lunedì 25 novembre 2013

Settimana dell'educazione speciale


Questa è la settimana dell'educazione speciale, dell'autismo, dell'ADHD (deficit di attenzione), della dislessia...e il mese della sensibilizzazione per tutti i bambini che lottano ogni giorno per avere successo ...e di coloro che li aiutano.
Inviatiamo le famiglie, tutti i nostri amici docenti ed insegnanti e i nostri Dirigenti sull'isola a dedicare ogni sforzo perché questo diritto venga riconosciuto nelle nostre scuole.

a cura dell'Associazione Culturale Isola di Graziella

Il "Catechismo Nautico" di Marcello Eusebio Scotti

Raffaella Salvemini
Fra le opere meritorie del Pio Monte dei Marinai di Procida c'è sicuramente la ripubblicazione  del famoso ed unico Catechismo Nautico avvenuta nel 2001 per iniziativa del Commissario Nicola Scotto di Carlo e con il patrocinio e contributo dell'istituto Banco di Napoli Fondazione. Il pregio di questa nuova edizione è quello di riproporre ai cittadini di oggi un tratto fondamentale della gloriosa storia procidana avvalorato dall'introduzione di Raffaella Salvemini, Storica dell'Istituto di Storia Economica del Mezzogiorno del CNR, che oltre ad introdurci nell'opera  ci offre notizie importanti sull'autore e apre piste di ricerca che speriamo possano condurre a ulteriori lavori sulla Storia dell'Isola. Riportiamo qui di seguito il brano iniziale di tale introduzione.

Con la riedizione del Catechismo Nautico, uscito per la prima volta nel 1788, il Pio Monte dei Marinai dell'isola di Procida ha inteso richiamare l'attenzione sul legame tra l'isola e la secolare cultura e tradizione marittima di cui Marcello Eusebio Scotti, e l'opera pia in questione, sono stati validi rappresentanti.
Le origini dell'Istituto di mutua asssitenza, promotore di tale iniziativa, sono molto antiche e risalgono al 1617.
Tele Monte, nato per volontà dei padroni di barche e feluche della Marina di sancio cattolico, si occupò, come previsto dalle regole statutarie, di soccorso ai marinai poveri, della dote delle loro figlie oltre che del riscatto di quanti venivano fatti prigionieri dai Turchi.
A questi interventi si affiancò, sul finire del settecento, una partecipazione al piano di istruzione anutica alla cui formulazione aveva contribuito proprio l'illustre uomo di scienze.
Alla luce di quanto rilevato, appare chiaro come la scelta del Monte di riproporre tale Operta non sia stata affatto casuale.

Raffaella Salvemini 

a cura dell'Associazione Culturale Isola di Graziella

domenica 24 novembre 2013

Le donne nelle Congreghe - Intervista a Maria Regina Persico

Maria Regina Persico
Non avremmo mai pensato che un giorno una donna potesse diventare membro di una Congrega procidana. Eppure è accaduto e sicuramente ce ne saranno altre che sceglieranno di seguire il cammino che ha iniziato Maria Regina Persico, sposata con Aldo Ambrosino e madre di tre figli, Stefano, Maurizio e Bruno. Incuriositi da questa scelta le abbiamo rivolto alcune domande.


Maria Regina, cosa ti ha spinto d far parte della Congrega dei Rossi?

Sia mio marito che mio figlio facevano parte da tempo di tale Congrega e durante il periodo delle “Quarant’ore”, alle 15, erano soliti dedicare  al Signore un’ora di preghiera nelle varie comunità parrocchiali. Era un orario buono anche per me per cui decisi di accompagnarli. Mi sedevo indietro e mentre loro pregavano facevo la mia meditazione. Ma mio marito mi chiese di sedermi accanto a lui. E così feci. Il priore Giuseppe Righi vedendomi assidua e presente  mi propose allora  di aderire alla Congrega, anche perché un decreto del Cardinale autorizzava tutte le Congreghe, storicamente solo maschili, ad aprire l'iscrizione anche alle donne.

Non fosti sorpresa da tale domanda?

Certamente. Infatti non ho accettato subito. Ho voluto riflettere. E quando  nei giorni di preparazione alla Pasqua  mi venne riformulata la proposta ho avvertito in me come una chiamata di Dio a testimoniarlo con più fervore ed amore.

Hai avuto un gran coraggio ad entrare in una Congrega tutta di uomini.

Non so se è stato il coraggio a farmi accettare. Direi proprio di no. Ho sentito dentro di me la spinta interiore ad accettare e, fatto il passo, tutto è stato semplice e bello. Mi hanno accolta con rispetto e amore. Vedevo tutti i confratelli come persone da voler bene e con i quali vivere quella carità di cui parla Cristo.

Ci sono altre donne con te?

Nella Congrega dei Rossi, non ancora. Ma so che due Signore sono entrate a far parte della Congrega dei Gialli.

Essere oggi “consorella”  cosa aggiunge alla tua vita?

