martedì 23 aprile 2013

L'arte di costruire i Misteri va insegnata alle nuove generazioni

Salvatore Amalfitano, Presidente dell'Associazione I Ragazzi dei Misteri 


Un fatto nuovo e di grande civiltà per Procida è la non distruzione dei Misteri della processione del Venerdì Santo, grazie all’impegno delle Associazioni che lavorano alla preparazione di questi Misteri e che successivamente li espongono in Mostra. Dopo aver visitato la bellissima Mostra inaugurata il 20 aprile scorso a Terra Murata nella Chiesa di Santa Margherita Nuova dall’Associazione I Ragazzi dei Misteri, abbiamo rivolto alcune domande al Presidente dell’Associazione, Salvatore Amalfitano.

So che partecipi all’associazione I Ragazzi dei Misteri fin dall’inizio.
Sì, sono stato uno dei soci fondatori.

E prima di Natale sei stato nominato Presidente.
Come da Statuto ogni due anni si rielegge il presidente. Questa volta il cambiamento è avvenuto prima per le dimissioni del Presidente  che mi ha preceduto, Giuseppe Comito.

Cosa è stato per te vivere questa esperienza?
Fin da quando l’abbiamo fondata, ritenevo il mio impegno in essa come qualcosa di vitale, che riguardava la mia vita, la mia cultura, le mie tradizioni. Sentivo fortemente che bisognava far qualcosa per conservare intatta questa tradizione del Venerdì Santo così radicata nella vita di noi giovani, una tradizione così piena di valori positivi. Primo fra tutti il valore della socialità, un valore importantissimo per capire che siamo chiamati a vivere insieme a star bene insieme , a progettare e creare qualcosa di buono per il paese, ma insieme. Poter trasmettere questi valori anche ai bambini più piccoli è qualcosa di straordinario.

Ma il vivere insieme non è facile. E’ un’arte speciale che va insegnata.
Non è facile perché ci scontriamo spesso tra noi per le diversità di pensiero. Lavorando però ho sempre pensato che le diversità sono necessarie. La vita sarebbe piatta se tutti avessimo le stesse idee. Purtroppo c’è abitudine a lottare l’idea diversa  e non ad accoglierla come il contributo che ognuno può dare per risolvere un problema o per far meglio. Importante è il confronto nel dialogo, un confronto anche acceso talvolta, ma confronto e non lotta. Importante alla fine è arrivare a un’idea condivisa. Se invece ognuno pensa che solo la propria idea è quella buona, allora nasce la società dei monopoli esclusivi che porta inevitabilmente agli scontri e a contrasti insanabili.

Oltre alla processione del Venerdì santo vi siete cimentati anche in altre manifestazioni.
Sempre, però, nel campo della creazione  e della scenografia. Tutte le volte che il Comune ci ha chiesto collaborazione per la Sagra del Mare o altre manifestazioni abbiamo messo a disposizione le nostre capacità tecniche ed artistiche.

So che siete un’associazione di volontariato non profit. Eppure ultimamente sono circolate voci  diffamatorie su di voi.
Ci ha fatto molto soffrire che qualcuno abbia messo in giro tali voci, e che parte della popolazione, senza verificare, ha considerato vere queste dicerie che avevano solo uno scopo diffamatorio. Questo purtroppo della diffamazione, delle lettere anonime, del denigrare il lavoro degli altri è una piaga della nostra isola che dobbiamo combattere, prima di tutto educandoci a valorizzare gli altri e non solo noi stessi, e poi non ricorrendomi a questi metodi.
Non abbiamo mai fatto qualcosa per guadagnarci. E’ contro lo spirito dell’Associazione di volontariato. I contributi che ci sono stati offerti sono sempre stati volontari e li abbiamo sempre investiti per la vita dell’associazione e per i suoi scopi. Per esempio fra le accuse c’era quella relativa ai bambini dei laboratori, ai quali avremmo chiesto 50€ a testa. Niente di più falso. I genitori hanno liberamente voluto offrirci alla fine un contributo che noi abbiamo messo a disposizione dei laboratori stessi. E per far le cose con trasparenza abbiamo rilasciato normale ricevuta e tutto è stato registrato.

Chi vi ha dato la forza di non soccombere a tali accuse infamanti.
Gli ideali che ci hanno spinto a creare l’associazione: stare insieme e fare qualcosa di bello per gli altri e per la nostra isola. Tra soci e simpatizzanti, compresi i bambini, siamo in 400 . E la quota annuale per i grandi è di 10€ .

Avete poi iniziato l’esperienza dei laboratori. So che è stata un’esperienza molto bella e costruttiva che ha coinvolto molti ragazzi e anche alcune famiglie.
E’ però un’esperienza in crescita. Ed è giusto che sia cosi. Dobbiamo, lavorando sul campo, conquistarci la fiducia e la stima dei ragazzi e dei loro genitori. La nostra vuole essere soprattutto un’esperienza educativa, e solo quando i genitori si rendono conto di questo, essi diventano nostri collaboratori. Tutto è cominciato 3 anni fa con i primi laboratori per ragazzi da 6 a 12 anni. Ogni membro dell’Associazione si prende cura di uno o più gruppi di ragazzi per realizzare un mistero. Logicamente ci avvaliamo del sostegno e della necessaria collaborazione di quei genitori che si rendono disponibili. Facciamo una seduta a settimana e poi iniziamo le lezioni pratiche, insegnando le prime tecniche di lavorazione del legno, a partire dal taglio dei murali alla costruzione della tavola base; infine l’uso della cartapesta e del polistirolo.

Dove avviene tutto questo?
Nella “Cittadella dei Misteri” a Terra Murata. E i ragazzi vengono con piacere ed entusiasmo. Quest’anno abbiamo avuto 300 ragazzi e su 51 misteri che sono sfilati in processione, 37 provenivano dalla nostra Associazione, di cui 21 provenivano dal lavoro dei laboratori con i più piccoli.

Ed oggi presentate la 9 edizione dei Misteri in Mostra nello spazio di Santa Margherita Nuova a Terra Murata. Come siete riusciti ad avere questi meravigliosi spazi, ormai chiusi da anni.
Non è stato facile. Prima abbiamo chiesto al Comune l’uso del locali e degli spazi esterni. Ci è stata risposto che la nostra richiesta sarebbe stata valutata. Infine ci sono stati accordati 30 giorni, ma con due interruzioni di un giorno per due eventi culturali del Comune, il 5 maggio e il 9 maggio. Pertanto dovremo con un po’ di fatica interrompere due volte la Mostra e togliere tutti i misteri e poi riportarli.

