venerdì 30 gennaio 2015

Procida: Graziella per sempre

Manifesto del film "Graziella" di Giorgio Bianchi 1954

Lamartine poeta e Lamartine narratore. Ma a Procida c’è un solo Lamartine: l’autore di Graziella, il celeberrimo romanzo che offusca il meno celebre Raphael e perfino quello che comunemente è considerato il suo capolavoro, Le Lac.
Graziella e Procida sono una cosa sola. Un romanzo che dovrebbe essere letto nelle scuole dell’isola e non come libro consigliato ma adottato. Sicuramente la lettura della storia di Julie e di Raphael nell’omonimo racconto concorrerebbe ad una migliore lettura e interpretazione di Graziella. Se non altro per capire e sentire che le donne dei suoi versi e dei suoi romanzi sono tutte designate ad essere romantiche anche nella fatalità di una vita che, giovane, si conclude sempre tragicamente con la morte d’amore. Madame Julie Charles, malata di petto, e la fragile nipote del pescatore di Procida. Del resto è la stessa malinconia che attraversa tutta la storia personale dello scrittore, come malinconica è la fortuna della sua pur bella poesia.
sempre dal film di Giorgio Bianchi con i due attori protagonisti
Lamartine apparteneva ad una famiglia nobile ma per niente agiata della Borgogna. Quattrini in famiglia non molti, ma in compenso molto affetto e l’orgoglio del piccolo podere di Milly, che il padre coltivava personalmente. Una madre affettuosa e premurosa, attenta all’educazione di quel figlio prediletto, la quale, proprio per sottrarlo ad un innamoramento che forse non approvava, lo spinse a venire in Italia. Era il 1811 e a Napoli regnava Gioacchino Murat. Sposato con una giovane inglese, Marianna Elisa Birch, dolce e devota moglie, Lamartine tornò in Italia come diplomatico, ma la fortuna non lo assecondò, perché, segretario d’ambasciata a Firenze, si trovò coinvolto in una faccenda poco diplomatica, che, insieme alla rivoluzione di Luglio del 1830, gli rovinò la carriera. Anche nel campo della politica, alla quale si era successivamente dedicato, non fu fortunato, tanto che con l’avvento nel 1851 del Secondo Impero si ritrovò carico di debiti.
Una scena del film con Maria Fiore (Graziella) e Jean Pierre Mochy (Lamartine)
Quel poeta e scrittore, che da giovane aveva composto e scritto con un occhio alla fama e un altro all’immortalità, si ritrovò con gli anni a comporre e a scrivere per il pane quotidiano.
In questo contesto si colloca Graziella, l’opera sua più fortunata. Mai un’isola ha tributato tanto ad un suo narratore. Il romanzo che ha fatto di Procida l’isola di Graziella, prima e anche dopo che diventasse l’isola di Arturo e poi del Postino.
dal film Graziella e lamartine ballano alla Corricella
E Graziella ha ben ripagato Lamartine. Egli le deve molto. Quell’immortalità che aveva inseguito. Nei suoi ultimi anni era diventato tanto povero da accettare una pensione dall’imperatore Napoleone III. La sua casa di Milly era andata venduta.
E se Graziella non si legge e studia a scuola, poco importa. Le ragazze di Procida la rivivono e la amano indossando il splendido abito dellenostre donne e gareggiando a diventare, almeno per un anno, ”la Graziella”.