Consapevole di una scelta che si rifà al grande Sant’Alfonso dei Liguori, mi sento impegnata maggiormente a vivere la mia vita in unità col Signore, a conservare e tramandare le buone tradizioni della Chiesa, e a fare il bene al prossimo, aiutando, mettendomi a disposizione di chi ha bisogno.

C’è una divisa diversa per voi donne?

Quando ho vissuto la mia prima “vestizione” ho indossata quella maschile. Può darsi che ci sarà in futuro qualche ritocco per renderla più adatta a noi donne.

Le Congreghe hanno avuto un’importanza nella Chiesa, allorquando la società era ancora chiusa e c’era una forte differenza tra i ceti ricchi e il popolo. Le Congreghe tentarono di rompere questa divisione, valorizzando ogni persona e creando comunione tra i credenti. Ritieni che hanno ancora la loro funzione spirituale oggi?

Le forme associative sono sempre importanti perché ci aiutano a confrontarci con gli altri. E vediamo come  a Procida ci sono tante associazioni religiose e soprattutto laiche. Penso che oggi  le Congreghe possano svolgere il loro specifico ruolo mettendosi a servizio degli altri, come dice Papa Francesco. Non vivere per se stessi, chiusi in se stessi, ma vivendo per la società procidana, servendo il prossimo, amando tutti senza distinzioni, portando la carità di Cristo in ogni ambiente, sapendo che in ogni persona che incontriamo è presente Cristo.

Come mamma, quali i valori che hai trasmesso ai tuoi figli?

Con l’esempio e anche con la parola ho cercato di trasmettere loro  “la regola d’oro” del Vangelo, presente anche nelle altre religioni: “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te, non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”. Tutti gli altri valori discendono da questo insegnamento di Gesù.

Procida ha tanti problemi. Quale è per te quello più grosso e per il quale bisognerebbe lavorare tutti insieme di più?

Il problema dei giovani…. Quando sento dire: sai quel ragazzo, è  stato colpito dalla droga, ci resto male, soffro per quel ragazzo e per la sua famiglia. Vorrei far qualcosa ma mi sento impotente…Forse come adulti dobbiamo testimoniare di più la solidarietà, l’amore per tutti, l’aiuto a chi non ha… Trasmettere ai giovani la testimonianza che si è felici solo se si vive per gli altri. E poi aiutare i giovani a trovare lavoro.  In questo dovrebbe esserci più comunione e aiuto tra le famiglie procidane, fra le Associazioni, religiose e non, perché è un problema di tutti.



a cura dell'Associazione Culturale Isola di Graziella

venerdì 22 novembre 2013

Attesissimo il nuovo libro di Tobia Costagliola


La copertina del libro
A partire dal mese di gennaio sarà in vendita nelle librerie volume intitolato : La Flotta che visse due volte ( Storia delle navi di Achille Lauro) Armando-Armando Editore.
Si tratta di un volume di 832 pagine e circa 400 illustrazioni L’autore dell'importante ed enciclopedico testo è il procidano Tobia Costagliola, Capitano L.C. formatosi nell’organizzazione armatoriale di Achille Lauro e divenuto in breve tempo uno dei più stretti  collaboratori dell’Ing. Ercole  Lauro, che ha in seguito ricoperto posizioni di rilievo presso alcuni tra i più importanti gruppi armatoriali italiani.
La straordinaria storia di 164 navi. La crescita fra le due guerre mondiali. La distruzione di una prima prestigiosa flotta di ben 58 unità. Le fasi della ricostruzione nel dopoguerra. Le rinascita della seconda flotta fino ad assumere una dimensione mondiale non solo per la sua consistenza e per i suoi uomini ma per la diversificazione e l’efficienza operativa delle sue moderne unità. L’incredibile ed “evitabile” dissesto negli anni ’80.
Dopo più di 30 anni le ipotesi sulle cause che lo provocarono e la denuncia della colpevole passività di quelle istituzioni che potevano evitare l’assurda disgregazione di una realtà economica, sociale e professionale, patrimonio di tutta la Nazione.
Un lavoro poderoso, importante e di grande attualità nella crisi che investe oggi tutti i settori lavorativi della nostra società.
Tobia Costagliola  ci dice: “Avevo cominciato questo lavoro negli anni '70  e poi l'avevo interrotto a causa dei miei impegni lavorativi. Ho poi ripreso circa 12 anni fa e sono riuscito a portarlo a compimento solo ora con enorme sforzo e sacrificio.”

In attesa di leggere il libro Riportiamo qui di seguito alcuni passi dell’ interessante introduzione di Ugo Salerno: Presidente ed Amministratore delegato del Registro Italiano Navale (RINA).