C’è stata partecipazione dei cittadini alla Mostra?
Moltissimi procidani ed anche tanti ospiti sull’isola  sono venuti in questi primi giorni a visitare la Mostra. E da tutti sono venute parole di congratulazione e di incoraggiamento. Lo testimonia il registro delle firme e quanto hanno scritto i visitatori. Siamo stati molto felici nel giorno dell’inaugurazione della presenza del Sindaco Vincenzo Capezzuto  e di  Fabrizio Borgogna che  è stato sempre con noi fin dalla nascita dell’associazione sostenendoci e valorizzando il nostro lavoro, anche quando le difficoltà non sono mancate. Gradiremmo anche le visite delle scolaresche, dalle Elementari alle Superiori. Sarebbe sicuramente un’esperienza positiva per noi e spero anche per loro.

L'esposizione dei Misteri all'interno della Chiesa di Santa Margherita Nuova
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lunedì 22 aprile 2013

A Procida occorre preparare i giovani a una politica sana

Aniello Scotto di Santolo



Riportiamo qui di seguito una lunga intervista al Consigliere Comunale di Minoranza 
Aniello Scotto di Santolo, già candidato Sindaco della lista “Insieme per Procida"

Si era parlato nell’ottobre 2012 di tue  dimissioni, quanto c’era di vero in questa notizia?
Non ho mai taciuto agli amici che ci sarebbe potuto essere un passaggio di consegne nell’ottica del rinnovamento. Era in qualche modo implicito anche nella scelta fatta dopo le elezioni di eleggere  Dino Ambrosino come capogruppo di Insieme per Procida.

In realtà ci sono state le tue dimissioni da Presidente della Commissione Trasparenza. Ce ne puoi parlare?
In effetti tali dimissioni sono state causate dalla impossibilità della Commissione di avere accesso agli atti delle Società Partecipate del Comune ( Isola di Procida Navigando. SAP, SEPA, EVI) , e quindi, dalla impossibilità di controllare la trasparenza delle procedure e degli atti inerenti la gestione di tali società.

Con quali conseguenze politiche?
Tale diniego da parte dell’Amministrazione Comunale, ha reso impossibile alla Commissione Trasparenza di operare, e pertanto, dopo aver denunciato a tutti i Gruppi Consiliari tale situazione e dopo che il gruppo consiliare di “Insieme per Procida” ha fatto la stessa denuncia alla Corte dei Conti ed alla Prefettura, senza avere avuto alcun riscontro, ritenendo che in tal modo non potevo svolgere la funzione di controllo della trasparenza negli atti, ho rassegnato le mie dimissioni.

E oggi tale Commissione ha ripreso a funzionare?
Dopo circa 3 mesi dalle mie dimissioni, il Presidente del Consiglio non ha ancora posto all’O.d.g. la votazione per l’elezione della nuova Commissione Trasparenza. Perché? C’è qualcosa da nascondere? Ritengo che  tale atteggiamento della maggioranza è, politicamante, di estrema gravità.

Quanto la sconfitta elettorale pesa sulla vostra azione politica?
Moltissimo. Se avessimo vinto, iniziava una stagione nuova per Procida; avremmo attivato una partecipazione attiva della comunità alla vita della cosa pubblica e l’avremo fatto a partire dal Consiglio Comunale.  La sconfitta è stata pesante per 2 motivi: 1)  perché determinata da solo  80 voti; 2)  perché generata da una terza lista, candidato Sindaco Mariano Cascone e capolista Salvatore Costagliola, che di fatto ha tolto voti ad uno schieramento di opposizione a Capezzuto-Muro, consentendo in tal modo la vittoria degli stessi. Attualmente sia Cascone che Costagliola militano nelle fila del il FLI insieme a Luigi Muro. Quei cittadini che hanno votato “La Svolta” pensando di appoggiare una lista alternativa a Capezzuto, hanno ottenuto il risultato opposto.

So che non è facile portare avanti il lavoro di Minoranza.
Di fronte ad una Maggioranza che intende la democrazia “a suo uso e consumo” c’è ben poco da fare. Prima c’era il CORECO al quale si poteva ricorrere. Oggi, di fronte a chiare omissioni e irregolarità, non ci resta che  ricorrere alla Corte dei Conti, alla Prefettura, alla Magistratura, al Ministero degli Interni ed alla Regione. E questo lo stiamo facendo e continueremo a farlo. E’ l’unica possibilità che abbiamo, ma non sempre si hanno  risposte, vedi Commissione Trasparenza.

Ma ci sono stati anche risultati positivi.
Sì è vero, per esempio, sul problema SEPA, su quello della Commissione Urbanistica, quella dei lavori della Idroambulanza, ed altri... Problemi risolti grazie all’intervento esterno a Procida, sollecitato e voluto dal gruppo politico “Insieme per Procida”.

Qual è l’irregolarità più grande dell’attuale Maggioranza?
In una democrazia matura si ascolta la Minoranza con spirito costruttivo ed alla ricerca di un arricchimento culturale e per dare risposte concrete alle necessità dell’intera cittadinanza. Purtroppo, come dicevo prima, ancora oggi ci negano la visione degli atti, si convocano le commissioni 24 ore prima dei consigli comunali, giusto per poter dire che un tale argomento è stato discusso in commissione, mentre di fatto la maggioranza in tali riunioni comunica quanto già deciso in precedenza.

Il lavoro delle Commissioni purtroppo risulta oggi completamente inutile, per come viene gestito, ma questo non solo a Procida.
Figurati che in un Consiglio, l’impianto deliberativo su contenziosi complessi che durano da anni, come per esempio quello dei Giardini di Elsa, è pervenuto alla Minoranza solo 24 ore prima dell’inizio del Consiglio, e questa è una prassi consolidata dell’Amministrazione Comunale per tutti gli argomenti scottanti. Questo significa per me mancanza di rispetto nei confronti dell’opposizione, ma soprattutto nei confronti di quei cittadini che hanno espresso la Minoranza; e ti dirò di più,  la maggior parte dei consiglieri di maggioranza non hanno alcuna conoscenza delle problematiche che vengono portate in discussione in C.C. Lo ha rivelato, imprudentemente, lo stesso Presidente del Consiglio Luigi Muro nell’ultimo C.C. relativamente al bilancio di riequilibrio approvato, quando ha affermato, che i consiglieri della maggioranza  avevano avuto modo di prendere visione di tale bilancio solo una volta 24 ore prima, mentre l’opposizione era stata fortunata avendo avuto l’opportunità di vedere tale bilancio per ben due volte, 24 ore prima e lo stesso giorno del Consiglio.

