primariamente  conoscenze, e competenze professionali.
Così pure per le associazioni culturali. Esse devono entrare in un rapporto vitale con la popolazione del territorio nel quale operano per intercettare esigenze, attese, necessità  e con essa giungere a definire quel progetto di esperienza culturale che offre risposte contestuali.
Dobbiamo pertanto opporci a quel fenomeno pseudo culturale di tanti comuni che propinano alla massa una serie di eventi essenzialmente calati dall’alto per beneficiare lobby di pesiiero o di potere economico.
Per dirla col filosofo Zanghì: “Nella nostra civiltà di massa, consumistica anche a livello di idee, si mira alla capacità di convinzione, per vendere il prodotto culturale,  qualunque esso sia; si mira dunque al sensazionale, ottimo veicolo di persuasione superficiale, brutta copia di quel meraviglioso da cui sappiamo che dovrebbe avere inizio ogni persuasione profonda e ogni cultura. E proprio riguardo alla cultura, la si afferma in una crisi addirittura irreversibile, e si nega, contemporaneamente che ci sia crisi…I più sinceri, di fronte alle tante vie, parlano di pluralismo: la crisi c’è, la soluzione va cercata in un dialogo fra sistemi, proprio per uscire dalle insufficienze di essi verso un approdo che onestamente si confessa di non conoscere, ma si conoscerà raggiungendolo. Ciò che purtroppo guasta questa posizione è l’ormai collaudata strumentalizzazione  della cultura da parte delle forze politiche ed economiche che, da servitrici quali dovrebbero essere della cultura, se ne fanno padroni, per raggiungere attraverso di esse il consenso delle masse. Lo stesso pluralismo diventa allora una terra di nessuno, fino a quando non venga saldamente occupata dal più forte concorrente…A mio avviso la crisi della cultura c’è ed è grave e le soluzioni bisogna cercarle seriamente, se non vogliamo affondare nella più tragica inciviltà, con tutto il nostro bagaglio di magnifiche utopie e di progresso sperato…In questo lavoro, da cui dipende la sorte di tutti, dobbiamo impegnarci con coraggio e lealtà tutti insieme.”
Faremo quindi  cultura quando la molteplicità delle espressioni degli uomini di una comunità si confrontano lealmente per raggiungere una sintesi unitaria.
Le varie espressioni  sono date in un tempo e in uno spazio per cui questa sintesi unitaria che è poi il progetto culturale  che si intende realizzare non può non avere una tensione all’universalità.
Il che significa che il progetto di oggi non si chiude in se stesso ma è una realtà che si espande e si rinnova.
In questo processo di vero avanzamento culturale la comunità trova forza e speranza, affronta i problemi, e porta a maturazione le soluzioni intraviste, migliora la qualità della vita e delle relazioni, e ogni cittadino si sente in qualche modo protagonista della vita della sua città
In sintesi i  punti fondamentali di  uno sviluppo culturale avanzato potrebbero essere così elencati:
1)   Nonostante tutto, essere convinti che la vita della comunità va avanti, matura e soffre e si apre a piste nuove da percorrere; l’importante è cercarle;
2)   Creare nuovi spazi di incontri per un confronto leale fra le tante espressioni, per dar vita a quel nuovo che l’oggi si aspetta, ma pronti a superarlo per il nuovo di domani;
3)   Avere un’attenzione profonda a tutti i richiami, a tutte le sollecitazioni, le attese, le critiche, le sofferenze che emergono dalla comunità;
4)   Scegliere il metodo del dialogo con tutti e aperti in tutte le direzioni. Il vero non è né mio né tuo, ma esso lo si raggiunge insieme. Chi pretende di affermare che la sua Verità è quella giusta non è costruttore di cultura ma di caos;
5)   Nella ricerca comune ha valore l’esperienza personale, il proprio vissuto, che va donato con umiltà quale proprio contributo, nella convinzione che è dall’esperienza umana che nasce la vera  cultura e che quando c’è esperienza autenticamente umana c’è la possibilità di cultura autentica;
6)   Il fondamento della nuova cultura sono i rapporti interpersonali improntati alla collaborazione, alla reciprocità, alla ricerca comune. E’ su questa base di rapporti nuovi che maturano progetti non confezionati a tavolino  ma che scaturiscono dal vissuto;

7)   In questo senso cultura e politica possono coincidere, ma a patto che consideriamo la politica non come la spera progettante della razionalità, bensì come l’azione unificante dell’intelletto all’interno della comunità, Il primo risultato del fare cultura sarà il comporsi delle persone in una reciprocità fatta di attenzione per ogni uomo, per un  sostegno ai più deboli, nel rispetto della diversità di pensiero e di idee, in una autentica e se pur sofferta ricerca comune. Per concludere: a una cultura di parole dobbiamo sostituire una cultura di persone.

giovedì 9 luglio 2015

Procida: Lo stato di abbandono in cui versa l'accesso all'Istituto Nautico

L'accesso storico all'Istituto Nautico è quello che si trova in via Principe Umberto al numero civico 40. Ci passiamo accanto spesso ma sempre tiriamo dritti senza soffermarci sullo stato di abbandono in cui si trova. Questa mattina ho voluto soffermarmi e fotografarlo ed è stato come ricevere un pugno nello stomaco. Poi mi sono domandato: come è possibile che un'isola come Procida, così ricca di storia, di cultura, di chiese ben curate, di ville strepitose, di gente intelligente e istruita, permetta che l'ingresso del glorioso Istituto Nautico sia tenuto  in questo stato di eccessivo degrado?











Bene ha fatto la nuova Amministrazione a mettere in agenda il decoro urbano, ma la responsabilità di attuazione e di mantenimento di tale decoro, una volta presi gli opportuni provvedimenti, spetta agli uffici comunali e in primo luogo al Dirigente comunale che riceve ogni mese una cospicua 
indennità di responsabilità. 
Se gli uffici comunali non sono responsabilizzati i politici possono anche deliberare le cose più belle, ma di fatto sono impotenti  come un corpo senza braccia e gambe. 
Per cui uno dei compiti fondamentali per la Nuova Amministrazione è  quello di verificare se tutti gli uffici comunali sono opportunamente responsabilizzati. Ci auguriamo che lo faccia al più presto

Ma tornando all'ingresso dell'Istituto Nautico, a questa specie di grotta aperta con muri sporchi, scrostati e cadenti, quasi un passaggio infernale obbligato,  ma dal quale ognuno di noi da sempre ha distratto gli occhi; quasi fosse una schifezza abbandonata a se stessa, dobbiamo dire che è una vergogna. Dovremo vergognarci tutti di aver lasciato questo ingresso 
in tale stato. 
Per la verità, però, va detto che quel viottolo è privato, e quindi spetterebbe a tutti i fruitori di esso  curarne il decoro, 
Perché non lo si fa? Chi lo ha impedito?