“La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto” sosteneva Albert Einstein. La storia imprenditoriale di Achille Lauro è un interessante connubio tra logica e immaginazione che ne ha determinato
a straordinaria visione imprenditoriale e la costruzione di un impero che per molti anni ha rappresentato la marineria italiana nel mondo.
Tobia Costagliola ripercorre la vicenda con precisione quasi scientifica e fa una ricostruzione fedele e accurata della vita di questo armatore, delle idee, delle iniziative e della incredibile modernità della sua strategia.
Dal racconto emerge un uomo abituato a rapportarsi con i marittimi da pari, in questo senso le sue iniziative per migliorare la sicurezza e la vita a bordo e per dare ai marittimi la possibilità di cambiare la propria
condizione di vita concedendogli la possibilità di partecipare alla caratura della nave. Lo stesso uomo è stato un precursore dei tempi adottando una strategia commerciale diversificata: ancor prima della guerra, nella gestione della flotta da carico, ha identificato nella massima utilizzazione delle navi l’ovvio criterio vincente ed ha avuto il coraggio di applicarlo prendendosi il rischio di costruire una flotta di dimensioni sufficienti a gestire con efficacia contratti di trasporto e a creare una grande credibilità nei confronti degli operatori del mercato. Nel
trasporto dei passeggeri è stato il primo a trovare “nuove” rotte, come considerare l’Australia meta importante per l’immigrazione.
Una flotta partita da un paio di navi, distrutta da un conflitto mondiale, ricostruita con materiali di recupero nel periodo post bellico grazie alla straordinaria capacità del Comandante Lauro nell’individuare
opportunità e saperle cogliere con una velocità di decisione unica.
Il libro riporta la minuziosa descrizione di ogni nave della flotta, non limitandosi ai dettagli tecnico operativi, ma coinvolgendo il lettore nella storia di ogni unità quasi fossero creature vive e quando possibile delle
persone che la animavano.
Questo a dimostrazione di come un marittimo faceva di questa avventura il fulcro della propria vita intorno
alla quale ruotavano affetti e avvenimenti.
La storia e il cuore di Tobia Costagliola  lo portano ad una conclusione dura nei confronti del sistema e della politica, ma la fine della flotta Lauro è ancora oggi controversa e difficilmente ne avverrà mai una lettura oggettiva.
Forse a questo punto poco importano le cause, quello che resterà alla storia è  il valore che ha saputo creare per un’Italia che da un lato aveva ancora bisogno di sfamare i suoi figli e dall’ altro doveva necessariamente
conquistarsi un diverso rispetto a livello internazionale, per potersi confrontare da protagonista nel contesto europeo.
In questo la logica, ma soprattutto la creatività di un armatore come Lauro sono state foriere di un benessere e di una credibilità nuovi che ancora oggi ci portano a leggere con interesse la storia della sua vita e delle sue iniziative.
Ugo Salerno



domenica 17 novembre 2013

"Non si dà ai figli pane sporco"

Papa Francesco
Parlavo con alcuni amici procidani sulla eventuale  corruzione di alcuni  politici procidani. Mi dicevano:  in un sistema corrotto non si può pertendere irreprensibilità ed onestà. E' quasi impossibile cambiare un sistema che è marcio.
Difficile cambiare sì, ma impossibile no se tutti noi facciamo qualcosa per opporci alla corruzione. Lo ha detto con forza ultimamente Papa Francesco che è ben cosciente di questa piaga nella politica, nella società e nella chiesa.

La corruzione toglie dignità. E' un peccato grave. Tanti giovani ricevono il pane sporco.. pane comprato con i guadagni frutto di tangenti e corruzione...Alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici; alcuni amministratori del Governo...forse non sono tanti... praticano l'abitudine delle tangenti...E' un abitudine che non viene da Dio: Dio ci ha comandato di portare a casa il pane col nostro lavoro onesto...Non si dà da mangiare ai figli pane sporco...Quell'uomo che dà pane sporco ai figli ha perso la dignità...Si comincia con una bustarella e poi è, come la droga, comincia la dipendenza... Purtroppo ci sono anche cristiani e preti corrotti.... Preghiamo perché il Signore cambi il cuore di questi devoti della dea tangente e che tornino al lavoro degno, al lavoro onesto.

Papa Francesco

venerdì 15 novembre 2013

Lo sfortunato Lamartine

Maria Fiore e Jean Pierre Mocky interpretano Graziella e Lamartine nel film di Giorgio Bianchi (1954)