Quale aspetto in politica secondo te genera equivoci, ed apre la strada a vere e proprie derive democratiche?
Il primo aspetto è la compromissione tra cittadini ed amministratori; tale aspetto toglie al cittadino la libertà di una scelta oculata dei propri amministratori. Inoltre, come diceva Dossetti, Padre della Costituzione, l’impegno politico non deve durare 20-30 anni, anche perché bisogna creare l’alternativa, formare le nuove generazioni,  preparare i giovani ad un politica sana, ossia ad un impegno non di carriera, ma capace di offrire il proprio servizio gratuitamente, senza guadagnarci, e per un limitato periodo di tempo della propria vita.

Ma questo è un problema nazionale.
Certamente, nazionale e locale. Noi qui ci troviamo ormai da anni in una “sorta di dittatura” dovuta a politici che  pensano di dover amministrare all’infinito, che purtroppo con la loro obsolescenza e il loro sistema di compromissione del cittadino hanno distrutto il Comune di Procida.Questo oltre ad essere dannoso per la politica è anche  soprattutto senza futuro sia per la politica che per il paese.
Logicamente non penso che dire “giovane”  significhi automaticamente  dire “nuovo”. Il “nuovo” è  semmai quello che dicevo prima, partecipare alla vita politica per un determinato periodo  per migliorare il paese, senza chiedere nulla in cambio. Le indennità dovrebbero essere eliminate o ridotte a rimborso spese.

Ma spesso sono i cittadini che chiedono qualcosa ai politici in cambio del voto.
Le persone che ricorrono ai politici per un tornaconto personale sono i primi corruttori della politica, in quanto non saranno mai liberi di osservare criticamente il “politico amico” quando sbaglia. Per fortuna c’è una grande moltitudine di persone che crede nell’onestà, nella giustizia, nella legalità, nel rispetto dell’ambiente, in un'economia equa…Solo puntando su questi valori potrà esserci rinnovamento.

Quali sono a tuo parere i problemi più gravi che frenano oggi lo sviluppo di Procida.
Tanti e lo abbiamo già detto nel passato… La cosa più grave, lo ripeto, è la mancanza di rispetto per la cittadinanza che non viene messa nella condizione di partecipare attivamente alle scelte politiche per il paese. Bisogna confrontarsi di più con i cittadini, tenere più in conto le opinioni dei cittadini, valorizzare il loro impegno, indipendentemente dalla loro appartenenza politica.  Inoltre è un'offesa grande alla vita democratica il mancare di rispetto alla Minoranza alla quale, come nel nostro caso,  non si dà la possibilità di vedere gli atti.

Quale aspetto della vita politica metteresti al primo posto?
Quello che ci indica la Costituzione: il lavoro e lo sviluppo economico. Un’ Amministrazione deve pensare in primo luogo allo sviluppo economico nell’isola, a sostenere e promuovere con precise ordinanze e delibere il lavoro di tutti e in modo speciale quello degli operatori commerciali e turistici. Un esempio per tutti, che mi ha lasciato perplesso Il Comune, con il voto contrario dell’opposizione, indice una “gara di manifestazione di volontà” per la gestione del Porto di Procida. Vince la gara il Consorzio Chiaolella con un’offerta di  circa 3 milioni di euro, il Comune revoca la gara  ritenendo non congrua la somma e oggi si rifarà una nuova gara e quasi certamente  le quote finiranno nelle mani di non procidani.

Si può cambiare registro, e come?
Fare politica a Procida è molto duro, per il clima di conflittualità e di antagonismo che si respira nella Casa comunale. Ciò nonostante bisogna andare avanti. Un esempio: nell’ultimo Consiglio, dopo che nella precedente seduta del 19/novembre/2012, prendendo atto della gravissima crisi finanziaria del Comune, per il bene dell’isola, approvammo all’unanimità (Maggioranza e Minoranza insieme!!!) la volontà di fare un piano di riequilibrio (Pre-dissesto finanziario) dichiarando ufficialmente la nostra disponibilità a redigere  insieme alla Maggioranza il Piano di riequilibrio richiestoci dalla normativa vigente. Purtroppo – dico questo con profonda amarezza - ci siamo trovati con un Piano di riequilibrio  preparato senza il nostro contributo e datoci in lettura solo 24 ore prime. Abbiamo espresso voto contrario e siamo stati, questa volta, confortati in questa scelta dal voto di Cascone e da quello di  un Consigliere di Maggioranza.

Quali sono gli aspetti più negativi di questo piano di riequilibro approvato a maggioranza senza il vostro consenso?

Come affermavo prima, non ci è stata data la possibilità di approfondimento degli atti, ma per quanto rilevato, innanzitutto il riequilibrio viene fatto sempre nello stesso modo e cioè vendendo i beni del Comune ed inoltre, dalla nostra analisi, risultavano mancanti una serie innumerevole di debiti fuori bilancio. Ciò significa che se il piano di riequilibrio viene approvato nelle sedi competenti, successivamente ci si troverà con debiti non previsti nel bilancio, per cui si continuerà a non avere bilanci reali. 

Vedi lontana la rinascita?
Tante volte bisogna toccare il fondo per risalire, anche se tocccare il fondo porta con sé pericoli , e il pericolo più grande oggi è che  si perda totalmente la fiducia nella democrrazia
Ripongo in questo momento la mia speranza nelle Scuole, nelle Parrocchie, nelle Associazioni  che devono insieme alle famiglie  formare i giovani ai valori forti, ad essere generosi, altruisti, solidali e pensare al bene degli altri, a studiare molto, a progettare… La speranza è frutto di un nuovo impegno. Formare giovani capaci di vivere per un ideale di giustizia, di gratuità, di ricerca del bene comune, di lotta al clientelismo. Oggi la cattiva politica ha distrutto tutto questo ed ha distrutto la speranza.   Bisogna ritornare a questi valori.

All’inizio della consiliatura avevate offerto al Sindaco un apporto concreto per informatizzare  tutta la macchina comunale. Sembrava a tutti un passo importante per la trasparenza amministrativa e per la rapidità delle risposte da dare ai cittadini.

