martedì 16 dicembre 2014

Procida: Via Principessa Margherita (La Vigna)

Ecco alcune immagini di via Principessa Margherita in Procida, meglio conosciuta come la Vigna in quanto essa era zona agricola con molte vigne che producevano un ottimo vino. Era  la zona che si trovava sotto le mura del castello, e qui nacque uno dei primi casali  urbani intorno ad un grande cortile, il cosiddetto Casale Vascello. 












Gianni Scotto di Carlo: "Vigilare sui processi decisionali dei politici"

Gianni Scotto di Carlo Presidente "Circolo Canottieri Procida"
Riportiamo l'intervista a Gianni Scotto di Carlo, operatore turistico, già sostenitore del Movimento "Insieme per procida" ,candidato alle primarie del 20-21 dicembre 2014 per la coalizione di centro-sinistra "La procida che Vorrei";
1 –  Mi colpiva una frase di un politico: “L’umiltà contro l’arroganza di certi politici”. Cos’è per te l’umiltà in politica.

Credo che parlare d'umiltà sia sempre ammonire quanti dimenticano l'importanza degli altri, della società in cui vivono e nella quale hanno radici. Il migliore degli uomini è forse quello che mai smette di dare e ricevere, di partecipare a quello speciale interscambio di 'doni' che caratterizza il vivere collettivo.  Chiunque si convinca di bastare in se stesso, di essere già il detentore delle verità ultime, spezza il meccanismo a detrimento di tutti. Un buon politico, soprattutto locale, dovrebbe essere, a mio parere, in continuo esercizio di umiltà: dovrebbe farsi centro dell'intelligenza collettiva, saper comporre le parti in conflitto senza mai zittirle e negarle, sintetizzare le dignità delle opinioni differenti perché dal confronto ne possano nascere sempre di nuove. Dico, non solo l’umiltà in politica ma la politica dell’umiltà: un dialogo continuo e itinerante sulla vita, sui problemi e sulle soluzioni; saper ascoltare, comprendere imparare, tradurre ciò che si è appreso in azione politica e poi ricominciare.

2- Quale il tuo giudizio politico sulle Amministrazioni di Centro Destra che si sono succedute in questi decenni alla guida del paese?

La politica locale degli ultimi decenni si è dimostrata, a mio dire, inadeguata a guidare l'isola in quest'epoca di grandi mutamenti, inadeguata a comprende e cogliere le occasioni di miglioramento ed inadeguata soprattutto a dare corpo allo spirito democratico: è stata per 20 anni una politica del '51%', senza alternanza e senza alcuna rigenerazione; è stata una politica per i politici e non per il paese, ha avuto modi irrispettosi e risultati piuttosto inconsistenti.

3- Vendere la maggior parte dei beni immobili per recuperare qualche spicciolo era indispensabile?

Non ne sono certo, ma non credo fosse indispensabile. Credo piuttosto che i problemi di bilancio vadano visti con lenti per inefficienze e sprechi; mi piace pensare che una gestione più oculata e virtuosa avrebbe potuto evitare le soluzioni di “vendita” e permettere di destinare gli immobili ad uso della cittadinanza.

4 – Mario Spinetti diceva sempre che il politico eletto deve chiedere critiche costruttive al cittadino e non adulazione e formali consensi. Condividi?

 Come non condividerla. l’amministrazione che ho in mente si fa forza proprio del contributo critico e propositivo da parte di tutta la cittadinanza; si fa forza delle competenze e delle professionalità diffuse; chiede e reclama la partecipazione e il controllo. Ho parlato altrove di amministrazione diffusa; e poi non nascondo che il pensiero di un'isola silenziosa e consenziente mi dà maggior ansietà di quello di una folla critica ma vigile e presente.

5 – A livello nazionale  si parla di azzerare le società partecipate create nei comuni. Procida non le ha azzerate e non ha permesso alla minoranza di visionare gli atti di tali società.

Tutto ciò che non va in direzione della totale trasparenza dell’azione amministrativa è per me politicamente irresponsabile e antidemocratico; rappresentare dovrebbe essere sempre render conto delle proprie azioni ed assumersene la responsabilità.
Riguardo alle partecipate, mettendo da parte per un attimo le necessità di recepire le indicazioni governative, ogni riflessione deve aver ben presenti i due principali rischi: una gestione politica scorretta e inefficiente delle risorse (in ultimo tributi) con sprechi, voto di scambio, clientela e particolarismi; una gestione privata delle risorse con costi dei servizi elevati, scarsa possibilità di controllo e nessuna ricaduta positiva sugli abitanti del territorio. Alla luce di ciò riuscire a far coincidere l’interesse dei gestori-erogatori con quello dei fruitori deve essere la sfida di ogni amministrazione.

6 – Il porto viene consegnato dagli Amministratori  a cittadini non procidani. Ti sembra giusta questa scelta?

No, credo che si  potesse fare di più e meglio per coinvolgere gli abitanti dell’isola nel mantenere la titolarità su questo pezzo di terra  e mare cosi importante per noi. Cosa altrettanto sgradevole poi di questa vicenda è che l'inaccortenza di alcuni politici ha ridotto le aspettative dei cittadini verso l'attivazione di certi strumenti economico-finanziari di tipo cooperativo.

7 –  Quale è l’atteggiamento giusto di un Amministratore locale nei confronti della Scuola?

