domenica 29 giugno 2014

Il vero politico non cerca il plauso

Il vero politico non cerca il plauso


Il vero politico, per Mario Spinetti, non cerca il plauso della gente né aspetta i battimani, ma è colui che va alla ricerca dei problemi per risolverli, con i propri consiglieri comunali e con i cittadini tutti. Né battimani né elogi, quindi, nella convinzione “che l’autocritica è indubbiamente la più saggia delle guide”. Come pure, necessaria e fondamentale è la critica da parte dei cittadini, quando non è “preconcetta o distruttiva”. 

 
Distribuzione di viveri ai meno abbienti  alla SS.  Annunziata nel 1956

   Lo dice ripetutamente e con forza, lo scrive sulle pagine de “Il Giornale di Procida”, nato proprio da questa sua visione democratica della politica che lo porta continuamente a coinvolgere la popolazione in tutta nelle scelte più importanti. Egli ha infatti un contatto continuo con la popolazione, sia per il suo attivo lavoro di medico, mai accantonato durante il suo mandato, - la politica non deve mai sostituire la propria professione -, sia perché ha colto in profondità le difficoltà della vita democratica che in quegli anni del dopoguerra muove i primi passi  dopo secoli di monarchie e dittature. Sintomatico il fatto che egli, prima di ogni decisione importante, prima ancora di consultare i Consiglieri comunali e gli Assessori,  ascolta i cittadini, le categorie interessate, gli anziani del paese – sì proprio gli anziani di cui non vuole disperdere la saggezza che nasce dall’esperienza – ma anche i giovani. Solo successivamente egli si porta  nelle sedi istituzionali, per le scelte definitive.  A nulla valgono, afferma, le migliori intenzioni politiche se non sostenute da una forte e costante collaborazione con i cittadini. “Problemi di lavoro, del traffico, incremento turistico, rapporti con i centri viciniori necessari per un maggiore sviluppo comune: sì, nel nostro programma  abbiamo tutto segnato, ma chi mai si illude di poter espletare tutto quello che vuole, anche con la migliore volontà possibile, se non può contare sulla collaborazione comune?” Una collaborazione sempre cercata, i suggerimenti sempre vagliati e presi in seria considerazione, e  la critica ritenuta più che mai necessaria: sono questi gli assunti politici fondamentali su cui Mario Spinetti basa tutto il suo agire politico: “Siamo del parere che in tutte le cose – e nella nostra vita abbiamo sempre attinto a questa massima -  nulla valga più e meglio della critica costruttiva”.

 
Con il Direttore del carcere Passeretti nel 1957 all’inaugurazione di una mostra di artigianato carcerario

   Al di là dei limiti  e delle fragilità umane, presenti in ogni persona, e quindi anche in se stesso e negli altri politici, egli intravede nel fondo di ogni cuore una ricerca di bene, di serenità, di pace, di vita onesta e dignitosa, bagnata dal sudore della propria fronte. E a queste persone, non solo come medico, ma anche come politico, cerca di dare il massimo di se stesso, il massimo appoggio affinché continuino a vivere senza scoraggiamenti eccessivi, affermando sempre che l’ impegno politico deve nascere dall’amore “per Procida, nel desiderio  di portare un contributo al suo progredire, nel rispetto e stima per il popolo procidano”.
   Riconosce, tuttavia,  che nel momento delle scelte definitive può esserci chi è  in disaccordo e su posizione diverse. Ma questo per lui non può essere motivo di contrasto o di acido risentimento. “Possiamo avere, come abbiamo, avversari politici e amministrativi, ma per nostra fortuna, il nostro animo è libero da qualunque sentimento di odio”. Non si può amare Procida, la propria gente e poi rompere definitivamente il dialogo  con chi si pone su sponde diverse. La “fredda guerra ideologica” o la discriminazione della “parte avversa”, molto presenti nella politica in quegli anni del dopoguerra, sono lontani dall’animo di Mario Spinetti, il quale  nel suo agire politico è  per molti versi anticipatore di quelle scelte nuove che, ancora oggi, il turbolento mondo politico, va faticosamente cercando.