Lamartine poeta e Lamartine narratore. Ma a Procida c’è un solo Lamartine: l’autore di Graziella, il celeberrimo romanzo che offusca il meno celebre Raphael e perfino quello che comunemente è considerato il suo capolavoro, Le Lac.
Graziella e Procida sono una cosa sola. Un romanzo che dovrebbe essere letto nelle scuole superiori dell’isola e non come libro consigliato ma adottato. Sicuramente la lettura della storia di Julie e di Raphael nell’omonimo racconto concorrerebbe ad una migliore lettura e interpretazione di Graziella. Se non altro per capire e sentire che le donne dei suoi versi e dei suoi romanzi sono tutte designate ad essere romantiche anche nella fatalità di una vita che, giovane, si conclude sempre tragicamente con la morte d’amore. Madame Julie Charles, malata di petto, e la fragile nipote del pescatore di Procida. Del resto è la stessa malinconia che attraversa tutta la storia personale dello scrittore, come malinconica è la fortuna della sua pur bella poesia.
Lamartine apparteneva ad una famiglia nobile ma per niente agiata della Borgogna. Quattrini in famiglia non molti, ma in compenso molto affetto e l’orgoglio del piccolo podere di Milly, che il padre coltivava personalmente. Una madre affettuosa e premurosa, attenta all’educazione di quel figlio prediletto, la quale, proprio per sottrarlo ad un innamoramento che forse non approvava, lo spinse a venire in Italia. Era il 1811 e a Napoli regnava Gioacchino Murat. Sposato con una giovane inglese, Marianna Elisa Birch, dolce e devota moglie, Lamartine tornò in Italia come diplomatico, ma la fortuna non lo assecondò, perché, segretario d’ambasciata a Firenze, si trovò coinvolto in una faccenda poco diplomatica, che, insieme alla rivoluzione di Luglio del 1830, gli rovinò la carriera. Anche nel campo della politica, alla quale si era successivamente dedicato, non fu fortunato, tanto che con l’avvento nel 1851 del Secondo Impero si ritrovò carico di debiti.
Quel poeta e scrittore, che da giovane aveva composto e scritto con un occhio alla fama e un altro all’immortalità, si ritrovò con gli anni a comporre e a scrivere per il pane quotidiano.
In questo contesto si colloca Graziella, l’opera sua più fortunata. Mai un’isola ha tributato tanto ad un suo narratore. Il romanzo che ha fatto di Procida l’isola di Graziella, prima e anche dopo che diventasse l’isola di Arturo e poi del Postino.
E Graziella ha ben ripagato Lamartine. Egli le deve molto. Quell’immortalità che aveva inseguito. Nei suoi ultimi anni era diventato tanto povero da accettare una pensione dall’imperatore Napoleone III. La sua casa di Milly era andata venduta.
E se Graziella non si legge e studia a scuola, poco importa. Le ragazze di Procida la rivivono e la amano indossando il splendido abito dellenostre donne e gareggiando a diventare, almeno per un anno, ”la Graziella”.

Anna Giordano












giovedì 14 novembre 2013

Abusivismo e responsabilità amministrative!

Elisabeth

La casetta abusiva di Elisabeth  dovrà essere abbattuta. Il gigante vuole ammazzare Davide, ma Davide con una fionda acceca Golia. Quale fionda dovrà procurarsi Elisabeth per impedire al gigante Stato di distruggere la sua casetta? 

Nel 1993 arrivarono  in Comune i primi avvisi di abbattimento. Ma gli Amministratori dell'epoca, non diedero importanza a tale decreto. La notizia non venne per niente amplificata. Si continuò all'impazzata a costruire come si era fatto negli anni precedenti. 
Personalmente  mi schierai contro l'abusivismo ritenendo tale scelta pericolosa e da fermare. Dissi più volte che  la mancanza di un Piano Regolatore coerente col Piano Paesistico era stata una grossa deficienza della politica locale, che aveva determinato una sorta di ibrido legislativo che favoriva l'abusivismo.
Ricordo una collega di scuola che, inviperita per le mie posizioni contro l'abusivismo, mi disse che anche lei aveva diritto a costruirsi una casetta abusiva visto che le normative non le concedevano il permesso. 
Si è quindi continuato a costruire, e non solo i ricchi e benestanti ma anche i poveri e quelli che avevano un solo misero stipendio dando fondo a tutte le loro risorse e facendo mutui.
Di chi la responsabilità? Solo di chi si è avventurato in questa sorta di diffusa (e quindi non più ritenuta colpevole) mentalità che la casa è un diritto da difendere anche a costo di infrangere la norma? 
Non è stato parimente responsabile morale l'Amministratore che ha visto quanto accadeva,  ma non ha promosso sul territorio una vera campagna di informazione e di educazione sociale per distruggere tale mentalità e non ha saputo redigere un opportuno piano di nuove costruzioni? 
Personalmente ritengo che non può bastare un manifesto per sconfiggere l'abusivismo. Anche perché nel frattempo sono intervenuti condoni di Stato e questo ha creato ancor più nel cittadino l'idea che lo Stato era clemente con chi aveva costruito la casa perché  non ce l'aveva. E che se c'era stato un primo condono, allora anche un secondo ed un terzo ... avrebbero saltato tutti.
Ma c'è un'altra considerazione non trascurabile. 
Se la casa è un diritto quali sono i provvedimenti messi in atto a Procida per dare una casa a Elisabeth prima della costruzione e dopo l'eventuale abbattimento? 
Si vuole distruggere la casa di Elisabeth perchè è un grande reato, ma allora si dovrebbero distruggere, se la legge è uguale per tutti, più della metà delle case costruite sull'isola. Una sorta di tifone di Stato assurdo ed irrazionale.
Mi si consenta un paragone eclatante:
Se Berlusconi che ha sottratto, con evasione fiscale, milioni e milioni di euro allo Stato, quindi a noi cittadini, ha avuto la pena di 4 anni di carcere  e una rieducazione nei servizi sociali, perchè una Elisabeth che ha sottratto solo 20 mq di terra per costruirci una casetta dove vivere, non deve avere una pena commisurata alla sottrazione operata?
Berlusconi non restituisce il bene sottratto ma rimane agli arresti domiciliare e viene rieducato nei servizi sociali. Elisabeth invece viene punita con la distruzione della casa perché deve restituire il bene sottratto (le cubature d'aria occupate dalla casetta) e rieducata con l'abbandono sulla strada.
Sono queste grosse incoerenze  che ci fanno gridare: "NO all'ABBATTIMENTO".