Sì, inizialmente avevamo proposto al Sindaco questa nostra disponibilità, essendoci tra noi  esperti in tal campo. Ma non ci è stato più stato chiesto. Solo ultimamente, da parte del nuovo assessore Capodanno e del Sindaco,  ci è stata formulata ufficialmente in Consiglio Comunale tale  richiesta di collaborazione, e noi come gruppo abbiamo deciso di rispondere positivamente perché è un bene che rimarrà ai cittadini, al di là di chi amministra. Logicamente presenteremo un progetto chiaro, con elementi di efficienza tecnica ed amministrativa, che faremo conoscere anche ai cittadini.

Mi sembra un atto di responsabilità e una grande novità politica.
I procidani devono sapere che lì dove c’è il bene comune da portare avanti non ci siamo mai rifiutati. Anzi più volte abbiamo offerto alla maggioranza  una collaborazione. Se la casa comune  brucia, ci diamo tutti da fare per spegnere l’incendio, Maggioranza e Minoranza insieme. Pertanto, come ho accennato prima, considerando che  per l’aspetto economico stavamo in cattive acque, abbiamo offerto la disponibilità a lavorare insieme al bilancio. Ma la maggioranza  ha sempre respinto la nostra offerta, come pure ha respinto  la nostra offerta di collaborazione  per Terra Murata. Questa volta, invece, per l’informatizzazione  al Comune, ha accettato la nostra proposta. Speriamo che sia solo l’inizio di un cambiamento di linea politica



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L'esposizione dei Misteri a Santa Margherita Nuova



L’Associazione “I Ragazzi dei Misteri” ha inaugurato sabato 20 aprile 2013 presso i locali di Santa Margherita Nuova a Terra Murata la 9 edizione dell’esposizione dei Misteri, che quest’anno è stata rivolta essenzialmente ai Misteri preparati dai ragazzi delle scuole dell’obbligo con i quali si sono realizzati degli interessanti laboratori durante l’anno e  che hanno prodotto ben 21 Misteri. L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Procida.
L’esposizione è particolarmente bella. Sorprende la cura nell’allestimento in uno scenario di incomparabile bellezza, ma soprattutto colpiscono questi lavori fatti dai ragazzi con tanta armonia e precisione.
Ogni Mistero è curato nei particolari ed esprime con forza un contenuto di fede e di vita. L’intreccio tra forme e colori, in mirabili costruzioni simboliche o realistiche, dona suggestioni visive di grande impatto e colpiscono l’occhio e il cuore del visitatore.
Si avverte che c’è stato dietro ad ogni Mistero un lavoro paziente, fatto di dedizione e passione, in uno scambio reciproco di capacità e di idee, che ha saputo ricreare  nel lavoro compiuto quell’atmosfera di sogno e di speranza che la Processione di Venerdì Santo ancora evoca.
Nel vedere oggi questi Misteri, non più trascinati a braccio lungo le strade dell’isola, ma fermi e incastonati nello spazio antico e nuovo di Santa Margherita, ne cogliamo tutta la loro forza creativa e la loro fantastica proiezione in un tempo metastorico, dove l’antico diventa il presente e il presente accende di luce quel passato di storia, di fede e di tradizioni.

Pasquale Lubrano Lavadera
 
 
 
Nelle foto alcune immagini dell'esposizione della Mostra a Santa Margherita Nuova
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martedì 16 aprile 2013

L'albero generoso


Shel Silverstein, L'Albero, Salani Editore


C'era una volta un albero che amava un bambino.
Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.
Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato al suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino.
Quando era stanco, il bambino si addormentava all'ombra dell'albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna nanna.
Il bambino amava l'albero con tutto il suo piccolo cuore. E l'albero era felice.
Ma il tempo passò e il bambino crebbe.
Ora che il bambino era grande, l'albero rimaneva spesso solo.
Un giorno il bambino venne a vedere l'albero e l'albero gli disse:
"Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice".
"Sono troppo grande ormai per arrampicarmi sugli alberi e per giocare", disse il bambino. "Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?".
"Mi dispiace", rispose l'albero "ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, e va' a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice".
Allora il bambino si arrampicò sull'albero, raccolse tutti i frutti e li portò via.
E l'albero fu felice.
Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare... E l'albero divenne triste.
Poi un giorno il bambino tornò; l'albero tremò di gioia e disse:
"Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami e sii felice".
"Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi", rispose il bambino. "Voglio una casa che mi ripari", continuò. "Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi danni una casa?".
"Io non ho una casa", disse l'albero. "La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice".
Il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa. E l'albero fu felice.
Per molto tempo il bambino non venne. 
Quando ritornò, l'albero era così felice che riusciva a malapena a parlare.
"Avvicinati, bambino mio", mormorò "vieni a giocare".
"Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare", disse il bambino.
"Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?".
"Taglia il mio tronco e fatti una barca", disse l'albero. "Così potrai andartene ed essere felice".
Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire. 
E l'albero fu felice... ma non del tutto.
Molto molto tempo dopo, il bambino tornò ancora.
"Mi dispiace, bambino mio", disse l'albero "ma non resta più niente da donarti... 
Non ho più frutti".
"I miei denti sono troppo deboli per dei frutti", disse il bambino.
"Non ho più rami", continuò l'albero "non puoi più dondolarti".
"Sono troppo vecchio per dondolarmi ai rami", disse il bambino.
"Non ho più il tronco", disse l'albero. "Non puoi più arrampicarti".
"Sono troppo stanco per arrampicarmi", disse il bambino.
"Sono desolato", sospirò l'albero. "Vorrei tanto donarti qualcosa... ma non ho più niente. 
Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto...".
"Non ho più bisogno di molto, ormai", disse il bambino. "Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco".
"Ebbene", disse l'albero, raddrizzandosi quanto poteva "ebbene, un vecchio ceppo è quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati".
Così fece il bambino.
E l'albero fu felice.

Shel Silverstein  (1939-1999)

Procida ci offre alberi, mare, spiagge... per vivere felici!
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Procida: Chi gestirà il nostro Porto Turistico a Marina Grande?