La scuola è alla base del processo di formazione e costruzione della comunità futura, ogni sforzo possibile deve essere profuso nel sostegno al sistema scolastico locale affinchè operi nella condizione ottimale e nell'ambiente migliore. Una buona amministrazione è quella che riesce a 'moltipliare' le scuole e i momenti di formazione culturale e professionale.

6 – I principali diritti dei cittadini da difendere e i doveri da sottolineare?

I cittadini hanno il diritto ad un'abitazione confortevole, al lavoro, a vivere in un ambiente il piu sano possibile, alle migliori cure socio- sanitarie , a consumi culturali,  liberta di spostamento e connettivita, a spazi comunitari e di condivisione, ad intraprendere la ricerca di una piena felicità nel rispetto degli altri. Hanno a mio avviso il dovere di essere parte attiva nel miglioramento della comunità, di difenderla partecipando ad un sistema di regole condiviso che garantisca il rispetto dell’altro e la convivenza pacifica e armoniosa fra i cittadini.

7 - La coalizione” Insieme per Procida” ha costituito un momento di grande speranza per quei cittadini che non si riconoscevano nella coalizione di centrodestra. Cosa resta di quell’esperienza  e quanto di essa confluisce in “La Procida che vorrei”.

Ritengo che “La Procida che vorrei” sia la prosecuzione naturale di quella esperienza, sulla base della quale oggi ci si ripropone alla guida del paese con rinnovato entusiasmo e nuova partecipazione, riprendendo gli indirizzi programmatici di quel progetto politico, il manifesto valoriale  e il coraggio e la fiducia di attivare nuove idee e persone.

8 – Il Centrodestra  non possiede nel suo metodo politico la consultazione continua delle categorie, delle Associazioni, delle altre istituzioni e dei cittadini, prima di prendere importanti decisioni.  Mario Spinetti, invece, prima di ogni decisione interpellava i cittadini, poi si portava in Consiglio Comunale ed infine in Giunta. Ti sembra riproponibile quel metodo?

La mia candidatura è un impegno verso l'applicazione di un metodo propriamente concertativo.  “Democrazia partecipata” e amministrazione diffusa" sono parole chiave della politica che vorrei. Con un pizzico di ingenuità, dico mi piacerebbe togliere le porte al comune e fare giunta o consiglio nelle case e nelle sedi.

 

9 - Dopo quello che è successo a Venezia, poi a Roma viene a tutti la preoccupazione che tutti i comuni sono minacciati. Cosa si può fare per impedire  infliltrazioni pericolose nella nostra politica?

Oggi più che mai i fatti nazionali, quelli di Roma, il caso expo, il mose a Venezia ci segnalano la presenza di un sistema di cui probabilmente osserviamo solo la punta, un sistema virale di corruzione capace di attecchire in ogni ente pubblico. La selezione della classe politica deve avvenire per questo scevra da logiche clientelari; deve scaturire solo dalla scelta dei cittadini informati che vivono i territori, attraverso un voto libero da debiti di scambio o pressioni lobbistiche. Il sistema dei partiti non pare più in grado di garantire tutto ciò, l’unico anticorpo alla corruzione è un metodo che consenta al cittadino di vigilare attraverso la sua diretta partecipazione sui processi decisionali.

10 – L’economia dell’isola poggia ancora molto  sulla navigazione, sul commercio e solo ultimamente si apre  al turismo. Molti gli investimenti di Procidani in tale direzione. Anzi  possiamo dire che gli operatori turistici in questo momento storico sono quelli che più di ogni altro stanno investendo capitali per l’isola, rischiando anche di persona. A loro va la nostra ammirazione per il coraggio che mettono in campo, anche perché Procida  può offrire solo la bellezza dell’isola, la sua cultura  il suo silenzio le sue meravigliose spiagge, i suoi giardini, Vivara. Vacanze e soggiorni quindi adatti alle famiglie ad artisti, a cittadini amanti della natura incontaminata e della bellezza. Cosa possiamo fare per incrementare questo turismo speciale che può intercettare oggi migliaia di visitatori  in tutta l’Europa  in ogni stagione dell’anno?

Se la nostra isola ancora oggi attrae persone di una certa cultura e viaggiatori dal gusto raffinato, non è certo frutto di una pianificazione mirata, bensì di un appeal che esercita la nostra identità fatta di  una speciale mistura di paesaggi, mestieri e tradizioni. Questo mi porta a ritenere l’identità plurale la nostra vera risorsa da difendere e da rivalutare. E poi se i procidani si divertono e vivono bene si divertirà pure il turista, e viceversa.


a cura di Pasquale Lubrano Lavadera

lunedì 15 dicembre 2014

Eugenio Michelino: "A Procida è venuta meno la coesione sociale"

Eugenio Michelino, Presidente dell'ASCOM procidana
Eugenio Michelino Presidente dell’ASCOM procidana,  ha condiviso la linea politica del Movimento di “La Procida che vorrei” ed ha offerto la sua candidatura per le Primarie del 20 e 21 dicembre 2014.