Opere realizzate e progetti avviati

Molti gli obiettivi raggiunti e i progetti che l’Amministrazione guidata da Mario Spinetti ha realizzato in anni difficilissimi e di grave crisi. Ne elenchiamo le più importanti: risanamento del Bilancio, la Sezione Capitani all’Istituto Nautico, la Biblioteca Comunale, le efficienti fognature di via Roma, la pavimentazione di via Roma, la pavimentazione e la fognatura del Casale Vascello e della Spianata, la pavimentazione della vecchia discesa alla Corricella, i marciapiedi della discesa San Rocco, la nuova strada: via della Libertà, il quartiere INA CASA, le opere portuali a Marina Grande, Marina Corricella e Marina Chiaiolella, l’edificio scolastico alla Chiaiolella, la rete telefonica urbana, il miglioramento dell’illuminazione stradale, il finanziamento della panoramica a via Mozzo e due importanti progetti: i locali del la Scuola Media e la costruzione di un Campo Sportivo.

Pasquale Lubrano Lavadera

sabato 28 giugno 2014

L'invidia sporca la vita

da Biancaneve e i sette nani di Disney
Si afferma che una delle caratteristiche dei Procida è l'invidia. Da dove nasce e come  si può combattere?

L’invidia collettiva verso un singolo è una grave e diffusa malattia sociale organizzativa e comunitaria.
La incontriamo tutte le volte che in un gruppo si crea una certa perversa solidarietà attraverso il processo di invidia-gelosia per una persona, che diventa ostracismo e persecuzione di quella persona da parte di tutti gli altri.
E accade (quasi) sempre che i persecutori per giustificarsi trovino delle ragioni di colpevolezza del perseguitato, mascherando a loro stessi e agli altri la sola vera ragione: la gelosia-invidia.
Non è mai raro che la prima ragione della persecuzione nasca dai “sogni” del perseguitato.
Un membro di un gruppo, che si stava già distinguendo per qualche ragione, comunica ai membri della comunità un progetto di vita, un piano di riforme, una visione più grande.
Gli ascoltatori interpretano il “sogno”, e conoscendo le qualità del sognatore, credono che quei progetti più grandi dei loro potranno avverarsi realmente.
Scatta l’invidia-gelosia (sono sorelle gemelle), e non di rado il piano per eliminare il “padrone del sogno”.
Questo particolare tipo di invidia – l’invidia per i sogni degli altri -  particolarmente subdola e dannosa, si attiva per la presenza di un talento in un membro della stessa comunità (tutte le invidie si sviluppano tra pari), che è la sua capacità di sognare cose grandi e di poterle realizzare.
Questa invidia-gelosia verso l’altro nasce dalla mancanza in noi di sogni altrettanto grandi e belli.
In simili processi relazionali, la presenza del privilegio ( il valore e il riconoscimento da parte degli altri, la grandezza dei sogni) è reale,  non è inventata dagli invidiosi, è solo interpretata come minaccia invece di essere vista come un bene comune.
Per questa ragione, questa invidia (quando si sviluppa dentro le nostre comunità primarie) si cura soltanto riconciliandosi col talento dell’altro, fino a sentirlo come nostro, di tutti.

Luigino Bruni




Da Luigino Bruni, Il dono del fratello sognatore, Avvenire 15 giugno 2014

giovedì 26 giugno 2014

Ad Amos Gitai l'Ischia Film Festival

il regista Amos Gitai

Al celebre regista di origine israeliana il premio alla carriera nella XII edizione dell’Ischia Film Festival

E’ il regista israeliano Amos Gitai il vincitore dell’Ischia Film Award, premio alla carriera alla XII edizione dell’Ischia Film Festival, concorso internazionale al dedicato alle location cinematografiche. Autore di un cinema apolide ma con radici profondissime nella storia, nel destino e nella cultura della propria terra. Lo Stato di Israele e il conflitto in Medio Oriente, il tempo della guerra e quello dell’esilio, la religione e l’individuo. Cortometraggi, documentari, opere di finzione per una filmografia lunga, complessa e commuovente che ha raccontato non solo le diverse anime della società israeliana, ma luoghi lontani animati o compromessi dalle contraddizioni del nostro tempo
“Sono molto onorato di ospitare al festival un personaggio di tale fama internazionale. Ho sempre amato il cinema di Gitai e ritengo che avere il suo ultimo film nella selezione ufficiale rappresenti motivo di grande orgoglio per il festival” ha dichiarato il direttore artistico dell’Ischia Film Festival Michelangelo Messina.
All’incontro tra il pubblico del festival e uno dei cineasti più interessanti della scena cinematografica internazionale seguirà la proiezione del suo ultimo film: “Ana Arabia”, unico piano sequenza di 81 minuti che racconta, con grande intensità, l’identità culturale di due mondi, due culture e due memorie che si vorrebbero opposte. L’Ischia Film Award 2014, riconoscimento alla carriera, in passato è stato attribuito a personaggi quali Ken Adam, Mario Monicelli, Abbas Kiarostami, Vittorio Storaro. Il premio sarà consegnato ad Amos Gitai nella suggestiva Cattedrale Barocca del Castello Aragonese di Ischia, location esclusiva del Festival.