martedì 12 novembre 2013

In margine alla polemica tra Dino Ambrosino e il Sindaco Vincenzo Capezzuto

In questi giorni si è infiammata la polemica  tra Dino Ambrosino, capogruppo di Insieme per Procida e il Sindaco Vincenzo Capezzuto. Francamente vorremmo che in futuro episodi così spiacevoli non accadessero più. Pertanto sottoponiamo in sintesi  a Dino e al Sindaco quello che propone il Movimento Città per la Fraternità che riunisce Sindaci di ogni schieramento. Gradiremmo molto l'adesione del Comune di Procida a questo Movimento.  Aspettiamo il loro parere che pubblicheremo su Espressioni.
Procida: Una seduta del Consiglio Comunale

I principi della modernità sono tre: libertà, uguaglianza e fraternità. Principi che entrano anche nella politica  e senza i quali la vita democratica è compromessa. Se la fraternità non diventa categorica politica  vane saranno anche la libertà e l'uguaglianza.
Il male va combattuto, lo ha detto anche Papa Francesco parlando della Corruzione, e la prima corruzione politica è quella della lotta violenta e subdola per il potere. Procida ha avuto pessimi esempi di candidati Sindaci che dai balconi ufficializzavano lo scontro duro e violento, creando in tanti procidani l'idea menzognera che la politica è lotta, è litigio, e contrapposizione, in una paola "è guerra". Niente di più falso.
La Minoranza è chiamata a verificare la legittimità dei provvedimenti, la regolarità delle procedure, il respetto della legalità di ogni atto, a collaborare con la Maggioranza  per il bene comune. Qualora dovesse riscontrare illegalità  e comportamenti deviati deve intervenire presso gli organi superiori ed informare la cittadinanza.
La Maggioranza non deve contrapporsi alla Minoranza ma verifica ogni scelta con la Minoranza, mantiene un rapporto di sincera e trasparente collaborazione ed è tenuto ad informare i cittadini dell'andamento del Comune e della risoluzioni dei problemi dell'isola.
Il Sindaco, massima istituzione, una volta eletto dalla maggioranza dei cittadini non è più il rappresentante della sua  parte politica  ma di tutti i 20 consiglieri che sono suoi consiglieri. Egli rappresenta Procida nella sua interezza e ogni cittadino deve sentirsi rappresentato da lui.
Il presidente del Consiglio, presiede il Consiglio Comunale  cura l'approvazione del regolamento ed è garante del buon funzionamento di esso; non rappresenta la maggioranza  e non si pone dalla parte della Maggioranza nello svolgimento del Consiglio Comunale. Anzi favorisce in tutti i modi la piena partecipazione della Minoranza  e si oppone ad ogni forma di emarginazione della Minoranza  da parte della Maggioranza nelle sedute consiliari. Mette pace tra i consiglieri e ripristina il dialogo tutte le volte che esso per qualche motivo viene interrotto.
Certamente a Procida  oggi ci sono molti di questi aspetti che non vengono vissuti bene  e lo abbiamo più volte evidenziato sulle nostre pagine. Soprattutto la Minoranza non è rispettata quando non le viene concesso la visione di tutti gli atti delle Società Comunali, quando  non viene coinvolta nella stesura del Bilancio e in quei provvedimenti importanti che riguardano il futuro dell'isola.
Un Sindaco democratico sente una volta sola la Maggioranza e più volte la Minoranza prima di prendere un provvedimento importante.


lunedì 11 novembre 2013

"Graziella"

"Graziella" di Daniel Ridgwai Knigt (1839-1924)

"Ogni tanto Graziella gettava su di noi uno sguardo stupito e come trasognato. Quando il vecchio ebbe finito di raccontare, la vecchia madre cadde in ginocchio accanto al focolare; Graziella salì sulla terrazza e ne riportò un rametto di rosmarino e qualche fiore di arancio dai petali aperti simili a stelle bianche; prese una sedia e, con gli spilloni che si tolse dai capelli, appese il mazzetto davanti a una statuetta della Vergine, annerita dal fumo, posta sopra la porta e davanti alla quale ardeva un lumicino. Capimmo che si trattava di un atto di ringraziamento alla sua divina protettrice per aver salvato il nonno e il fratello, e prendemmo parte alla sua riconoscenza."

a cura dell'Associazione Culturale Isola di Graziella

da Lamartine, Graziella, www.culturaesvago.com 

Le multe ai ciclisti

 
Cremagliere per le biciclette, sì! Ma non basta.