1-Spesso si pensa al politico come persona efficiente, tutto fare, deus ex machina. Mi colpiva invece una frase di un politico: “L’umiltà contro l’arroganza di certi politici”. Cos’è per te l’umiltà in politica.
In una società come la nostra l’umiltà in generale é sicuramente una virtù importante in ogni dimensione della vita. Chi è umile non si esalta del proprio valore e dei propri meriti ma prende atto dei propri limiti e anche dei propri errori, staccandosi da ogni forma di orgoglio e sicurezza eccessivi di sé, sviluppando così relazioni migliori e più ricche con le altre persone.
In politica quindi credo sia la capacità di ascoltare i cittadini,  conoscere i temi proposti, approfondire i loro disagi  e impegnarsi fortemente per trovare soluzioni generali a problemi particolari tenendo conto dell’interesse di tutti . Quando si smette di essere umili, vuol dire che si perde il contatto con la realtà, si  pone tra se e gli altri una distanza, a cui potremmo dare il nome di “arroganza”. Un politico umile, per prima uomo o donna che sia, ascolta, si confronta, verifica, offre soluzioni che non sono singolari, ma che possano essere strumenti per superare, in prima persona o con l’aiuto delle Istituzioni, le situazioni di disagio. Un politico umile é sempre pronto a mettersi in gioco , quando ciò possa portare ad un cambiamento positivo, migliore per la comunità.
Il lavoro nel commercio, per esempio, allena alla pratica dell’umiltà per chi ogni giorno cerca di offrire il servizio migliore ai propri clienti. Per poter governare però, insieme all’umiltà deve esserci anche la capacità di impegnarsi per raggiungere  gli obiettivi, di realizzare tutto quanto di buono, una umile capacità d’ascolto e di condivisione, possono presentare.  Parafrasando il grande Massimo Troisi in un suo fortunatissimo sketch, mi viene da dire “appartengo ad una famiglia di commercianti, gente umile ma concreta”.

2-Molte le Amministrazioni di Centro-Destra che si sono succedute in questi decenni alla guida del paese. Quale il tuo giudizio su di esse?
Ci possiamo riallacciare in parte a quanto detto prima a proposito dell’umiltà. Dopo tanti anni è come se avessero perso il contatto con la realtà, con il paese, con le persone. Non riescono a dare slancio a ciò che promettono di buono. Una volta raggiunta quella posizione di governo, questa si tramuta in rendita di potere, più preoccupata a perseverare se stessa che a rendere un servizio al paese. Tre temi, bilancio comunale, coesione sociale, giovani.
Bilancio Comunale:
Siamo  in un regime controllato di spesa, come certificato due anni fa dalla Corte dei Conti e anche quando le entrate provengono da imposte locali vincolate ad obiettivi (tassa di sbarco, TASI) in realtà ciò che il Comune incassa immediatamente serve per le esigenze di cassa, stipendi, servizi, spese necessarie, un po’ come il “cassetto del commerciante” di questi ultimi anni, dove il peso dei costi ripetuti ed improvvisi e la precarietà delle entrate impediscono una reale programmazione dell’attività futura dell’azienda, che non riesce più a recuperare la pienezza della sua reale natura , quella di essere un’attività economica e commerciale.
Le ultime Amministrazioni, da quello che osservo e per motivi vari, non riescono  più a fare programmazione, investimenti nei settori nevralgici del vivere associato come il lavoro, l’impresa, il futuro dei giovani perché è un continuo rincorrere i pagamenti, le scadenze, i ratei dei mutui.
Coesione sociale:
Il senso della collettività, dell’insieme si è sfaldato. Abbiamo assistito in questi anni a provvedimenti (vedi traffico, commercio, trasporti, giovani) che sono durati il tempo di un batter di ciglia. La minima contestazione, anche pretestuosa, ha fatto fare all’Amministrazione un passo indietro. Ciò che aveva deciso la mattina veniva smentito, ritirato la sera. Questa politica del consenso immediato, dove ad una decisione impopolare, perché magari non condivisa, partecipata, provata, dove é meglio una non decisione piuttosto che il malcontento, che accontenta ma non risolve, non ha migliorato il paese ed ha messo in discussione la stessa autorevolezza dell’Istituzione, della Politica. Questo modo di fare ha inciso fortemente nella coesione sociale, per cui sembriamo incapaci di prendere decisioni d’insieme, anche quando sono necessarie, di fare un passo indietro per farne tutti uno più grande in avanti.
Giovani:
Questo che sta per chiudersi é stato una anno molto difficile: disagio, dipendenze, scarso interesse, sembrano farla da padrone.  Su tutto ciò, quello che è veramente drammatico, è la mancanza di prospettive di lavoro. Un Comune che ha a cuore la sorte dei propri giovani, deve mettere in atto tutta una serie di azioni positive attraverso le quali i ragazzi siano coinvolti nelle dinamiche sociali a pieno titolo. Un amico imprenditore mi confessava della difficoltà di trovare manodopera sull’isola e di essere costretto a rivolgersi fuori, ma non solo perché questa locale non fosse qualificata, ma soprattutto perché abituata a vecchi schemi del posto di lavoro. Non riusciva a far capire il valore  dell’opportunità che veniva offerta con un occupazione e  chiedeva al giovane semplicemente di essere disponibile, di avere voglia d’imparare.