Procida: il Porto Turistico a Marina Grande



La storia  del porto turistico di Procida è lunga e complessa. Purtroppo  molto presto esso sarà in mano ai privati non procidani. E questa grande risorsa non porterà utili nelle tasche dei procidani ma della società privata “Mare 2” . Già nel 2008 la stampa si era interessata ella vicenda del nostro porto. Dal Corriere del Mezzogiorno, infatti, leggiamo: “Il Comune di Procida mette in vendita il 49% delle azioni del nuovo porto turistico Sancio Cattolico. Che fino a ieri era il suo vanto.”
All’epoca si disse «La nostra Fiat garantirà sviluppo e lavoro per almeno quattro generazioni»: così si disse, ma, probabilmente, a Palazzo, pochi se ne ricordano. L’obiettivo, naturalmente, è fare soldi e dare ossigeno ad un bilancio gravato di debiti. Ma basta questo a giustificare l’operazione? Quanto vale il 49% di un porto turistico che ospita 491 barche e potrebbe avviare un work in progress molto ricco?”
Ormai la vertenza è al capolinea. Anche perché è subentrata alla società regionale “Campania Navigando” una società privata la “Mare 2” che ha prelevato tutte le quote di Campania Navigando. Pertanto la società  che gestisce oggi il porto di Procida è composta da “Mare 2”  al 51% e dal Comune al 49%. Ora basterà che “Mare 2” aumenti il capitale; il Comune non potrà stargli dietro, e quindi la quota di Procida sarà automaticamente svalutata.
Rivolgiamo ai nostri Amministratori alcune domande che esprimono la nostra preoccupazione per questa vicenda non secondaria per lo sviluppo economico dell’isola.

Come è possibile che un Ente Pubblico come “Campania Navigando” si faccia assorbire da un privato senza che venga rispettato il ruolo pubblico degli altri soci, in questo caso il ruolo del  Comune di Procida?

E’ vero che il porto è proprietà demaniale della Regione, ma Procida come ha  avuto il porto in concessione per  la costruzione del porto turistico, perché non potrebbe avere oggi anche la gestione? 

Per una decisione così importante che poteva cambiare la storia economica dell’isola non era doveroso da parte degli Amministratori interpellare  gli operatori turistici e commerciali, le associazioni, le categorie tutte e con loro capire il da farsi? 

Come mai gli Amministratori di Procida nel 2003, quando è cominciata la vicenda, non hanno scatenato insieme ai cittadini un putiferio per impedire le scelte regionali che andavano a discapito di Procida?

Come è possibile che un società privata subentri ad un Società pubblica ed  impedisca  il diritto dell’imprenditoria locale  alla gestione del porto? 

Se “Mare 2” acquisterà tutte le quote del porto, chi le impedirà, nel futuro,  di pretendere la gestione di Chiaiolella, Corricella e delle altre baie?

E’ giusto che i nostri Amministratori, dopo aver indetto una gara di  manifestazione di volontà per l’acquisto del 49% delle quote del Comune per la gestione del porto, vinta dal nostro Consorzio Chiaiolella,  hannp azzerato tutto ritenendo non congrua la cifra offerta ?
Pasquale Lubrano Lavadera

Procida: alcune barche ormeggiate a Marina Grande
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lunedì 15 aprile 2013

La Scuola deve fortificare la personalità degli alunni - L'intervista a Maria Saletta Longobardo

La Dirigente dell'Istituto Superiore e delle Elementari Maria Saletta Longobardo



Maria Saletta Longobardo è oggi Dirigente anche delle Scuole Elementari di Procida. Non possiamo che gioire alla notizia, anche se comprendiamo la mole di lavoro che sarà costretta ad affrontare.  Non da sola, per fortuna, ma con  un gruppo di maestre che sappiamo ben collaudato e dotato di grandi risorse. L'auspicio è che la Scuola di Procida, in tutte le sue diramazioni, come già ebbe a dire la Longobardo in un'intervista, che qui di seguito riportiamo,  sia sempre più a fianco delle famiglie  per formare e orientare i nostri giovani.


 
La scuola non vive oggi un momento felice. Grandi tagli nel personale e nei finanziamenti.

L’emergenza che viviamo nella scuola è soprattutto emotiva. I tagli operati tolgono le risorse e contemporaneamente l’entusiasmo ai Collegi dei Docenti, alPersonale ATA. E senza entusiasmo e passione, nella scuola è difficile ottenere buoni risultati. Qualche volta ho sentito un certo risentimento in alcuni docenti: Il Governo, il Ministro non meritano il nostro impegno…Penso che si possa non credere nel Ministro o nella linea di un Governo ma dobbiamo fare il massimo dello sforzo per continuare a credere in noi stessi, nel ruolo professionale rivestito che esige un quotidiano impegno per le giovani generazioni.

Il filosofo napoletano Aldo Masullo considera la netta separazione  e distanza tra adulti e giovani uno degli elementi fondamentali della crisi delle nostra comunità. Una sua frase: “Senza adulti non c’è progetto, senza giovani non c’è futuro!”
Purtroppo anche nella Scuola si acuisce lo scontro generazionale. Ti sembra superabile questa fase critica  e in che modo?

Per mia natura  sono ottimista e vedo il bicchiere sempre mezzo pieno e non mezzo vuoto. Per cui  vedo superabile questa crisi  di rapporti tra le generazioni. E’ necessario però parlare con i giovani, confrontarci con loro, proporre iniziative…Credo che questa sia la strada migliore. Dire anche no alle loro richieste ma sempre spiegare le motivazioni di quel no. Guadagnare la fiducia dei giovani sapendo che non è cosa scontata e poi, cosa non trascurabile, quando noi adulti sbagliamo dobbiamo saper ammettere l’errore. In tal modo si cresce insieme. In questi giorni ho incontrato  gli alunni alle prese con che le liste per le elezioni degli organi collegiali e con lo sciopero contro le riforme: erano un po’ sfiduciati per lo scarso interesse dei coetanei. Del resto lo scarso interesse per le problematiche politiche attuali è un fenomeno comune al mondo adulto…Trasformare queste occasioni in opportunità significative per affacciarsi nel campo delle responsabilità e decisioni non è semplice e non bisogna scoraggiarsi. 

Il regista Ermanno Olmi dice che se la Scuola in tutto quello che fa non dà gioia di vivere è un’Istituzione morta. Condividi?