Con un traffico assurdo e caotico in molte ore del giorno e maggiormente il pomeriggio tardi e la notte in estate, con camion pesantissimi e giganteschi che attraversano l'isola danneggiando i fabbricati sulle strade, con una  rete stradale non idonea a tali circolazione per totale mancanza di marciapiedi e corridoi pedonali, con parcheggi autorizzati in strade di ridotte dimensioni e con un alto tasso di inquinamento,  che fa della nostra isola uno dei paesi dove più alta è la percentuale di malati di cancro, si sanzionano con migliaia di euro di multa cittadini che, esasperati da questa illegale situazione del traffico a Procida, sono scesi sulle strade  cavalcando una bicicletta per invitare i procidani a mettere da parte l’auto e il motorino, privilegiando un mezzo che non inquina, tonifica l'organismo ed è meno pericoloso.
I procidani vogliono circolare con auto e motorino. Bene!  Nessuno può impedirglielo, ma secondo la regole del codice stradale, secondo le norme di sicurezza ambientale che il Comune adotta, nel rispetto dei diritti dei pedoni e della salute di ogni cittadino.
In una casa per due persone non posso farci vivere 20 persone perché quella convivenza diventa un gioco al massacro. Ed è un gioco al massacro la situazione del traffico a Procida, isola di soli 3,7 kmq, densamente abitata e con circa 10.000 auto e motorini, con incidenti continui, alcuni dei quali anche mortali.
Vanno determinate per tutto anno regolamentazioni precise: fasce orarie per l’approvvigionamento dei negozi, fasce di circolazione per i cittadini, fasce orarie solo per i pedoni; fermo dei carichi pesanti al porto e distribuzione  frazionata con camion piccoli, creazione di piste ciclabili, divieto assoluto di traffico in quelle strade dove non si possono creare marciapiedi.
E’ troppo grave che fino ad oggi tutto questo non sia stato fatto, e che alcuni cittadini dovranno pagare migliaia di euro di multa per essere scesi in strada con la bicicletta.



venerdì 8 novembre 2013

Procida accoglie Africa Mission

Un momento del Convegno con la presenza di don Lello Ponticelli e il Cradinale Sepe
Oltre 130 i delegati internazionali del Movimento Africa Mission intervenuti al convegno annuale che si è svolto a Procida dal 4 al 6 ottobre 2013 presso la Chiesa di Santa Margheriata a Terra Murata.
Come molti sanno il Movimento Africa Mission, fondato da Don Vittorione, che anni addietro è stato anche a Procida, è presente sull’isola  grazie a Mimì Calabrese e ad un nutrito gruppo di collaboratori che in questi ultimi decenni hanno contribuito in maniera consistente allo sviluppo del Movimento e alla realizzazione dei progetti umanitari nel Nord Est dell’ Uganda. Oltre 3000 i pozzi, più numerose cisterne,  costruiti in questa regione che era priva di acqua. Inoltre varie missioni con oratori e scuole e dispensari e asssitenza economica e di servizio alle missioni di altre organizzazioni.
Procida rappresenta uno dei nodi storici dell’esperienza, dovuta proprio a questo incontro provvidenziale tra Don Vittorione e il nostro Mimi il quale, rivivendo nella sua vita la scelta di san Francesco per i più poveri, si è fatto “mendicante” per essi. D’inverno e d’estate, con la pioggia e col sole Mimì ci ricorda che la felicità non è nella ricchezza ma nel donare agli altri qualcosa dei nostri beni. 
Oltre alla raccolta di fondi è nata in questi anni anche la "campagna dei limoni" donati generosamente dalla nostra gente, che si svolge tra marzo e aprile fin dal 2007 e che vede questa tipica frutta nostrana in giro per l’Italia in ogni evento di promozione e testimonianza che Africa Mission organizza presso le parrocchie italiane collegate col movimento.
Tre giovani di Treviso lo scorso anno sono stati ospiti nostri per partecipare alla raccolta e quest’anno ne verranno 10 che saranno ospitati gratuitamente da un albergo procidano.
L’evento di ottobre, patrocinato dai Comuni di Piacenza e Procida, dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio e dalla provincia di Piacenza ha suscitato interesse vivo nella nostra isola e un nutrito gruppo di procidani ha attivamente collaborato alla riuscita della manifestazione, partecipando alle fasi operative di preparazione  e ai vari momenti del convegno. 

