venerdì 22 marzo 2013

PROCIDA, l'isola mitologica

Marino Moretti a 83 anni



Marino Moretti ha molto amato Procida dove ha soggiornato più volte. Così scriveva il 1 agosto 1968 all'amica Juliette Bertrand:

Cara Juliette, sono molto contento di saperti a Procida e mi spiacque molto una notizia di qualche mese fa, cioè che per questioni economiche quest’anno non saresti andata nella tua isola mitologica…Ma che dirti di me? Il mese scorso ho compiuto 83 anni! Mi pare di sognare…Quel che ci tocca, bene o male, si accetta, e magari si ringrazia. Ho dovuto accettare il disturbo fisico maggiore che oltre che darmi fastidio, mi impedisce di correre sabato a Procida per tener fede a una promessa. Eppure io non voglio andarmene senza aver rivisto Procida che, per merito tuo, è uno dei luoghi della terra in cui ho più goduto, direi quasi, mitologicamente.

Marino Moretti
L'ingresso della casetta sulla Punta Pizzago
La castta di Punta Pizzago dove dimorava Juliette Bertrand
La Chiaia, la spiaggia amata
Il belvedere di casa Pagano dove Moretti sostava per ore
La casa dei pescatori a Pizzago
La vista di Terra Murata da Punta Pizzago
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Ritorna la Primavera

"Primavera" di Luigi Nappa
Festeggiamo l'arrivo della primavera con questo bellissimo quadro del pittore Luigi Nappa .
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giovedì 21 marzo 2013

Procida storica invasa dalle auto


Piazza dei Martiri

Procia storica invasa dalle auto e dai motorini. 
Tre immagini scattate ieri 20 marzo a Piazza dei Martir dinanzi alla Chiesa, 
a San Rocco, nel casale Principe Umberto. 
Giustamente gli operatori commerciali e turistici sono allarmati: 
quale è il volto dell'isola che offriamo ai turisti?
E' in questo modo che vogliamo creare sviluppo economico 
e aprire prospettive di lavoro per i giovani?

Casale Principe Umberto

Via San Rocco
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LE ARCATE: un pugno nello stomaco



Era la fine degli anni 50 quando nacque l’albergo “Le Arcate”. Anticipava quel boom che sarebbe esploso più tardi  e che avrebbe portato sull’isola vacanzieri da tutta l’Europa. Collocato in uno dei posti più belli di una Procida ancora intatta ma priva di piano paesistico, con la piccola discesa sulla spiaggia, oggi crollata, quella mastodontica e invadente costruzione, fu il simbolo della nascente "azienda turistica procidana".
Oggi, purtroppo, è diventato il simbolo della decadenza, della crisi del nostro sistema politico-economico-ambientale. Passando infatti per via Marcello Scotti e lanciando lo sguardo oltre il cancello d’ingresso del palazzone, si resta sgomenti: incuria, sfascio,devastazione orribilmente in vista, un vero e proprio pugno nello stomaco.
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IL CASALIEDDO un gioiello di architettura mediterranea



Un gioiello, un complesso di architettura mediterranea di straordinaria bellezza e valore storico, così appare ancora oggi, nonostante le violenti manomissioni, il Casalieddo, ossia quell’intrico di vicoli  e case che si dipana a ridosso del casale Principe Umberto fino alla Piazza dei Martiri.
Putroppo, come già avvenuto alla Corricella, neanche una pietra è stata vincolata e difesa e il tutto è stato lasciato incivilmente alla buona e alla cattiva sorte.
Occorrerebbe urgentemente intervenire per tentare almeno di salvare quello che ancora persiste di questo antico patrimonio storico e ambientale.
 