3-Vendere la maggior parte dei beni immobili per recuperare qualche spicciolo era indispensabile?
Sinceramente, credo di no. Una delle prime cose da fare sarebbe un’analisi dettagliata e trasparente dei costi e dei “ricavi” della macchina comunale. Verificare lo stato dei debiti, il loro ammontare, la loro durata, la loro fondatezza e necessarietà. Parimenti si dovrà fare con le entrate. Da questa visione si potrà procedere ad eliminare le spese inutili ed improduttive, razionalizzare quelle necessarie intorno al loro reale fabbisogno, e destinare una parte del bilancio allo sviluppo. In questo potrebbe essere d’aiuto un organo tecnico indipendente, con all’interno professionisti del settore, con la direzione dell’assessore competente e del Sindaco. Poi c’è da dire, che già da subito si potrebbe  utilizzare ancora meglio, e non viene fatto, tutto il ricco patrimonio proveniente dal Demanio. Una risorsa che se ben utilizzata, compatibilmente con le esigenze della popolazione, dell’ambiente e del paesaggio, da sola risolverebbe alcuni problemi di bilancio. Detto questo, si poteva evitare la vendita di immobili per sanare, ma come un’azienda in difficoltà, in alcuni casi è necessario rinunciare a parte del proprio patrimonio.  Una situazione necessaria non  deve però diventare la regola. Il Comune gestito in maniera più parsimoniosa e meno affannata e l’isola con  le sue risorse possono, con un po’ di tempo, anche tornare a patrimonializzare.

4-Il politico eletto deve chiedere critiche costruttive al cittadino e non adulazione e formali consensi. Condividi questa affermazione del Sindaco mario Spinetti?
Sono assolutamente d’accordo. La migliore forma di trasparenza è costituita dalla partecipazione reale dei cittadini ad ogni processo decisionale. Dal momento della formulazione delle proposte, a quella del confronto degli interessi anche contrapposti, alla necessaria sintesi delle soluzioni. Perché solo da decisioni partecipate, informate e condivise, si può cercare di giungere a soluzioni certe e durature. L’assenza del cittadino o peggio ancora la ricerca della sua accondiscendenza, generano solo precarietà, dipendenza fino a sfociare nel clientelismo. La buona  Politica  è quella che, attraverso l’autorevolezza dell’Istituzione, riconosce il pieno diritto di cittadinanza di ognuno nella proprio processo amministrativo.

5-A livello nazionale  si parla di azzerare le società partecipate create nei comuni. Procida non le ha azzerate e non ha permesso alla minoranza di visionare gli atti di tali società. Il tuo pensiero su questo aspetto.
Ho già avuto modo di affermare pubblicamente la necessità di azzeramento delle società comunali partecipate, in linea con gli orientamenti politici e legislativi che provengono dal Parlamento.  Aggiungo inoltre  che un territorio come il nostro, con poco più di diecimila abitanti quattro, cinque società-enti di questo tipo, siano troppi e soprattutto mal gestiti. A cominciare dalla trasparenza delle attività, dei bilanci, forze lavoro (quando si afferma che il numero dei dipendenti pubblici in questi anni è diminuito, si deve poi aggiungere che è aumentato il numero di quelli impiegati in queste società che sono a carico della collettività), dei sistemi di reclutamento, della formazione della bolletta. Il diritto in materia è ancora più complesso ed eccessivo ed alimenta e favorisce nei fatti la scarsa chiarezza. Pertanto occorre ripensare anche ad un nuovo modo di gestione delle partecipate,  ripartendo dall’inizio e se necessario, con un loro totale azzeramento, per ricominciare  con più trasparenza: i bilanci e le norme che portano alla formazione della bolletta dovranno essere accessibili a coloro che ne facciano richiesta nel rispetto della riservatezza e della necessaria “competitività” gestionale delle società. Nella nostra esperienza di associazione di categoria anche noi più volte ci siamo imbattuti in alcune di queste società, soprattutto per questioni inerenti alla qualità dei servizi e degli aumenti improvvisi delle tariffe per le attività commerciali. Come utenti e cittadini abbiamo sempre chiesto la trasparenza, dove questa non c’era ed ha continuato a non esserci e abbiamo anche chiesto la condivisione dei meriti quando queste società o i loro amministratori politici hanno sbandierato il raggiungimento di alcuni risultati che non si sono mai tradotti in un risparmio in bolletta.


6-C’è stato in questi anni un gran parlare del porto di Marina Grande, che oggi viene consegnato dagli Amministratori di centro-destra  a cittadini non procidani. Né gli Amministratori  hanno pensato, prima di decidere, di sentire le categorie dei cittadini interessate. Ti sembra giusto quello che è accaduto?
Procida è un’isola circondata dal mare. Il nostro oro blu ed i suoi porti sono il varco di accesso dall’esterno  verso  l’interno e viceversa. Su di essi pertanto insistono più interessi ugualmente legittimi, quelli locali ad una libera e gratuita fruibilità, così come è sempre stato, quelli dei turisti che sempre più hanno affollato le nostre strade, i nostri negozi, i nostri alberghi, le nostre case e da qualche anno a questa parte anche le nostre barche, basti pensare alle diverse società di charter sorte grazie allo sviluppo del turismo nautico da diporto o le imbarcazioni private che in massa sono approdate presso le banchine dei porti turistici o le baie come la Corricella. Credo che l’equilibrio raggiunto in questi anni, di due porti turistici e quello storico ad altissimo valore architettonico, paesaggistico e culturale della Corricella, possa e debba essere mantenuto come tale e valorizzato.
La vera questione che io pongo quindi è quella di creare veramente un processo di valorizzazione del mare e quindi dei porti, che sappia coniugare al meglio le legittime esigenze dei diportisti e pescatori procidani  e non, prevedendo forme di coabitazione onerosa adeguata alle possibilità economiche reali (anche con formule di totale gratuità economica che può tramutarsi in utilità sociale, con le piccole imbarcazioni dei pescatori che possono diventare, sempre su base volontaria, mini scuole di pesca per giovanissimi) degli uni e degli altri.