Si!! Chiedo sempre ai docenti di trasmettere la gioia, la passione in quello che fanno. Se vogliamo limitarci alla semplice e fredda  prestazione contrattuale, non possiamo trasmettere la gioia del sapere e della scoperta, evitando il rischio di accettare una quotidiana sopravvivenza professionale ed umana
La Dirigente Longobardo con gli alunni meritevoli dell'AS 2008-2009

A Procida non sempre la Scuola è il centro vitale dei processi formativi ed educativi. Eppure, dopo la famiglia è la prima grande esperienza sociale dei giovani.

Penso che l’Istituzione Scolastica debba comunicare meglio quello che vuole rappresentare nella società. Soprattutto  per continuare a svolgere il suo ruolo importantissimo, nel corso dei cambiamenti storici e politici. La scuola deve sempre chiarire bene quale posto occupi nella società e capire come essa viene percepita dai cittadini e dalle altre Istituzioni presenti sul territorio. Mi spiego meglio: siamo noi Istituzione scolastica  che non dobbiamo fermarci a dichiarare la nostra identità, il servizio che dobbiamo offrire, il ruolo sociale che assumiamo, ma ci dobbiamo sempre domandare se tutto questo percepito sul territorio. E se la risposta fosse negativa dovremmo far di tutto  per comunicare meglio ai cittadini il  ruolo sociale che la scuola intende occupare.

Le famiglie si pongono alcune volte come antagoniste dell’Istituzione scolastica e non come alleate, e questo crea danni talvolta irreparabili nei ragazzi e nei giovani. Si può far qualcosa per superare questo atteggiamento?

Si può e si deve fare moltissimo per eliminare questa distanza con le famiglie. Dobbiamo intanto parlare di più e non limitarci alla comunicazione del rendimento quadrimestrale. E’ compito della scuola comunicare cultura a 360 gradi, coinvolgendole famiglie in dibattiti sociali, percorsi teatrali, cinematografici, artistici, di ricerca. La scuola deve essere uno spazio vitale di incontri con le famiglie, attraverso i quali si possa offrire un ventaglio di contenuti da utilizzare nella vita, che ci aiutino a capire la complessità del nostro tempo, a per risolvere i problemi educativi che la famiglia è chiamata ad affrontare. La scuola non è solo il luogo dove si dà un voto agli alunni, ma è uno spazio vivo di ricerca comune, di collaborazione fra alunni-genitori-docenti e territorio, dal momento che non esistono ricette educative vincenti..

Sappiamo tutti che la gioventù procidana è stata toccata dal triste fenomeno della droga. Molti tentativi avviati ed abortiti. Molti i  giovani che continuano in questa triste esperienza. E’ compito dell’istituzione scolastica farsi carico di questo fenomeno che ha procurato già molte morti?

La scuola non può e non deve ignorare questo aspetto. Logicamente ha bisogno di intese istituzionali e deve attuare scelte decise anche se possono apparire impopolari. Se vogliamo aiutare i nostri giovani a fortificare il loro carattere dobbiamo avere più fiducia nelle loro capacità, sapendo che tutti abbiamo bisogno di regole e di comportamenti decisi. Per esempio dobbiamo chiedere ai giovani di arrivare a scuola in orario, possibilmente a piedi, utilizzando il mezzo pubblico; durante le lezioni è necessario assumere  un comportamento corretto,  e pretendere dalla scuola una formazione adeguata alle domande del mondo del lavoro o Universitario. E in questo bisogna avere la collaborazione delle famiglie, dal momento che la scuola offre comprensione e sostegno ma anche regole e divieti. Sono convinta che fortificando la personalità dei nostri giovani diamo loro la possibilità  di sconfiggere l’indiffertenza, l’apatia e  tutte le forme di assuefazioni a droghe, alcol ed altro

Ciò che è personale viene difeso, ciò che è collettivo viene trascurato. Vediamo infatti che i grandi problemi sociali che investono tutti restano irrisolti e non si riesce ad affrontarli. Droga, traffico,degrado ambientale, mancanza di lavoro e mi fermo a questi…-  Recuperare il senso profondo del bene comune, potrebbe essere questo uno degli obiettivi primari della scuola?

E’ uno degli obiettivi primari. L’uomo è un essere sociale ed esprime questa sua socialità in un corretto rapporto con gli altri esseri e con l’ambiente che lo accoglie. Aver cura di ciò che è un bene di tutti è fondamentale per un buon funzionamento della società.
La Scuola non è di un singolo ma è di tutti, è un bene comune primario. Per cui è nostro compito aiutare i giovani e le famiglie a recuperare il senso profondo di questo bene nel senso più completo della parola e non solo come distributore di diplomi o di pasti caldi. Se il giovane percepisce questo certamente non distruggerà l’ambiente scolastico ma lo valorizzerà col proprio personale contributo. Naturalmente affinché si possa innescare tale processo virtuoso è necessario l’impegno non solo della Dirigente scolastico ma dell’intera comunità scolastica.

 
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sabato 13 aprile 2013

Procida: la Chiesa di San Rocco


La Chiesa di san Rocco, un gioiello architettonico 
incastonato in uno dei punti strategici della Procida storica. 

 
 
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Reagire alla corruzione politica

Procida, la meravigliosa spiaggia della Chiaia

 
La corruzione è entrata nel Comune di Procida? E’ una domanda che spesso ci si pone, anche perché  vediamo tanta politica nazionale o regionale infangata da lestofanti.
Noi vogliamo sperare che a Procida fino ad oggi nessun politico abbia speculato sui soldi pubblici a danno dei cittadini. Ed è certamente sbagliato rispondere genericamente: “Anche qui da noi la Politica è corruzione”. Sarebbe meglio dire “La Politica può facilmente corrompersi, ma non è detto che lo sia sempre”.
A riguardo, una risposta efficace ci è venuta da un articolo del politologo Antonio Maria Baggio, di cui riportiamo uno stralcio:

L’esperienza ci insegna che le crisi di tipo etico – qual è quella della corruzione attuale – esplodono quando giungono a maturazione anche altri problemi della vita politica. Un certo tasso di corruzione, infatti, accompagna sempre la vita pubblica, perché è nella natura delle sue possibilità. Esso però viene limitato e contenuto dall’efficienza del sistema, cioè dall’esistenza di controlli efficaci, dalla corretta separazione dei poteri, dall’alternanza al potere, dalla diffusione della pratica delle virtù civiche; soprattutto la corruzione è tenuta sotto controllo dall’efficienza della politica, dalla solidità e dall’efficacia dei progetti politici concreti, che sono capaci di mobilitare le forze, produrre risultati e conferire significati all’azione delle persone e senso di appartenenza alla comunità: la corruzione raggiunge livelli intollerabili ed infine esplode quando la politica perde queste caratteristiche.
Non basta dunque trovare i corrotti e sostituirli con persone non corrotte: bisogna rimettere in moto la capacità politica del sistema…Questa correlazione tra debolezza dei progetti politici e corruzione è spesso mascherata, per evidenti ragioni: un governo comunale, regionale o nazionale, affetto in misura rilevante da membri corrotti, non è solo corrotto, è anche, nella stessa misura, incapace  e ci sono dunque due motivi, non uno per mandarlo a casa.1