 
 
 
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martedì 19 marzo 2013

Neanche un giorno di lezione in un'aula sputazzata



L'Istituto Nautico di Procida a Marina Grande

Come genitore del Consiglio di Istituto dell’Istituto Nautico chiesi ai docenti di far qualcosa per arginare la deriva scenografica in aule deteriorate da disegni e frasi oscene sui muri, sedie rotte, porte sfasciate, banchi in rovina. Un docente mi rispose: Sono i ragazzi che hanno ridotto in queste condizioni la scuola; la migliore punizione è quella di lasciarli lavorare nel degrado che hanno creato.
Venivo dall’esperienza della scuola media dove la Preside Maria Michela Di Costanzo, vista la deplorevole situazione nei bagni e nelle aule,  indicò come primo obiettivo educativo della nostra programmazione “la cura di se stessi e quella dell’ambiente scolastico”. E riuscì in pochi anni ad avere bagni puliti, porte ricostruite, ambiente scolastico semplice ma bello.
Da allora ho sempre pensato che la bellezza sia essenziale per avere una buona scuola.
Una comunità educante che non cura questo aspetto ha senz’altro gravi responsabilità nella piena maturazione dei futuri cittadini.
Per la formazione del carattere dei bambini e dei giovani dovremmo usare spazi e luoghi belli, e invece vediamo i nostri studenti confinati in edifici  posti in luoghi straordinari ma sempre meno curati, spesso in un vero stato di degrado. Non so come si possa insegnare Socrate, Pitagora, Astronomia, Diritto e Leopardi in luoghi brutti e trasandati.
Chi lavora nelle scuole sa che le aule, le pareti, i giardini parlano e insegnano, sono colleghi parlanti linguaggi non verbali, ma vivi come i nostri…Se pochi minuti dopo aver letto Leopardi, cercando di far vivere e sperimentare qualcosa del mistero della poesia, gli studenti fanno ricreazione in luoghi sciatti e degradati, quell’esercizio di libertà e di verità si disperde. Se le aule sono arredate alla men peggio nello squallore, se i bagni raccolgono sudiciume mentale e fisico, se gli spazi verdi sono abbandonati… tutto quello che abbiamo cercato di trasmettere si disperde e dobbiamo ogni giorno ripartire  da zero o quasi.
Inoltre, e qui il discorso si fa delicato, se il corpo docente, nel suo insieme, non sente di dar valore al decoro ambientale della scuola, all’armonia e alla bellezza degli spazi educativi in cui si lavora, quella scuola prima o poi precipiterà nel baratro, in quanto gli studenti raccolgono sempre negativamente l’inconscio e deleterio messaggio di indifferenza che trapela dalla poca cura dell’ambiente scolastico da parte dei docenti.
Ogni studente ha un estremo bisogno di bellezza come ha bisogno di aria per espirare, acqua e cibo per vivere; ha bisogno quindi di un ambiente scolastico armonioso che sia rispettoso, che sia degno di ciascuno di loro. Neanche un giorno di lezione in un’aula sgangherata, sporca, imbrattata, sputazzata.  Non c’è scuola buona che non sia anche bella.