7-Come futuro Amministratore come ti porresti nei confronti della Scuola?
Nelson Mandela diceva “L’istruzione è l’arma più potente che si possa utilizzare per cambiare il mondo”. Pertanto, nel nostro programma, un ruolo fondamentale avrà l’istruzione e la formazione professionale. Crescita è istruzione e cultura! Istruzione e cultura sono i pilastri della crescita di un paese. Il ricco patrimonio storico, artistico, architettonico, gastronomico, culturale dell'isola va recuperato e valorizzato al meglio per renderlo punto di riferimento di ogni generazione e nello stesso tempo fattore trainante dello sviluppo.
Il pieno recupero e impiego della cultura del mare possono rappresentare la prosecuzione del rapporto naturale tra uomo e ambiente attraverso la massima valorizzazione del momento della conoscenza, della formazione e del loro utilizzo. L'istruzione scolastica potrà essere arricchita con ulteriori momenti formativi per indirizzare i giovani a impiegare le loro conoscenze in ogni settore legato al mare, alla navigazione, alla nautica, all'ospitalità turistica, alla gastronomia. Cultura e tempo libero sono oggi uno dei termometri della vitalità collettiva di un paese e insieme una delle principali attrattive verso l'esterno.

8-Quali sono i principali diritti dei cittadini da difendere e i doveri da sottolineare?
Un diritto su tutti: il lavoro, quale che sia la sua forma e il suo modo di esercizio, autonoma o dipendente, pubblica o privata, singola o associata. Da esso possono porsi le basi solide di ogni esperienza umana, sociale, civile, culturale.
Crescita è lavoro! Il mio obiettivo è far sì che possa avvenire un cambiamento di qualità basato sulla conoscenza, competenza e innovazione. Cambiare significa restituire un ruolo professionale alle attività lavorative  in modo sostenibile, cioè con attenzione all’utilizzo delle risorse dell’ambiente e del clima.
Tra i doveri mi rifarei all’articolo 3, 2° comma della Costituzione: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.
Diritto-dovere al lavoro, due facce di una stessa medaglia che possono contribuire al realizzare un cittadino che partecipa  alla costruzione della  società, della  sua realtà quotidiana.

9-La coalizione “Insieme per Procida” ha costituito un momento di grande speranza per quei cittadini che non si riconoscevano nella coalizione di centrodestra. Cosa resta per te di quell’esperienza  e quanto di essa confluisce in “La Procida che vorrei”?
Quello che stiamo cercando di realizzare oggi, anche con queste elezioni primarie insieme a Dino e Giovanni, non sarebbe possibile senza quell’esperienza. Un ricco patrimonio di  partecipazione popolare, di conoscenze, di persone, che possono costituire la base per questa proposta di alternativa politica rinnovata. Mi permetto di dire con un valore aggiunto, il variegato, creativo, quotidiano insieme di idee, passioni, abnegazione, proveniente dal mondo delle piccole e medie imprese.

10-Ritorno ancora su un aspetto di cui già in parte abbiamo detto. Il Centrodestra  non possiede nel suo metodo politico la consultazione continua delle categorie, delle Associazioni, delle altre istituzioni e dei cittadini, prima di prendere importanti decisioni. Lo abbiamo visto per il porto, per Terra Murata, per il Traffico ecc. Mario Spinetti, invece, Sindaco illuminato dal 1952 al 1958, prima di ogni decisione interpellava prima i cittadini, poi si portava in Consiglio Comunale ed infine in Giunta. Se Procida vi darà la guida del paese, pensi che si possa attuare un’inversione di rotta?
Rifacendomi alla prima risposta, a costo di sembrare ripetitivo, anche alla luce della mia esperienza dell’Associazione di Categoria che rappresento e che per anni si è battuta perché l’Ascom fosse consultata non solo quando la riguardava direttamente, dico che un’Amministrazione che non ascolta i suoi cittadini, è come un genitore che non ascolta i propri figli: qualsiasi  decisione prenda,  è chiaro che poi non andrà mai bene.

11-Dopo quello che è successo a Venezia, poi a Roma viene a tutti la preoccupazione che tutti i comuni sono minacciati. Cosa si può fare per garantire l’alternanza   e l’onestà nei comuni.
Esistono strumenti di controllo preventivi, compreso i poteri, seppur pochi, delle forze consiliari di minoranza, strumenti di repressione successivi, che possono e devono avere un valore punitivo, restitutorio ed esemplare, strumenti popolari come il voto elettorale che può e deve sancire l’alternanza politica. Aggiungo che forse può essere anche necessario prevedere meccanismi di alternanza negli uffici comunali.
In momenti come questi, dove sembrano prevalere il rifiuto e la rassegnazione, dobbiamo avere la forza di ricominciare sulla base di un rinnovato patto di cittadinanza. Quando le cose non vanno, come avviene nelle nostre famiglie e nelle nostre aziende, bisogna avere il coraggio di cambiare.