Anna Giordano









domenica 11 gennaio 2015

Politica a Procida: a breve le elezioni


 
Una seduta del Consiglio Comunale di Procida
Penso che in politica bisogna confrontarsi con tutti. Nel mio breve passato politico c'è stata un'esperienza di chiusura al confronto da parte del mio gruppo, che non ha giovato né a me personalmente né al gruppo. La chiusura all'esterno si traduce spesso in chiusura all'interno.
Il confronto deve però essere nella verità, cosa non facile perché c'è  sempre in qualcuno la tentazione di essere tattico e non vero, finalizzando esclusivamente il confronto ad interessi concreti da raggiungere. Anche in politica come altrove si può speculare.
Nel confronto, le proprie ed altrui ragioni, le motivazioni intenzionali, gli obiettivi devono essere chiari, e ciascuno dovrà essere rispettoso delle intenzioni dell’altro, a meno che l’altro non abbia l’intenzione di ucciderti o suicidarsi. In entrambi i casi si cercherà di eliminare il contundente.
Molte voci, circolano in questi giorni sull’isola, di tentativi politici di spostamenti o di cambio di squadra. Persone di centro destra che si avvicinano al centro sinistra e persone di centro sinistra che sentono di spostarsi al centro destra. Sono movimenti che sempre ci sono stati e forse ci saranno sempre, anche perché oggi tutta la politica è diventata molto fluida e meno ideologica.
Pertanto, in questi movimenti espliciti o sottaciuti,  lo sforzo maggiore dovrà essere fatto dai gruppi politici consolidati, che devono avere una visione ben chiara ed obiettivi ben definiti i quali rappresenteranno l’oggetto su cui ci si confronterà per sancire un patto di nuova coalizione. Logicamente il patto non verrà stipulato su carta igienica ma secondo norme consolidate.
Se uno statuto di un’associazione,  per avere valore legale, va sottoscritto dinanzi a pubblici ufficiali, non credo che un patto di coalizione abbia meno valore legale di uno statuto associativo.
E poi, cosa non trascurabile,  quel patto verrà reso pubblico e conosciuto da tutti i cittadini. La segretezza che spesso circonda gli atti politici è un grande male in democrazia, nasconde il segreto desiderio di lavorare sottobanco e non alla luce del sole.
Se, per esempio, un membro della coalizione di centrosinistra eletto in Consiglio Comunale decide di cambiare casacca, dica pubblicamente le sue ragioni e del perché abbandona la coalizione. E se dovesse avere ruoli di rappresentanza, sarà doveroso rassegnare le dimissioni.
Così pure, se un Sindaco che è stato eletto nel centrodestra sentirà  di spostarsi nel centrosinistra, potrà senz’altro farlo, ma dovrà darne ragione ai cittadini  e, se fra queste ragioni c’è il distacco politico dagli altri membri della propria coalizione, saranno doverose le dimissioni dalla carica ricevuta dal popolo.
Diversamente in un caso o nell’altro sono solo giochi di opportunità e di potere che non giovano alla vera politica, in quanto il cambiamento è solo formale ma non di sostanza.
E la vera politica ne uscirà malconcia sempre, perché il cittadino ancora una volta penserà che chi sceglie la politica lo fa solo per interessi personali. E quando i cittadini pensano questo la democrazia è stata già sconfitta.   


Pasquale Lubrano Lavadera

sabato 3 gennaio 2015

Concluse le sezioni Fotografia e Scrittura creativa del Premio CARACALE'