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sabato 16 marzo 2013

L'isola ecologica a Pizzago - I cittadini insorgono


Procida: via Pizzago

Diciamo subito che località Pizzago, uno dei posti più belli dell’isola, da tempo sembra essere oggetto di “distrazioni” da parte delle civiche amministrazioni. Nel passato, già negli anni 90, l’incuria e l’incivile discarica a cielo aperto di materiali di risulta  ha sommerso buona parte dell’angolo delle “Fontanelle”, angolo di incomparabile bellezza, meta obbligata di turisti e procidani alla ricerca di pace e serenità.
Inoltre gli Amministratori, con una scelta molto discutibile, hanno riaperto al traffico di auto e motorini il Belvedere sulla Chiaia, uno dei posti più straordinario dell’isola, da tempo isola pedonale: unico posto dove era possibile godere le bellezze naturali lontani da smog e rumori.
E dal 2005 è arrivata anche  l’isola ecologica, piazzata propria al centro di questo piccolo paradiso per trasformarlo definitivamente in inferno, inferno di odori, di traffico e di inquinamento.
Di fronte a tale ultima incresciosa desisione,  i cittadini del posto, fin dal  settembre 2005 hanno prodotto un ricorso al TAR per l’annullamento dell’ordinanza del Sindaco che istituiva, in maniera  temporanea, l’isola ecologica sui terreni della Signora Carmela Schiano di Colella Lavina, per i quali viene pagato un affitto congruo ogni anno.
L’ordinanza autorizzava a utilizzare l’area per le operazioni di trasferimento dei rifiuti solidi urbani, nonché la sosta dei compattatori e cassoni a condizione che i rifiuti non abbiano a toccare il suolo e avviando il processo di adeguamento del nuovo sito, predisponendo gli adempimenti previsti dalla legge.
I cittadini hanno cercato subito di reagire a tale disposizione, richiamando il pregio ambientale e storico dell’area, una delle poche aree non scempiate ancora dall’abusivismo, posta a monte della punta di Pizzago con vista, da un lato, sulla Corricella, dall’altro lato, su Capri e sulla storica “Villa Lavina”. In particolare dal punto di vista storico l’area conserva un valore particolare, in quanto essa faceva parte delle terre  di “Villa Lavina”, antico casino di caccia borbonico, e proprio sul punto dove oggi è situato l’ingresso dell’isola ecologica esisteva un sedile in muratura dove il re ed il suo seguito attendevano i fagiani messi in movimento da battitori sparsi in tutta la vasta area della villa.
I cittadini però non hanno trascurato di ricordare che l’area è sottoposta a vincolo paesaggistico ed è prevista per essa solo la destinazione agricola.
Ma lì dove i cittadini si sono allarmati è sulle modalità di realizzazione dell’impianto  sottoposto al parere vinvolante dell’ARPAC.
E l’ARPAC ha infatti chiesto a norma di legge, l’impermeabilizzazione del suolo, un adeguato  sistema di pendenze al fine di consentire la corretta regimentazione degli eventuali colaticci e delle acque di lavaggio piazzati in apposita vasca, l’istallazione di un adeguato sistema antincendio e  un piano antincendio di primo intervento, nonché altri “paletti” in fase gestionale: evitare lo stoccaggio dei rifiuti al di fuori dei cassoni e coprire gli stessi al fine di evitare l’interazione col vento, effettuare periodicamente le operazioni di prelievo del rifiuto liquido contenuto nella vasca e avviarlo a smaltimento, limitare la dispersione di polveri nell’ambiente, installare un opportuno sistema di deodorizzazione per attenuare le esalazioni maleodoranti, sistemare pannelli fonoassorbenti per attenuare i rumori prodotti, effettuare periodicamente operazioni di disinfestazione e disinfezione del sito. Richieste non portate ancora a completamento.
Dopo un’estate di inferno in cui di notte i camion hanno scaricato di tutto, nel settembre scorso i cittadini sono scattati nuovamente in allarme ed hanno incontrato l’attuale Sindaco per esporre la loro indignazione per un fatto che non ha precedenti. Il Sindaco li ha ascoltati attentamente e ha promesso loro che avrebbe cercato di risolvere il problema.
La storia futura  ci dirà se questa controversa vicenda dell’isola ecologica a Pizzago, angolo di paradiso nella piccola isola di Procida, cominciata nel 2004,  avrà avuto un buon esito o meno.


venerdì 15 marzo 2013

Occorre reagire al declino politico-economico di Procida Sosteniamo gli Operatori commerciali e turistici