Vogliamo augurarci che, a Procida, i controlli su tutti gli atti comunali siano efficaci e costanti, che i poteri siano ben definiti (Il Presidente del Consiglio Comunale, per esempio, non può essere nell’esercizio del suo ruolo espressione di parte politica); che una maggioranza politica non sia per molti anni sempre al potere, e soprattutto che siano praticate le virtù civiche(onestà, trasparenza, rispetto dei cittadini…).
Infine non trascuriamo di valutare l’efficacia dei progetti politici: corretta economia, tasse eque, difesa dell’ambiente e vivibilità, sviluppo economico dell’isola, impegno per le scuole, tutela e recupero del patrimonio culturale, sostegno alle famiglie, collaborazione con le associazioni .
Se tutto questo si attua, allora possiamo stare tranquilli. Diversamente c’è da preoccuparsi.
Pasquale Lubrano lavadera  

1- Antonio Maria Baggio, Le due Italie. Verso le elezioni politiche, Nuova Umanità 2012, n.204
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venerdì 12 aprile 2013

I dipinti e i disegni di Elisabetta Montaldo




"Procida Memories" è il titolo dell’ultima mostra di pittura di Elisabetta Montaldo che si è aperta il 29 marzo 2013 presso l’Hotel La Vigna.
Un viaggio essenzialmente poetico nell’isola che sogniamo ma che va scomparendo: i suoni magici dell’infanzia; i colori di una vita semplice e naturale priva di rumori, di offese, di ruspe; le atmosfere legate alla laboriosità sul mare e al riposo delle barche-culla, nelle increspature delle onde e nel movimento del cielo; i fiori dei nostri giardini, le croste di  color rosa spalmate sui muri alti delle strade e delle nostre case.
Sì è questa l’isola che Elisabetta Montaldo ci propone con salutare ostinazione, quasi a voler riaprire i nostri occhi di fronte a tale incomparabile bellezza.
Dove si è nascosto l’uomo? Dov’è il suo grido di rivalsa per un’isola che egli ama? Dove la sua tana, il suo rifugio? Forse in fondo al mare, nella ricerca di anfratti misteriosi e fantastici che in superficie sembrano offuscati?
No, l’uomo deve ritornare sull’isola per ricondurla alla sua bellezza antica, alla sua storia, al suo destino di lavoro e di pace,  ed offrirla accresciuta del proprio impegno personale alle generazioni future e a quanti vorranno visitarla.
In questa attesa, Elisabetta non muore alla speranza e tratteggia forme ed immagini, spalma le sue tinte sui ricordi, recupera il bello e il vero, le antiche terre, il mare, il cielo,  le case, i campanili e ce li dona a piene mani senza convenevoli e ipocrite cornici.

Pasquale Lubrano Lavadera
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giovedì 11 aprile 2013

Procida, LA CASA DI GRAZIELLA ricostruita nell’ex Conservatorio delle orfane



A Punta Pizzaco, la  casa di Graziella, che fu di Cesare Brandi e oggi del Sindaco Vincenzo Capezzuto, viene restaurata. Eppure nel passato neppure una semplice insegna turistica ne ha segnalato il luogo dov’era.
Ma dov’era esattamente la casa? Come era arredata una povera casa di un vecchio pescatore e della giovane nipote che morì consunta d’amore?
Sulle orme di Alphonse de Lamartine e del suo celebre romanzo, ma anche con una rigorosa e appassionata ricerca scientifica, Riccardo Scotto di Marrazzo, laureato in Conservazione dei Beni Culturali e  Demoantropologici presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli, l’ha ricostruita nell’ex Conservatorio delle orfane, oggi Palazzo della Cultura, a Terra Murata. Una ricostruzione fatta con intelligenza, ma anche con la passione straordinaria che questo giovane studioso porta per la sua isola. 
Una ricostruzione  che si impreziosisce con le trenta opere in esposizione della pittrice Antonietta Righi, che con la sua arte ed i suoi colori racconta e percorre i luoghi di Graziella. Artista sensibile e raffinata, anche lei procidana doc, la Righi interpreta l’anima e le atmosfere della sua isola, conseguendo riconoscimenti a livello nazionale, quale quello recentemente  conferitole a Fiuggi.
Riccardo Scotto di Marrazzo, sfidando non poche difficoltà  e resistenze, ha trasformato il secondo piano del Conservatorio nella mitica Casa di Graziella, proprio in quelle stanze dove sono vissute tante fanciulle segnate dal destino, orfane e povere. Un filo magico le lega alla povera nipote di un pescatore. Quelle fanciulle, una volta diventate donne, uscivano dal Conservatorio e andavano incontro al loro destino: il lavoro, uno sposo, una famiglia. Anche a Graziella toccò andare incontro al suo amaro destino, quando Alphonse, figlio del Grand Tour e del quale era innamorata, ritornò in Francia. Il suo destino: non uno sposo, ma una morte di consunzione per “mal d’amore”.
Anche per questo è pregevole l’iniziativa di Scotto di Marrazzo, che nel Museo da lui progettato e realizzato  ripropone in diretta lo scenario povero e suggestivo, nel quale dovette compiersi  l’ultimo atto della vita di Graziella e del suo amore infelice.
Noi crediamo che il Comune di Procida, che ha consentito quest’iniziativa con la messa a disposizione dei locali, voglia incentivare altri progetti di questa valenza, soprattutto quando vengono dai suoi giovani concittadini, come lo sono Antonietta e Riccardo. Certo, si tratta di una ricostruzione personale e libera, per la quale Riccardo si è avvalso di arredi e suppellettili della sua famiglia. E di ciò avverte i visitatori: “La Casa di Graziella non era così ricca di suppellettili, qual ora appare”, leggiamo sul depliant illustrativo da lui curato, “ma tutto il suo arredo è datato tra 1800 e 1900. Nulla è appartenuto a Graziella”.
Un motivo in più per riconoscere lo sforzo e la passione di questo giovane figlio di Procida.