L'intevento dell'Imam Pallavicini
Calda l’accoglienza e la permanenza degli ospiti presso i nostri alberghi - Savoia, Pensione Celesta e La Tonnara -, che per l’occasione hanno applicato tariffe minime per consentire una presenza numerosa di persone provenienti dall’Italia e dall’Africa. Scontate anche le tariffe dei taxi. Gratuiti i due pullmanini comunali. 
Tutto l’allestimento fonico ed elettrico,  sia di Santa Margherita che del salone della Scuola Media è stato a carico del Comune, come pure il set apprezzatissimo di depliant, cartina e manifesto. L’Ascom e la Confcommercio hanno offerto il caffébreak e l’aperitivo alla partenza. Applauditissimo poi il concerto offerto dalla Banda Musicale Isola di Procida e dai cori  San Leonardo e Pleadi Corus nel grande atrio della Scuola Media A. Capraro.
Sorpresa per tutti nel sapere che il Movimento è portato avanti da famiglie, alcune delle quali si sono anche spostate in terra di missione. La famiglia Ciambriello  che coordina il Movimento per la Campania  vive a Bucciano (Benevento). A Piacenza troviamo Carlo e Cristiana e in Uganda a Campala Cristina e Giorgio Lappo. 
Presenti per l’occasione il cardinale Crescenzio Sepe, il decano Don Lello Ponticelli, l’Iman  Yahya Pallavicini, il Sindaco di Procida e alcuni Assessori. Di grande interesse l'intervento del cardinale Sepe che si è detto entusiasta dell'impegno di Africa Mission e del contributo dato fino ad oggi dai procidani, e il discorso dell’Imam Pallavicini che ha auspicato sul ricordo di san Francesco un dialogo sempre più fraterno fra Cristiani e Musulmani.

Foto ricordo dell'Imam con la sua famiglia e Angelo Costagliola e Michele Aurelio volontari procidani di Africa Mission


A cura dell’Associazione Culturale Isola di Graziella
servizio fotografico di Antonio Lubrano

SOLO MIO di Antonio Nocerino


SOLO MIO

di questa mano distesa
ad accarezzare l'acqua del mare
l'indice che guarda
                 il punto di sud est
così denominato
                    punta di Pizzàco
è percorso da una piccola carraia
da poco divenuta
                     quasi strada
si apre sul curvone
                    a via De Gasperi
e subito va giù
             seguendo mano destra
a sinistra
apre con una villa antica
con in cima
           un tempietto bianco
prosegue poi
              con muro alto di cinta
sulla destra c'è un cancello
                  che guarda verso il mare
una prima villetta appena dopo
      ancora un'altra e un'altra ancora
e dopo ancora una villetta
                        c'è finalmente casa mia
l'ultima la più piccina
scavata nella roccia sotto la casa sovrastante
è piccola ma giusta
per due ormai sopra i sessanta
il cancello d'ingresso
   dà sul vialetto di mattoni cotti
con ai lati panche in muratura
       protetto da un bianco colonnato
che dà tono nobile
                  a tutto il belvedere
sul fondo in muratura
               una bianca balaustra
che imita per forma
                    l'onda del mare
che vista mozzafiato
       si gode aperta verso il mare
ove mi trasecolo
                 ove vorrei morire
scavata nell'aureo tufo
      v'è una scala che conduce in basso
fino alla piattaforma
               lambita dall'azzurro mare
è qui che io rinasco
              e volo e strido coi gabbiani
e qui che io ringiovanisco
                  e salto l'onda coi delfini
è qui che sento mio il mio corpo
                       carezzato dallo smeraldo amico
e nel suo profondo
            carezzo un ippocampo verde
col codino abbarbicato all'alga
e se un mitilo rompo
          donzelle e pesciolini colorati
fanno a gara
         per rubarlo alle mie mani
sembra un sogno
              eppure è vero
io sono fortunato
            perché vivo qui
e il mondo tutto intorno
                    mi sembra tutto
SOLO MIO

Antonio Nocerino
          

mercoledì 6 novembre 2013

Procida nell'anticamera dello sfascio

Procida così come la vedevano i detenuti nelle celle dell'antico Carcere borbonico
Riteniamo grave la situazione economica del Comune di Procida e tale essa si presenta oggi dopo la non approvazione da parte del Ministero dell'Interno del Piano di Riequilibrio Finanziario pluriennale.
Quali sono i motivi della non approvazione?
La relazione giunta al Comune da Roma, molto tecnica, mette in evidenza prima di ogni altra cosa la grande  massa passiva  di oltre sette milioni di euro. 
Praticamente siamo "sotto" di  una cifra esorbitante, la qualcosa dovrebbe mettere in allerta tutti i procidani. 
Poi vengono segnalati una non corretta rappresentazione del saldo e il fatto che l'intera massa passiva sia ripianata sostanzialmente con dismissione di immobili comunali. Si pensa  di coprire i debiti vendendo tutto.
Infine  viene precisato che il Comune non ha prodotto una idonea documentazione atta a provare l'attendibilità delle entrate.
Pertanto il Ministero chiede al Comune precise informazioni sugli andamenti di cassa, sulle analisi dei residui, sui debiti fuori bilancio e sulle passività potenziali. 

Diciamo subito che abbiamo sempre considerato l'aspetto economico il primo e fondamentale aspetto della vita amministrativa e più volte abbiamo sollecitato il Sindaco, attraverso le pagine di "Espressioni", vista la drammaticità della situazione, a coinvolgere attivamente la Minoranza,  relativamente  a questa fase di riequilibrio finanziario. Se la casa brucia è necessario il contributo di tutti per spegnere il fuoco.
Purtroppo, non comprendiamo il motivo politico per cui ancora una volta la Maggioranza, pur avendo avuto dalla Minoranza piena e responsabile disponibilità a redigere il pieno finanziario insieme, ha tenuto fuori la Minoranza nella fase di preparazione del bilancio ed ha presentato la proposta in Consiglio Comunale solo alla vigilia dello stesso, senza il coinvolgimento operativo di tutti i Consiglieri.