La baia del Carbogno vista da Punta Pizzago



Nel 94-95  si verificò il primo raddoppio del costo della spazzatura, caricato al 100% sulle spalle dei cittadini,  per arrivare oggi al 2013 ad una tariffa fra le più alte d’Italia, nonostante l’avvio buono della raccolta differenziata.
Poi ci fu l’attacco ai Commissari prefettizi che erano intervenuti nel processo di risanamento del Comune, per individuare quei debiti fuori bilancio che dovevano essere pagati dagli Amministratori. Cosa mai avvenuta.
Come se ciò non bastasse ci fu la campagna dei nostri Amministratori contro la legge regionale che aveva inserito Procida nel Parco dei campi Flegrei: si rifiutavano i vincoli che l’entrata nel Parco comportava, ma anche quei benefici che avrebbero proiettato l’immagine di Procida nel mondo come isola di straordinarie bellezze da visitare.
Inoltre, per una manciata di milioncini si concedeva  un bene inestimabile come Santa Margherita alla Chiaiolella ad un privato, sottraendolo per sempre alla comunità e allo sviluppo economico; nessun piano organico e duraturo per arginare l’inquinamento e il caos pubblico dovuto al traffico, causa prima del declino turistico; nessun piano per lo sviluppo economico dell’isola.
Nel frattempo l’abusivismo edilizio impazzava alla grande, devastando il territorio. E in tutto questo veniva raddoppiata l’indennità al Sindaco che da 2 milioni di vecchie lire arrivava ad oltre 4 milioni.
Ma arriviamo ai giorni nostri. Vediamo la creazione di Società partecipate, sostenute da soldi nostri,  non sempre in attivo, e con gli atti tenuti segreti finanche ai consiglieri comunali. Il porto, la più grande risorsa dell’isola viene venduto a non procidani. E il debito pubblico annuo di circa due milioni di euro continua  a gravare sui bilanci delle nostre famiglie.
Ci domandiamo: come mai nonostante la maggioranza dei cittadini sia stata contraria alla vendita del porto, non siamo riusciti a fermare questa scelta scellerata? Come mai nonostante paghiamo una tariffa altissima per la spazzatura non reagiamo ai nuovi possibili aumenti? Come mai, pur soffrendo tutti il grave disagio del traffico, restiamo in silenzio dinanzi a un nulla di fatto? Come mai gli Amministratori  non ha mai sentito il dovere democratico di interpellare la società civile prima delle decisioni più importanti?
Uno scenario complesso e pericolosissimo! Restare fermi e in silenzio? Pensiamo proprio di no. Occorre reagire, esercitare il proprio giudizio critico, promuovere istanze e aprire un dibattito quanto più ampio possibile per far capire ai procidani che non bisogna mai rivolgersi al politico per un beneficio personale ma solo diritti riconosciuti e obiettivi comuni a beneficio della collettività. E questo bisogna farlo prima di tutto nelle Scuole, nelle Associazioni, nelle Comunità ecclesiali, nelle famiglie, ovunque.
La speranza di migliorare la vita dell’intera collettività sulla base di valori condivisi non deve morire. Per questo abbiamo visto molto positiva le iniziative dei commercianti e degli operatori turistici che, seriamente preoccupati, si sono messi insieme per guardare il futuro dell’isola e del loro lavoro. Essi sono deputati a farlo, e devono avere il sostegno di tutti noi, perché sono gli unici, in questo momento, che continuano a rischiando il tutto per tutto con i loro investimenti.