Aboliamo i voti nelle scuole dell'obbligo!

Alunni della SMS A. Capraro di Procida
Abbiamo già parlato negativamente delle prove INVALSI nella scuola dell'obbligo. Ma occorre anche ripensare  il voto, strumento didattico che la Montessori aveva eliminato nelle sue classi insieme ai registri. Riportiamo alcune riflessioni sul voto di una maestra dopo aver consegnato le chiede di valutazione alle famiglie:

“Non sono stata capace di dire no. No ai voti. Alla separazione dei bambini in base a quello che riescono a fare. A chiudere i bambini in un numero. Ad insegnare loro una matematica dell’essere, secondo la quale più il voto è alto più un bambino vale.
Il voto corrompe. Il voto divide. Il voto classifica. Il voto separa. Il voto è il più subdolo disintegratore di una comunità. Il voto cancella le storie, il cammino, lo sforzo e l’impegno del fare insieme. Il voto è brutale, premia e punisce, esalta ed umilia. Il voto sbaglia, nel momento che sancisce, inciampa nel variabile umano. Il voto dimentica da dove si viene. Il voto non è il volto.
I voti fanno star male chi li mette e chi li riceve. Creano ansia, confronti, successi e fallimenti. I voti distruggono il piacere di scoprire e di imparare, ognuno con i propri tempi facendo quel che può. I voti disturbano la crescita, l’autostima e la considerazione degli altri. I voti mietono vittime e creano presunzioni.
I voti non si danno ai bambini. In particolare a quelli che non ce la fanno.
La maestra lo sa bene, perciò è colpevole. Per non aver fatto obiezione di coscienza.”
Il maestro Manzi riportava nella scheda di valutazione di tutti gli studenti la stessa formula: "Ha fatto quel che può, quel che non può non fa".


domenica 22 giugno 2014

Procida: lettera al Sindaco sul traffico

Procida. Una poetica immagine della Chiaiolella anni 60
Egregio Signor Sindaco Vincenzo Capezzuto, 
abbiamo tutti apprezzato il suo intervento alla presentazione del libro di Elisabetta Montaldo e la sua espressa voglia di cambiamento per l'isola e, in particolare, sulla disastrosa, assurda, violenta, offensiva situazione del traffico. 
A nome di tanti che sono angosciati da questo problema senza intravedere una via di soluzione, la prego di intervenire con decisione al di là delle resistenze che lei può incontrare nella sua compagine. Dia un segnale deciso e diretto per sconfiggere lo status quo da molti bandito. E se trova opposizioni abbia il coraggio di mandare tutti a casa.
Le dico questo perchè è gravissimo quello che succede per le nostre strade, le quali, per la maggior parte non sono idonee alla circolazione non avendo i percorsi pedonali, i corridoi per i disabili, la larghezza  minima delle corsie, e in tantissimi tratti non superano i 3 metri di larghezza. Ha dalla sua parte il Codice Stradale in vigore.
Velocità proibitive soprattutto di notte, gli incidenti quasi giornalieri, l'inquinamento acustico e ambientale altissimo soprattutto con l'alta pressione (e quindi d'estate). 
Non è escluso che l'altissima percentuale di malattie respiratorie, allergiche e tumorali sia dovuto anche allo smog del traffico e al benzene scaricato nell'aria dai motorini, il più pericoloso tra i gas di scarico.
Se lei,  come continuamente afferma, ama il paese e vuole imprimervi una svolta, il primo problema di affrontare doveva essere il traffico, che è diventato invece la ruota di scorta.
Questa notte, la notte di sabato 21 giugno 2014 - e non siamo ancora in piena estate - lungo le strade percorse  dai motociclisti e automobilisti, non si è potuto dormire: il rombo, il rimbombo, le vibrazioni, gli schiamazzi,  sono stati continui fino alle ore 4 del mattino.
Le sembra questo possibile? Le sembra civile? Le sembra leggittimo? le sembra tollerabile?
Prenda con energia un provvedimento! Ci dica in quali ore del giorno possiamo camminare vecchi adulti e bambini tranquillamente, ci dica quando devono avvenire gli approvvigionamenti dei negozi, impedisca ai mezzi pesanti di terremotare le nostre abitazioni, ci permetta di riposare durante la notte, ma non solo 15 giorni all'anno.
E se  la sua compagina si mostra riluttante li faccia gentilmente accomadare tutti a casa. E' un suo dovere morale, oltre che un atto di vera politica, per la rinascita dell'isola e il benessere di tutti.
Distinti saluti, 