Un momento del laboratrio di scrittura creativa con Francesco Forlani

Si sono da poco concluse le prime due sezioni del Premio Caracalè Procida Art Contest 2014-2015 relative alla fotografia e alla scrittura creativa, nell'ambito del progetto “Dal Sud un luogo, una voce, un incontro”.
Tanti gli artisti che si sono avvicendati nel tenere seminari re laboratori creativi a giovani e adulti.
Molto interessanti le esperienze e gli insegnamenti scaturiti dai suddetti seminari che hanno offerto imput originali e produttivi.
Luciano Burani (fotografo reggiano, di cui si è tenuta la mostra “Smalti del visibile” che ha inaugurato la sezione di fotografia) ci ha raccontato la storia ed i segreti del light-painting; Giuseppe Farace, fotografo subacqueo e naturalista di fama internazionale, ha ricordato l’importanza del rispetto delle bellezze della natura e soprattutto del “pianeta mare” e di come valorizzarle attraverso il mezzo fotografico; Vittorio e Donatella Pandolfi, maestri di fotografia nonché padre e figlia, hanno entusiasmato tutti con le immagini dei loro reportage su Procida, frutto di uno stimolante confronto generazionale iniziato negli anni ’50 e che ancora va avanti; Mario Laporta, docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e fotoreporter internazionale, ha sottolineato con grande passione il lavoro enorme di preparazione che c’è dietro un reportage di attualità, ed infine il prof. Libero de Cunzo, fotografo di paesaggio e di natura nonché docente di fotografia presso l’Accademia, il quale oltre a ricordare i principi base della fotografia ha evidenziato quanto sia importante sentirsi parte di un luogo, di un territorio per poterlo raccontare in modo significativo.
Il messaggio comune che è emerso con estrema chiarezza è che “scattare foto artistiche non è una pratica banale o meramente meccanica, frutto di una buona attrezzatura, ma frutto di un’osservazione attenta che richiede passione e presuppone un’idea originale, un progetto da realizzare.”
E' anche vero che bisogna essere molto perspicaci e pronti a mettere la suddetta idea in discussione se la situazione contingente porta il fotografo a intraprendere strade diverse: ”La natura che ci circonda può sempre sorprenderci; a noi cogliere la bellezza intorno a noi e raccontarla…” ( Mario Laporta ).
Anche la settimana della scrittura creativa è stata molto intensa e ricca di bei
momenti di scambio e di confronto. Si è partiti con il seminario della giovane promessa isolana e nazionale, Diego Didio, il quale, grazie alla sua sempre più consolidata esperienza di editor e correttore di bozze, ha fornito ai numerosi partecipanti tantissime indicazioni su come impostare una scrittura di qualità. Diego ha inoltre ricordato che in arte le regole possono essere violate solo se prima si conoscono.
Proprio per questo motivo è risultato più “sui generis” il workshop condotto da
Francesco Forlani, docente di Torino e brillante scrittore, giornalista e uomo di teatro, che ha conquistato tutti i partecipanti coinvolgendoli in un “gioco” di lettura scrittura, dove i protagonisti sono stati i racconti e le poesie ispirati a Procida dei partecipanti, e che Forlani ha usato come base per il suo seminario.
Anche nel caso della scrittura creativa c’è stato un comune denominatore: “Prima di essere buoni scrittori bisogna essere buoni lettori”.
Da questa considerazione è partito Andrea Palombi, titolare della libreria e della Casa Editrice Nutrimenti. Palombi, infatti, nell’ultimo giorno dei seminari, ha riportato il triste dato che vede gli Italiani agli ultimi posti tra i paesi della comunità europea circa la lettura. Ha inoltre ricordato quello che è l’iter che accompagna la pubblicazione e la distribuzione di un manoscritto sottolineando l’importanza culturale delle piccole case editrici, delle produzioni indipendenti, che vanno pertanto sempre incoraggiate e sostenute.
A conclusione della settimana dedicata alla scrittura creativa c’è stato l’intervento di Alessandra Balti, laureanda all’Accademia di Belle Arti di Napoli e collaboratrice della Comix .La giovane Alessandra ha appassionato soprattutto i partecipanti più giovani mostrando praticamente le fasi di elaborazione di un fumetto, ed è stato interessante carpire alcuni dei segreti che caratterizzano questo linguaggio.
Al termine di queste due settimane di lavoro l’Associazione culturale Isola di Graziella ha creato dei momenti di confronto in cui i partecipanti hanno espresso commenti e considerazioni sull’esperienza fatta; i risultati emersi sono stati molto positivi circa l’utilità e la qualità dei seminari svolti e dei laboratori realizzati.
L’iniziativa è stata considerata da tutti di grande arricchimento e va inoltre sottolineata la grande partecipazione e l'interesse vivo dei giovani. L’Associazione ringrazia i tanti collaboratori e supporters per il sostegno manifestato e invita tutti a partecipare alla prossima sezione dedicata alla musica che si preannuncia entusiasmante e di grande qualità.
Francesco Forlani illustra ai partecipanti le regolo del gioco sulla scrittura creativa


A cura dell'Associazione culturale Isola di Graziella