Pasquale Lubrano Lavadera

giovedì 14 marzo 2013

"Ripensare gli eventi artistico/culturale" intervista a Luca Maiorano

Luca Maiorano (il primo da destra) con due amici





Nasce dalla voglia di agire, di comunicare, di lavorare per un obiettivo comune propositivo che giovi il nostro vivere quotidiano sull'isola. Dall’estate 2008 siamo riusciti a coinvolgere in questo nostro intento alcuni Operatori Turistici e Commerciali (tra cui Renato Crescenzo) che hanno sponsorizzato diversi concerti musicali da noi organizzati (a oggi contiamo circa cinquanta concerti con artisti di rilievo nazionale senza mai dimenticare le proposte nostrane e partenopee). E’ quindi nata una bella sinergia che da un lato ha valorizzato e promosso la cultura musicale sull’isola di Procida, e dall’altro ha creato man mano eventi attrattivi con un ritorno economico per l’isola stessa.
Quale riscontro hanno avuto gli eventi organizzati?
Ottimo. La rassegna musicale “Corricella in Jazz” è in assoluto la nostra più grande soddisfazione. In soli due anni ha riscontrato un seguito di pubblico attento e partecipe alla musica dal vivo che ha pochi precedenti sull’isola. La prossima edizione comprenderà anche dei work shop con grandi artisti coinvolti, e contatti con turisti di tutta Europa che, entusiasti della manifestazione, sono intenzionati a pubblicizzarla nei rispettivi paesi. Sono andati benissimo anche i quindici concerti di musica jazz, tutti con ingresso gratuito, organizzati ogni venerdì da giugno a settembre con il Bar Dal Cavaliere, nell’ambito della manifestazione “Friday Night Live”. Eppoi, in modo del tutto inaspettato, è giunto il successo enorme del “Marina Music Expo”, rassegna musicale con gruppi procidani e non, organizzato in pochi giorni in collaborazione con il gruppo Cadillac Band.
Gli operatori commerciali hanno compreso la ricaduta economica che possono avere eventi ben organizzati?
Sì, oggi, dopo quale (normale) perplessità iniziale, possiamo dirlo anche perché il riscontro è ben evidente. Sbaglia chi si lamenta dei pochi sponsor che elargiscono le strutture procidane, la realtà è che sono pochi i progetti, veramente apprezzabili, proposti. Oggi ci ritroviamo a sintetizzare e selezionare le partecipazioni appunto per valorizzare chi realmente crede nel turismo culturale.
Come valutate l'attività culturale isolana?
La nostra isola ha un notevole fermento artistico-culturale specie se rapportato alla sua piccola dimensione. Forse non ne raccogliamo tutti i frutti per mancanza di costanza e d’incentivi ed anche perché troppo spesso viene data importanza a progetti non lungimiranti, improvvisati e non contestualizzati, creando più danni che reali giovamenti.Noi lavoriamo e lavoreremo sempre per suggerire e auspicare collaborazione e progettualità, solo che purtroppo talvolta l’isola ci appare come una multinazionale delle chiacchiere. Il “Marina Music Expo”, ad esempio, è una grande dimostrazione di come si possano realizzare ottimi eventi, tramite la collaborazione e l’impegno comune.
L’Aamministrazione vi ha supportato?
Dobbiamo dare atto che l’Amministrazione ci ha sostenuto riguardo al progetto “Corricella in Jazz”. Nel tempo speriamo di riuscire a far crescere il progetto ed a migliorare i rapporti con l’Amministrazione comunale. Purtroppo abbiamo constatato, di fatto, di non avere l’appoggio di “alcuni” dipendenti pubblici che all’atto organizzativo sembrano voler fare “il bello e il cattivo tempo”.
Che cosa dovrebbe fare l'Amministrazione per migliorare l'offerta culturale dell'isola?
Come anzidetto potrebbe impegnarsi di più per far migliorare la “macchina organizzativa comunale” al fine di riuscire a valorizzare al meglio le varie iniziative culturali.
In mancanza di fondi cosa può fare la pubblica Amministrazione per incentivare attività culturali?
Pensiamo che ci sia stato un grande sperpero di denaro pubblico, soprattutto nel settore eventi e intrattenimento. Ciononostante è importante che la politica appoggi e finanzi con le giuste cifre le attività e le iniziative meritevoli. Di certo fa male a tutti vedere ben 125.000,00 Euro spesi senza un vero criterio per la manifestazione (invisibile) “Viaggio sull’isola del Postino”, realizzata dall’Assessorato al Turismo nell’Ottobre 2011 che, nonostante una cifra importante a disposizione, non ha giovato a nessuno.
Prossimi eventi in cantiere?
Come già accennato ci sarà la terza edizione di “Corricella in Jazz” su cui puntiamo molto anche perché ha una forte attrazione turistica. Coinvolgeremo anche enti e istituzioni storiche nella formazione musicale partenopea e nazionale.
Sogno nel cassetto dell'associazione?
Stiamo lavorando a un progetto dedicato esclusivamente ai giovani studenti procidani che diverranno parte attiva nella progettazione e realizzazione di soluzioni alternative su alcuni tra i temi più importanti a favore  dello sviluppo della nostra isola. Porterà il nome della Prof. ssa Carla Gentile, socio fondatore dell’associazione. E’ nel suo caro ricordo che vogliamo continuare ad agire per l’isola tramite i valori e l’amore per il nostro territorio da lei trasmessi.