12-L’economia dell’isola poggia ancora molto  sulla navigazione, sul commercio e solo ultimamente si apre  al turismo. Molti gli investimenti di Procidani in tale direzione. Anzi  possiamo dire che gli operatori turistici in questo momento storico sono quelli che più di ogni altro stanno investendo capitali per l’isola, rischiando anche di persona. A loro va la nostra ammirazione per il coraggio che mettono in campo, anche perché Procida  può offrire solo la bellezza dell’isola, la sua cultura,  il suo silenzio, le sue meravigliose spiagge, i suoi giardini, Vivara. Vacanze e soggiorni quindi adatti alle famiglie ad artisti, a cittadini amanti della natura incontaminata e della bellezza. Cosa possiamo fare per incrementare questo turismo speciale che può intercettare oggi migliaia di visitatori  in tutta l’Europa  in ogni stagione dell’anno?
Hai appena detto “Procida  può offrire solo la bellezza dell’isola, la sua cultura,  il suo silenzio, le sue meravigliose spiagge, i suoi giardini, Vivara”, e ti pare poco?
La risorsa “mare”  ha rappresentato la fonte di benessere che non rendeva necessaria la ricerca di altre iniziative che prevedessero la valorizzazione del territorio. Altri fattori che non hanno consentito di offrire un “prodotto Procida”  proponibile a livello turistico, sono stati la presenza del carcere borbonico prima e l'insediamento del penitenziario con la crisi del settore marittimo e la chiusura del Bagno Penale, si è cominciato a guardare al turismo come prospettiva occupazionale e di sviluppo economico.
Procida è un’isola con grandi potenzialità turistiche, sia per la posizione strategica rispetto alle tratte del turismo nautico, sia per il suo straordinario patrimonio naturalistico e culturale, ma sconta anni di ritardo e di assoluta mancanza di cultura turistica.
Se l’obiettivo è quello di sviluppare un “turismo sano” per il turista ma che porti benessere anche al territorio, bisogna offrire servizi adeguati, ampliare e qualificare l’offerta turistica, rivalorizzare i vecchi eventi, crearne dei nuovi, puntando sulle peculiarità ed eccellenze che il territorio è in grado di esprimere: ciò di cui ha bisogno l’Isola è uno sprone al miglioramento sia dal punto di vista socio-culturale, sia dal punto di vista dell'accoglienza, nonché economico.
Pertanto la risposta potrebbe trovarsi nella riconversione dell’economia marinara, verso un turismo nautico attrezzato collegato alle tradizioni culturali e alle bellezze paesaggistiche ed architettoniche dell’isola, cogliendo le opportunità occupazionali e progettandone la rifunzionalizzazione nel rispetto dei luoghi, soprattutto in questo territorio dove qualsiasi altro insediamento produttivo risulterebbe problematico.Tutto ciò però deve essere fatto con dedizione e professionalità, così come detto nella risposta sette, e non “arrangiandosi” all’ultimo momento, affinché Procida possa avere un’identità chiara e forte nell’ottica di uno sviluppo sostenibile dell’intera Isola perché essa possa offrire di più a chi ci vive e riscoprire il turismo non di massa ma di qualità, puntando sui servizi e la rivalutazione del territorio.

A cura di Pasquale Lubrano Lavadera




Dino Ambrosino: "Il Porto di Marina Grande andava consegnato ai procidani"

 Procida: Dino  Ambrosino Capogruppo di "Insieme per Procida" in Consiglio Comunale
Abbiamo rivolto alcune domande ai tre candidati per le primarie del Movimento “La Procida che vorrei” che si terranno a Procida il 20 e il 21 dicembre Cominciamo col pubblicare le risposte di Dino Ambrosino, capogruppo di "Insieme per Procida" nel Consiglio Comunale, in carica fino alle prossime elezioni.

1- Mi colpiva una frase di un politico: “L’umiltà contro l’arroganza di certi politici”. Cos’è per te l’umiltà in politica.
E' un valore, a cui dobbiamo ispirarci. E' necessaria per mettersi sempre in ascolto delle reali richieste dei cittadini. A volte queste sono "condite" da atteggiamenti molto critici o pregiudiziali, e l'umiltà serve a recepire il senso profondo di una posizione al di là degli accenti con cui viene posta. Bisogna essere umili anche nel considerare che le nostre idee  possono non essere la risposta adeguata a tutte le domande: per questo è importante sforzarsi e, a volte, rinunciarvi. 
2-Il tuo giudizio politico sulle Amministrazioni di Centro-Destra che si sono succedute in questi decenni alla guida del paese?
E' mancato un progetto che vedesse al centro gli interessi della comunità: tante decisioni sono state viziate dall'esigenza di accontentare i singoli, a scapito del bene comune. Mettiamo, ad esempio, tutti i piccoli progetti finanziati tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila: sono state sperperate risorse in tanti piccoli rivoli che non hanno portato né al benessere comune, né, alla fine, al benessere dei singoli. Sono state sciupate occasioni irripetibili come l'uscita del Comune dal dissesto che ha portato tanto denaro nelle casse dell'Ente, e che poteva costituire un momento di responsabile risanamento del bilancio. E anche occasioni storiche come la grande promozione pubblicitaria ottenuta col "Postino" di Troisi, vanificata da una realtà di degrado e disordine che ha allontanato i turisti (ricordiamo “motorini in Paradiso” di Piero Ottone). Altri terribili difetti di queste amministrazioni sono state la superficialità, la sciatteria e la continua litigiosità che hanno portato a decisioni affrettate, contraddittorie, negative per il paese. Consideriamo il progetto dei cassonetti interrati, di cui ancora ammiriamo le carcasse, il tentativo fallito di portare il Bannock nel porto commerciale, il sistema di ripascimento delle spiagge, le società partecipate, i totem informativi, il riassetto di piazza della Repubblica oggi alla terza edizione, e lo spreco di tanto denaro per finanziare progetti che sono rimasti solo sulla carta. 
3-Era indispensabile vendere la maggior parte dei beni immobili per recuperare qualche spicciolo?
Lo è stato negli ultimi anni, quando oramai la situazione era troppo rigida e il dissesto economico era ineluttabile. Se alla fine degli anni Novanta non si fossero sciupate le risorse, con un'amministrazione sobria e lungimirante, oggi avremmo ancora i nostri beni immobili. Ciò non significa che, in assoluto, era ingiusto venderli; tuttavia si sarebbero potute reinvestire le risorse per progetti pubblici. Alla fine, invece, i proventi della vendita di case e terreni del Comune sono stati utilizzati per tamponare le grosse falle della gestione ordinaria. Senza nessun vantaggio per la comunità che ci ha solo rimesso.