Siamo ben coscienti che anche Procida risente della crisi politica a livello nazionale. Ma qui sull'isola o ci salviamo tutti o tutti periremo. Un eventuale dissesto finanziario graverebbe su tutte le famiglie procidane e non solo sulle famiglie che hanno votato la Maggioranza attuale.
Inoltre,  i partiti in Italia, che pure hanno avuto un'importanza all'inizio della vita democratica, oggi si rivelano incapaci di favorire la partecipazione collettiva al bene comune. Un Sindaco, un Presidente della Regione, che non considera i Consiglieri di Minoranza suoi Consiglieri ma controparte, è ormai fuori dalla Storia. Prevalgono gli scontri di parte e le contrapposizioni a tutto danno della collettività. E questo avviene anche tra noi e, per una piccola isola di 3,7 kmq  rappresenta l'anticamera dello sfascio. 

Vogliamo augurarci che dopo questa batosta della non approvazione del bilancio, ci sia da parte del Sindaco e della Maggioranza un atto di umiltà politica e che, considerata la gravità della situazione, Maggioranza e Minoranza, almeno per il bilancio, possano sedere insieme ad uno stesso tavolo per riaprire gli atti e verificare come portare Procida fuori dal guado.  
Si aprirebbe così un modo nuovo di vivere la politica sull'isola, soprattutto quando bisogna decidere su problemi vitali da cui dipende il futuro dell'isola, oggi la situazione economica domani il problema dell'utilizzo di Terra Murata o la difesa ambientale dell'intera isola. 
Lo affermava sempre il compianto Sindaco Mario Spinetti quando coinvolgeva, prima di ogni decisione definitiva, la Minoranza ed anche le categorie dei cittadini.

a cura dell'Associazione Culturale Isola di Graziella

sabato 2 novembre 2013

La Scuola tra difficoltà e aspettative

La Scuola Media Capraro in via Flavio Gioia - Procida
Procida vive oggi uno dei momenti più drammatici della sua storia. Lo dicono le tristi vicende di politica economica  che fanno ancora registrare  7 milioni di euro di massa passiva, lo dicono le tasse esosissime, la vendita di tutti i beni immobili comunali, la vendita del porto, un traffico da paranoia, un turismo che non decolla, esercenti che chiudono, giovani che vanno a cercare il lavoro all'estero in quanto anche trovare un imbarco oggi è diventato difficile. 
A questo si aggiunge un degrado sociale e umano di grossa portata; droga tra i giovani e adulti, crescente uso dell'alcool, famiglie in crisi, e per finire l'incremento altissimo delle sale del gioco. 
I più colpiti sono i giovani i quali vedono davanti a loro un futuro nero ed operano una netto taglio con gli adulti in uno scontro intergenerazionale forte. 
Infatti vediamo che la vita associativa dei giovani si svolge prevalentemente lontana dagli adulti, e questo rappresenta un ulteriore dramma. 
Lo ripete ancora oggi Aldo Masullo: I giovani sono il futuro, gli adulti rappresentano l'esperienza; futuro ed esperienza devono camminare insieme altrimenti quella società è destinata a fallire miseramente.
L'unica speranza allora resta la Scuola e in particolare la Scuola Superiore dove per gli adulti ancora è possibile condividere con i giovani luoghi, tempo, conoscenza e cultura, professionalità ed esperienza. 
Sono gli insegnanti che possono dare la fiducia a questi nostri giovani, che possono tirarli fuori dalle cadute pericolose, che possono far loro scoprire la bellezza della vita, che possono spronarli a credere maggiormente il loro stessi, e trasmettere l'onestà, il coraggio, la lealtà, la solidarietà, il senso di responsabilità, la legalità, il senso di partecipazione attiva alla costruzione della città, il recupero ambientale.
Ma la Scuola per poter assolvere a questo compito e lasciare il segno nella vita dei giovani (insegnante vuol dire proprio lasciare il segno) ha bisogno dell'aiuto della società civile, delle istituzioni in primo luogo, delle associazioni tutte, delle famiglie, per dar vita a quella agognata comunità educante di cui tanto si è parlato nel passato. Non può agire isolatamente.
Tutti i lavori sono importanti ma pensiamo che gli insegnanti siano stati spesso ingiustamente sottovalutati. Se la Scuola non funziona la società è in pericolo, perché essa è la prima esperienza sociale dell'uomo fin da quando va all'asilo, e un'esperienza negativa a scuola può segnare un bambino o un giovane per tutta la vita. 
Dovremo essere tutti estremamente grati verso quelle persone che scelgono di lavorare nella Scuola, un lavoro importante e difficile che richiede grandi motivazioni e forti  ideali.

a cura  dell'Associazione Culturale Isola di Graziella