mercoledì 13 marzo 2013

La novità elettorale a Procida




una seduta del Consiglio Comunale

Il Movimento 5 Stelle rappresenta la novità elettorale a Procida, dove raccoglie un consenso del 20,9% (i dati di questo articolo sono quelli ufficiali della Camera).
L’Amministrazione Comunale di Centrodestra con Sindaco Vincenzo Capezzuto, berlusconiano, e Presidente del Consiglio Luigi Muro, finiano, raggiungono  solo il 43,4%, ancor meno del 46 % che li ha portati alla guida del paese.
In questo 43,4%  solo il 17,1% appartiene ai berlusconiani, in una maggioranza amministrativa che vede Luigi Muro con un personale consenso del 26,3%. A questi voti si sommano residui minimi dell’UDC e di altri piccoli partiti.
Il resto del paese, ossia circa il 55%  ha votato altro. Palese quindi il mantenimento della distanza dell’Isola di Procida dal Centrodestra, in controtendenza a quello che è avvenuto in Campania.
La coalizione di Bersani si ferma al 24,1%, mentre si afferma il Movimento 5 Stelle con 1155 voti. Non pochi per la verità in un’isola come la nostra, restia ai cambiamenti. Essi stanno ad indicare l’esigenza di impegno nuovo nei cittadini, in un ambito politico partitico ormai in crisi.
Di fronte a questo quadro imprevisto sarebbe auspicabile, da parte dell’attuale Amministrazione,  un’uscita da quell’isolamento in cui si è rinchiusa, per dare maggior voce e ascolto ai gruppi politici della Minoranza, al nascente Movimento 5 Stelle , agli imprenditori commerciali e turistici, alle Associazioni culturali dell’isola. Soprattutto per definire le strategie comuni per il risanamento finanziario e ambientale, fondamentale per ogni futuro sviluppo.
 
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martedì 12 marzo 2013

Giovanni Mastroianni porta la TV a Procida nel 1954

 
Il grande camion della Radiomarelli al Porto di Marina Grande

Giovanni Mastroianni  e’ arrivato  a  Procida intorno  ai  15  anni, alcuni anni  prima della II guerra mondiale, perché la  mamma, Amalia Sannino, insegnava nelle scuole elementari dell’isola.
Figlia di un Maresciallo di marina, la  Sannino essendo rimasta vedova pensò di trasferirsi sull’isola con la famiglia. Molti ricorderanno la figura di questa simpatica forte ed energica maestra di intere generazioni di ragazze isolane. Amante della musica la maestra Sannino organizzava ogni anno scolastico con passione meravigliosi spettacoli con le sue  allieve al Cinema Moderno,  richiamando così a teatro, per la prima volta,  tante famiglie    
Giovanni  invece aveva la  passione  per  la  radio e verso  i  vent’ anni costruì la  prima  agalena: radio  con  cuffie.  Era un giovane allegro  e  molto interessato a congegni elettrici e  tecnici.
A Procida, Giovanni incontrò una bellissima fanciulla ischitana Concetta Vezzuto, se ne  innamorò e decise di sposarla. Era il 1935.  
Fece vari  mestieri, poi  approdò  all’esattoria comunale, gestione Pugliese.  Nel frattempo cercava sempre un  po’  di spazio per  il  suo  hobby  personale, cioè  la  radio.  Ma non trascurava neanche la pesca e la caccia in quegli anni sport molto diffusi a Procida. 
Si installa il primo televisore in un'abitazione
Durante  la  guerra  del  40-45,   apri un negozietto di radio e  elletrodomestici   dando cosi  enorme  sfogo  alla  sua  passione. E nel  1949  fece  arrivare  a  Procida  i primi fornelli con  bombola Liquigas.  Per  Procida  fu una  cosa  straordinaria,  e le persone  più abbienti  acquistarono  subito queste  nuove comodità. 
Il tempo scorreva e Giovanni  era  felice con la sua  bella  famiglia  allietata dalla nascita di cinque  figli. Il  suo  cruccio era  quello di  non  potere   dedicare ad essa molto tempo per via del lavoro. Solo  il  figlio  più piccolo, Aldo,  ha potuto goduto  di piu la vicinanza del padre, quando il primogenito Eugenio decise di lavorare con il padre.
Mastroianni porta a Procida le prime macchine da cucire Singer
Intanto nel 1954  apparve in Italia la televisione e Giovanni, da grande pioniere, prima ancora che la televisione  arrivasse in Campania, costruì  sulla  sua  casa  una gigantesca  antenna con  vari  elementi  e  fece  arrivare a  Procida un  grande  camion della  Radiomarelli   con  personale  adeguato per un primo esperimento di televisione sull’isola. Organizzò una  conferenza  all’ Hotel  le  Arcate con   l’ ingegnere Bruno  Ventura addetto  della  Marelli  e presentò ai procidani il  televisore illustrando  tutte  le  funzioni.   I  numerosi  presenti furono  molto  emozionati   per  questo  straordinario evento e crebbe in tutti la stima per questo giovane e ingegnoso uomo. 
Subito dopo, le  ragazze e  i  ragazzi dell’isola  incoraggiati  dalla  mamma  di  Giovanni, in omaggio al nostro pioniere   organizzarono  un  magnifico  balletto  e  per Giovanni fu un momento di grande emozione.  
Il passo successivo fu quello di portare a Procida le prime macchine da cucire Singer, invitando alcune istruttrici che insegnarono a moltissime donne l’uso. Fu un vero e proprio boom, e la Singer divenne il sogno di tante ragazze. Nacquero così tanti laboratori di cucito con sarte e  sartine.
Putroppo il  signor  Giovanni   mori a  solo  51 anni e non poté godersi la famiglia con i nipotini nell’età adulta. Resta   però nei suoi figli e in quanti l’hanno conosciuto la testimonianza di un uomo generoso, onesto, pieno di inventiva e instancabile nel suo impegno lavorativo. Molto del progresso tecnologico a Procida lo si deve alla sua indomita volontà di sperimentare il nuovo.