Pasquale Lubrano Lavadera

lunedì 16 giugno 2014

Procida: Presentato il nuovo libro di Elisabetta Montaldo

da sinistra: Salvatore Di Liello, Elisabetta Montaldo, Fabio Rosciglione
Domenica 15 giugno, nell'isola di Procida, è stato presentato con successo, presso la libreria Nutrimenti in via Roma, il nuovo libro di Elisabetta Montaldo "Procida, segni, sogni e storia di un'isola marinara" (Edizioni Nutrimenti). Sono intervenuti lo storico Salvatore di Liello e il giornalista Fabio Rosciglione. Presente un numeroso pubblico molto interessato e attento. 
Un  momento dell'evento nella libreria Nutrimenti
Di Liello ha analizzato i contenuti del libro con dovizia: un lavoro originalissimo, che sfugge da ogni tipo di classificazione, ma che ha un suo particolare fascino per la coesistenza di storia, memoria, racconto, simbologia e immagini dove però che la connotazione simbolica è quella che maggiormente affascina e seduce. Altra dimensione presente nella parte storica, e che Salvatore di Liello considera un valore aggiunto, è il dubbio, ossia quella capacità di lasciare sempre nel raccontare quel margine di incertezza che può aprire nuove piste di conoscenza e quindi di verità. Pagine quindi folgoranti, fascinose, evocative e simboliche, narrate col cuore  per fare emergere la complessa  bellezza di un isola  che richiede a tutti quelli che la amano una cura e un impegno particolare: monito che la Montado ci offre con grande delicatezza e rispetto per tutti. 
L'intervento dell'Editore Andrea Palombi
Fabio Rosciglione ha invece definito il libro della Montaldo "un taccuino", e da uomo amante di viaggi ha aggiunto "un taccuino di viaggio" per raccontare la propria isola, la sua dimensione marinara sia nei comportamenti che nelle tradizioni; si ritrova infatti nel libro della Montaldo una Procida incantata e incantatrice, luogo originale e straordinario, che si contrappone alla miriade dei devastanti "non luoghi" dei nostri territori; spazio aperto ed accogliente che permette al visitatore un vero e autentico rapporto con il territorio con la sua gente e la sua cultura.
Elisabetta Montando ha poi risposto ad alcune domande del pubblico sottolineando il grande valore di un isola che ha un patrimonio di cultura e di beni ambientali ma soprattutto gente  di grande valore e ingegno.
Sono infine intervenuti l'Editore delle Edizioni Nutrimenti Andrea Palombi a cui Procida deve riconoscenza per avere aperto sull'isola la prima grande libreria con oltre 10mila volumi e il Sindaco Vincenzo Capezzuto che ha sottolineato il valore dell'iniziativa e il suo particolare impegno per l'isola.

domenica 15 giugno 2014

Procida: il Sindaco inteviene sulla realtà del traffico!

Il Sindaco di Procida Vincenzo Capezzuto
Il Sindaco Vincenzo Capezzuto è intervenuto alla presentazione del libro "Procida" di Elisabetta Montaldo (Nutrimenti Edizioni) ed ha auspicato un profondo cambiamento dell'isola nel senso che ha auspicato un impegno maggiore dell'Amministrazione per un sano sviluppo turistico compatibile con la grande tradizione marinara, per una più attenta valorizzazione delle bellezze naturali  e per risolvere finalmente il grosso problema del traffico che  dalla sua analisi traspare essere frutto abnorme di una grande ricchezza economica del procidano. Un cambiamento che lui vede già in atto.
Da parte nostra non vediamo ancora questa trasformazione, soprattutto nella risoluzione del problema traffico che riteniamo oggi il più grave in assoluto in quanto degrada l'ambiente, la salute e i rapporti sociali.
E' assurdo, illogico ed illegale, che in un isoletta di 3,7 kmq con strade molto  strette, fino a 2,5 metri, ci sia un numero di auto e motorini superiore agli abitanti, che si corra a velocità proibitive, che le strade senza marciapiedi siano adibite alla circolazione di auto grosse camion e pullman, che questi motoveicoli siano parcheggiati sulle strade riducendo ancor più le dimensioni di esse, che si resti indifferenti di fronte a continui incidenti e che di notte l'isola venga lasciata in balia della sbornia.
Bisogna, a parer nostro,  concedere la circolazione  a velocità bassissime in tutte le strade  per evitare incidenti e sconquassi alle abitazioni  e offrire ore giornaliere senza traffico, d'inverno e d'estate, ai pedoni tutti  (anche i bambini e gli  anziani hanno diritto di camminare in carrozzina e col bastone) onde consentire una passeggiata  nell'aria pulita e senza la paura di essere buttati per aria da qualche velocifero. 