Anna Giordano 

 

Estate 2012: Riccardo Scotto di Marrazzo illustra il progetto di ricostruzione ad un gruppo di visitatori
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martedì 9 aprile 2013

"Il nostro viaggio in Africa"



 
Cristina e Lisa, le due coraggiose ragazze procidane   in Uganda

COGEO MUSUNGU, è una delle prime frasi che i bambini dicono quando ti incontrano: ciao bianchi, un saluto semplice, vero, spontaneo che ti fa ridere.
Raccontare un' esperienza è sempre difficile, descrivere nel modo giusto un viaggio cosi intenso è forse la prima missione che ti viene chiesta di realizzare al ritorno nella tua vita normale. Una delle preoccupazioni ricorrenti mentre vivevo l'Africa era: cosa devo raccontare quando ritorno? Cosa dovrò testimoniare? Ne sarò capace? E in effetti questa è una delle paure e delle difficoltà che oggi vivo ancora. Trascorri 15 giorni in una terra sconosciuta, ma una terra che per un motivo che forse non conosci ancora ti ha attratto. Siamo noi a scegliere l'Africa? Forse no, è l'Africa che ti chiama, che piano piano entra dentro di te, che ti disorienta, travolge, riempie e poi ti lascia andare confusa, ma ricca. 
La scoperta dell'Africa inizia prima di partire, nel tuo cuore, quando ti scoppia un desiderio cosi forte che non puoi ignorarlo, più forte della paura e del rischio. Vivi nella tua realtà una vita normale da studente universitario che si impegna come può per il prossimo, in parrocchia, a casa, tra gli amici. Dopo un po' senti che il desiderio e il bisogno dell'altro cresce, hai l'esigenza di spingerti oltre, di fare un esperienza folle e forte, vera. Senti improvvisamente la necessità di andare a donare anche se solo un sorriso al bambino più indifeso, l'Africa inizia a diventare un problema, perchè si trasforma in un' esigenza, un bisogno che non puoi ignorare. 
 Il mio viaggio in Uganda, dal 28luglio al 12 agosto, parte da Melito di Napoli, sede delle ancelle eucaristiche che dal 1996 operano in Africa con passione e spirito di adattamento. I miei compagni di viaggio, preziosi e indispensabili, sono i soci dell'Onlus I Care, altri volontari che come me desideravano conoscere il Terzo Mondo per missione o curiosità e la mia inseparabile amica Lisa.
Abbiamo trascorso i primi giorni nella capitale dell'Uganda ( Kampala) , per poi spostarci nei villaggi della zona di Mulaghi e Sorothi.
La prima settimana sei un po' sconvolto, i tuoi occhi vorrebbero non vedere, la tua mente vorrebbe non capire e ti chiedi cosa sono venuta a fare? Cosa posso fare? Resti lontana, osservi con discrezione le capanne fatte di canne e fango, l'erba spesso incolta,  bambini svestiti e malnutriti che corrono ridendo, donne che si prendono cura della terra, guardi senza avvicinarti  forse per timore che il tuo cuore non sia ancora pronto ad accogliere quegli sguardi d'aiuto e d'amore. Abbiamo visitato sei villaggi (Mulanda-Sony-Paya-Amogey-Angaro-Okerey) partecipando alle cerimonie di inaugurazione dei pozzi, costruiti grazie alla straordinaria forza dell'onlus I Care. Durante i festeggiamenti, nei discorsi, la frase più ricorrente era: the water is life, l'acqua è vita, avere l'acqua nel proprio villaggio rappresenta un primo grande miracolo, evitando a donne e bambini di qualsiasi età chilometri e chilometri di cammino. La loro gioia nel bagnarsi le mani sotto quell' acqua ha riempito i nostri occhi di lacrime perché in pochi minuti ti ritrovi di fronte al senso della vita, una vita che si costruisce solo su una lieve soddisfazione dei bisogni primari, ma che si sente  appagata e serena.
Domenica 5 agosto abbiamo trascorso la giornata con i giovani della  diocesi di Soroti, una domenica piena di allegria, ragazzi di età e sfumature differenti uniti nel ritmo del corpo, ognuno con la propria danza, ma insieme oltre le differenze e i colori. Mentre sei con loro rifletti e ti chiedi: ma non siamo tutti giovani allo stesso modo? Ho 20anni in Italia, ho 20 in America,  20anni in Africa, non dovrebbe avere lo stesso valore la mia tenera età? Ed invece di rendi conto che non è cosi. Essere giovani vuol dire avere il mondo tra le mani, il futuro davanti e mille possibilità e occasioni che attendono solo te. Tra quei giovani comprendi che non è cosi per tutti, ti assale la rabbia e lo sconforto, ma sono sentimenti che poi devi trasformare in ottimismo e grinta. Nella vita di tutti i giorni impari a comprendere che il tuo viaggio ti è servito a capire che devi sfruttare nel modo giusto l' essere giovane perché sei nato fortunato e hai il dovere di non rovinare quella fortuna per rispetto di te stesso e poi di chi dalla vita non ha, ma non per sua colpa, le tue stesse possibilità.
L' Africa insegna e ti domandi cos'è la felicità? Dopo un viaggio in uno dei paesi più poveri del mondo la risposta a questa domanda diventa difficile o forse cosi semplice che non ti sembra reale e possibile. La definizione di felicità la ritrovi negli occhi e  nelle risate dei bimbi che ti prendono in giro perché piove e tu indossi il k-way, mentre loro si divertono sotto l'acqua, corrono a piedi scalzi, si lasciano entusiasmare da un semplice palloncino e da una caramella. Può sembrare retorica, ma l'Africa ha un dono particolare, che sei hai la fortuna di ricevere non puoi più ignorare. Non sono i musungu ad essere un dono per la terra dei neri, ma bensì è l' Africa ad essere un dono per i bianchi. La vita non è vita e la felicità non è tale se non diventa un dono per l'altro, una missione per il tuo prossimo. “ L'Africa vi deve insegnare a diventare missionari”, ovunque decidiate di svolgerla, ma purchè facciate in modo che la vostra vita  anche se con piccoli gesti rappresenti sempre una mano tesa verso il prossimo, che sia il vicino di casa o il bambino ugandese.

                                                                                                                    Cristina Meglio
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