 4-Il Sindaco Mario Spinetti diceva sempre che il politico eletto deve chiedere critiche costruttive al cittadino e non adulazione e formali consensi. 
Condivido questo pensiero al punto che milito in uno schieramento di centro-sinistra che è sempre ipercritico, innanzitutto verso se stesso. Bisogna mettersi in discussione, ascoltare e stimolare le critiche perché queste servono a prendere le decisioni con maggiore cognizione e responsabilità.
 5-A livello nazionale  si parla di azzerare le società partecipate create nei comuni. Procida non le ha azzerate e, a quanto ci risulta, L'Amministrazione di centro-destra di procida ha detto chiaramente che  la minoranza non aveva diritto a visionare gli atti di queste società. Ti sembra giusto?
La stagione delle società partecipate è stata negativa per l'Italia e per Procida. Basti pensare all'EVI, la SEPA e al Parco Letterario. Ma il Consiglio Comunale, anche in seguito alle nostre  battaglie, ha finalmente deliberato il loro scioglimento. Resta la SAP, che svolge un servizio essenziale, e che può continuare ad esistere se ispira la sua azione al criterio di economicità. E c'è Isola di Procida Navigando, che può essere ceduta, se le quote del Comune vengono adeguatamente remunerate. Lo strumento delle partecipate in assoluto non era negativo. E' la loro gestione che le ha rese un grosso danno. Ogniqualvolta ne abbiamo chiesto gli atti, questi sono stati consegnati sempre con estremo ritardo, quando le decisioni erano già prese. Se si mettono fuori gioco i controlli, è evidente che i cattivi amministratori ne approfittano.
6-Il porto viene consegnato dagli Amministratori  a cittadini non procidani. Hai condiviso questa scelta?
Non l'ho mai condivisa, e mi permetto di ricordare di aver votato contro questa decisione sin dal 2003. Era evidente, da allora, che gli interessi dei procidani venivano svenduti sui tavoli romani a vantaggio di cattivi imprenditori. Questi, invece di concorrere nel libero mercato come tutti gli altri, hanno approfittato del mantello di protezione pubblico per fare affari. Con l'epilogo assurdo che l'Amministratore Delegato della società pubblica Italia Navigando è oggi il proprietario, privato, del 51% del nostro porto turistico! Gli Amministratori di Procida non hanno mai contrastato questo disegno; hanno anzi disatteso una delibera unanime del Consiglio Comunale che chiedeva la maggioranza delle azioni per il nostro Comune.