sabato 14 giugno 2014

Procida : un totem per la pace fuori luogo

Mostra dei misteri di VenerdìSsanto davanti all''antica chiesa di santa Margherita a Terra Murata
Procida  ha deciso di collocare stabilmente un totem della pace  in uno degli spazi più importante della storia dell'isola: precisamente accanto alla monumentale e gloriosa Chiesa di Santa Margherita a Terra Murata.
Lo ha deciso la Giunta Comunale senza neanche interpellare il Consiglio Comunale, nè è stata interpellata la popolazione.
Siamo pertanto profondamente perplessi di questa scelta, a parte il costo di questo totem, per la mancanza di senso di questa iniziativa e per la scelta del luogo in cui verrà posto: uno spazio di incomparabile bellezza che merita di essere valorizzato al massimo nella sua semplice e splendete linearità, e che ha bisogno di respirare  in uno scenario di purezza espressiva totale.
Un totem anche il più splendente e meraviglioso di questo mondo va a nostro parere posto altrove,  in luogo in cui possa essere accolto e valorizzato  e fruito in sé e non stabilmente accanto ad un opera monumentale come Santa Margherita, ma in una piazza, in un giardino.
Ma dicevano anche di una mancanza di senso. In generale la collocazione  dei  totem per la pace costituisce l'ultimo atto di un'esperienza  in cui la pace sia stata promossa valorizzata costruita concretamente dagli abitanti di quel luogo. Per cui  la sua collocazione rappresenta un gesto simbolico e concreto di grande significato civile. Al di fuori di questo iter  la sua collocazione è sicuramente gesto posticcio e fuori luogo.

venerdì 13 giugno 2014

Renzi e Mineo

Corradino Mineo

Quando si lavora in una squadra politica in maniera democratica ognuno esprime la propria convinzione sull'argomento e sulla scelta da fare. Ma alla fine bisogna trovare la proposta unitaria, democraticamente espressa da una votazione. Posso manifestare il mio disappunto per  la decisione presa se non la condivido,  ma non posso dissociarmi e dire io voto diversamente. Mi hanno insegnato, in tempi e luoghi non sospetti, che se io non riesco a condividere la soluzione presa sono libero di fare altre scelte ma devo per correttezza rassegnare la dimissioni dalla squadra. E questo vale per Mineo nel PD, e per qui parlamentari di 5 stelle che si dissociano dalle decisioni adottate a maggioranza nel movimento.
Pertanto mi sembra giusto l'invito deciso che Renzi ha inviato a Mineo: o sentirsi corpo unico con la Maggioranza o rassegnare le dimissioni dal partito.

martedì 10 giugno 2014

Procida, l'isola amata da Massimo Troisi


“Vi amo tutti, non vi dimenticate di me”. Così Massimo Troisi aveva salutato l’attore Philippe Noiret, il regista Michael radford e la troupe al termine delle riprese de Il postino nella sua amata Procida. Tutti ci scherzarono su pensando a una battuta. Ma due giorni dopo l’attore e regista napoletano spirò, nel sonno, a casa della sorella Anna Maria ad Ostia, dove andava spesso per riposarsi dalle fatiche del set. Accadde alle 15 di un sabato di venti anni fa, il 4 giugno 1994. L’Italia rimase attonita. Moriva il menestrello che nei film diceva cose serie facendo ridere, un moderno Pulcinella che nella sua breve carriera aveva saputo concentrare l’umorismo poetico di Eduardo, la mimica facciale di Totò, la penna vivida di Raffaele Viviani e l’estro farsesco di Peppino De Filippo.. Aveva solo 41 anni.


Fulvio Fulvi

da Fulvio Fulvi, troise, l'assenza del poeta, Avvenire 1 giugno 2014