 
7-Quale atteggiamento deve avere un Amministratore locale nei confronti della Scuola?
Innanzitutto l'esigenza di dedicarvi più risorse economiche, considerato lo stato di degrado di diverse strutture. Oppure la disponibilità a che i genitori possano intervenire con le proprie forze per risolvere alcuni problemi, nei limiti delle possibilità.  Contemporaneamente la necessità di una forte interlocuzione con insegnanti ed alunni. Gli argomenti strategici di una buona raccolta differenziata, riduzione del traffico, attenzione all'ambiente, solidarietà, devono passare per una stretta collaborazione tra le due Istituzioni. Con questo spirito, durante la mia esperienza di Presidente del Consiglio d'Istituto abbiamo fortemente sostenuto due progetti proposti da genitori. "Camminando s'impara" di Gianni Scotto di Carlo,  da cui poi è nato il servizio bus a cura dei Vigili Urbani, e il progetto "lunch box", lanciato dal Comitato Mensa con Salvatore Trapanese, che oggi alleggerisce i rifiuti indifferenziati della scuola di oltre il 90%.
 8- I principali diritti dei cittadini da difendere e i doveri da sottolineare.
I diritti da difendere sono i servizi. I procidani pagano molte tasse al Comune di Procida e sinora hanno ricevuto in cambio un livello inadeguato di prestazioni. I doveri sono quelli del rispetto per il resto della comunità, da cui scaturisce il rispetto per i propri figli. Tra i doveri che dobbiamo sottolineare c'è quello di mantenere in uno stato di decoro gli spazi pubblici, iniziando dal deposito corretto dei rifiuti domestici, degli ingombranti e dell'amianto.
9- La coalizione” Insieme per Procida” ha costituito un momento di grande speranza per quei cittadini che non si riconoscevano nella coalizione di centrodestra. Cosa resta di quell’esperienza  e quanto di essa confluisce in “La Procida che vorrei”.
Restano i tanti protagonisti e la speranza di poter dare un futuro diverso a Procida. Restano il progetto programmatico e il metodo di lavoro che punta sulla partecipazione per ottenere un cambio culturale. Le Primarie sono uno step importante di questo percorso: danno ai cittadini elettori la responsabilità di decidere su un argomento che i nostri avversari affrontano in pochissimi nelle loro case private. Ci presentiamo alle prossime amministrative con questo bigliettino da visita: siamo quelli che hanno predicato la partecipazione e che l’hanno favorita alla prima occasione importante.
 10 - Il Centrodestra  non possiede nel suo metodo politico la consultazione continua delle categorie, delle Associazioni, delle altre istituzioni e dei cittadini, prima di prendere importanti decisioni.  Mario Spinetti, invece, prima di ogni decisione interpellava i cittadini, poi si portava in Consiglio Comunale ed infine in Giunta. Condividi?
Il nostro obiettivo è quello di cambiare molte cose a Procida, iniziando dalle cattive abitudini. Per ottenerlo è necessario confrontarsi con le aggregazioni di cittadini affinché siano realmente percepiti i vantaggi delle novità. Schematizzando, il nostro metodo circolare prevede: proposta, confronto critico con le categorie, sperimentazione, verifica dei risultati.
11-Dopo quello che è successo a Venezia, poi a Roma viene a tutti la preoccupazione che tutti i comuni sono minacciati. Cosa si può costruire una politica onesta? 
L’onestà deve andare di moda. Rubo uno slogan molto efficace dei 5 Stelle. Ma a differenza loro, credo che il problema non è solo della classe politica. E’ la società italiana profondamente malata. Indipendentemente dalla politica, noi sappiamo che anche per trovare il più comune dei lavori c’è bisogno di “conoscere qualcuno”. Nella misura in cui accusiamo solo la politica di essere corrotta, troviamo un capro espiatorio e sminuiamo il fenomeno. Invece dobbiamo sostenere il valore dell’onestà e della meritocrazia innanzitutto tra noi cittadini e fare pressione sulla politica affinché queste istanze siano rispettate anche nell’ambito dei pubblici poteri. 
12 -L’economia dell’isola poggia ancora molto  sulla navigazione, sul commercio e solo ultimamente si apre  al turismo. Molti gli investimenti di Procidani in tale direzione. Anzi  possiamo dire che gli operatori turistici in questo momento storico sono quelli che più di ogni altro stanno investendo capitali per l’isola, rischiando anche di persona. A loro va la nostra ammirazione per il coraggio che mettono in campo, anche perché Procida  può offrire solo la bellezza dell’isola, la sua cultura  il suo silenzio le sue meravigliose spiagge, i suoi giardini e il bene inestimabile di Vivara. Vacanze e soggiorni quindi adatti alle famiglie ad artisti, a cittadini amanti della natura incontaminata e della bellezza. Cosa possiamo fare per incrementare questo turismo speciale che può intercettare oggi migliaia di visitatori  in tutta l’Europa  in ogni stagione dell’anno?
Dobbiamo rendere Procida più vivibile. Puntare innanzitutto sulla qualità della vita di chi ha deciso di restarvi, risolvendo i tanti problemi ordinari e quotidiani. Ottenuto questo risultato, sarà naturale un incremento di presenze turistiche. Proporrei di puntare sul turismo delle neo-famiglie cercando di incrementare la stagione ad almeno 6 mesi l’anno. Procida è una destinazione ideale per i bambini piccoli: ce lo dice l’esperienza, la comodità degli accessi al mare, la sicurezza, la facilità con cui i ragazzi ospiti si integrano con i nostri figli. Ecco, l’obiettivo del nostro impegno amministrativo deve essere rendere l’isola più vivibile per i nostri bambini. Ne conseguirà l’interesse delle famiglie forestiere a trascorrervi maggiori periodi di vacanza.
a cura di Pasquale Lubrano Lavadera




giovedì 4 dicembre 2014

Procida: Le primarie hanno un valore se...

Procida i tre candidati alle Primarie del Centrosinistra
Le Primarie del Centrosinistra, che si dovranno tenere il 20 e 21 dicembre 2014, hanno un valore   e saranno politicamente utili se:

A - rafforzano la coalizione  di Centrosinistra, sancita da un patto di coalizione politico e programmatico forte, condiviso e sottoscritto;

B - i candidati camminano sempre insieme come è stato fatto nella presentazione a Marina Grande domenica 7 dicembre 2014, e come quel pieghevole che ci è stato distribuito esprime in maniera eccellente;

C - i cittadini, consapevoli di una proposta unitaria  espressa dai tre candidati, decideranno in coscienza e in piena libertà a chi dare il voto, senza alcuna minima pressione da parte di qualcuno dei tre;

D - nessun candidato partirà per la tangente, creando propri slogans  o corridoi personalizzati da percorrere in maniera isolata;

E - a parlare siano le esperienze personali, ma anche i fatti e le azioni politiche che in questi ultimi 5 anni la colazione  di Centrosinistra  ha vissuto come "Insieme per Procida", e nelle prospettive nuove aperte dal movimento "La Procida che vorrei";

F - a vincere sia il Coraggio, la Speranza  e le forti Idealità politiche della Coalizione che uno dei tre candidati sarà chiamato a rappresentare, per una Procida alternativa al Centrodestra.

Se tutto questo avverrà le Primarie del Centrosinistra, dal nostro punto di vista, saranno un grande avvenimento politico, nuovo e di rottura col passato.