Anna Rosaria Meglio
 
La Maestra Amalia Sannino con i 5 nipoti Mastroianni
 
Giovanni  Mastrianni con i figli 
 
Giovanni Mastroianni con la famiglia al completo a Pompei 
 
Si festeggia il pensionamento della maestra Amalia Sannino

domenica 10 marzo 2013

"La mascalzonata"



   E’ sotto gli occhi di tutti  la grave situazione politica a cui l’attuale legge elettorale ci ha portati. Ma l’aspetto più grave è che mai una parola di condanna di tale legge si è levata dai partiti  con forza.  “Solo il Partito Democratico ha presentato a suo tempo una proposta di modifica che tenesse conto della volontà dell’elettorato espressa nel referendum… Vale la pena di ricordare che la volontà popolare espressa nel referendum del 18 aprile 1993, al quale partecipò il 77% degli aventi diritto e nel quale l’82% dei votanti decise di introdurre un sistema elettorale maggioritario. Tuttavia, in disprezzo di tale volontà popolare, fu ideata l’attuale  legge elettorale N. 270 del 21 dicembre 2005, una mascalzonata di cui erano coscienti per primi i suoi autori, che ha, tra i suoi effetti principali, quello di mettere nelle mani dei capi dei partiti italiani il potere di scegliere la composizione delle camere, in palese violazione dei diritti civili e politici dei cittadini e svilendo in tal modo la figura del parlamentare.Da allora si può diventare deputati e senatori non più per scelta del popolo, ma per cooptazione dall’alto. E’ evidente che in questo modo, l’ingresso in Parlamento può venire determinato non tanto dalla capacità personale e politica, né dal consenso, ma dall’atteggiamento opportunista e servile nei confronti di un gruppo di potere. Questo spiega la facile disponibilità, che abbiamo constatato in una parte dei parlamentari, a cambiare casacca in presenza di un vantaggio personale.”[1]
   Gli episodi di corruzione con larghe elargizioni di denaro, di cui sono pieni i giornali di queste ultime settimane, rappresentano l’epilogo più devastante e tragico.
   Purtroppo, anche la società civile non ha capito subito la mascalzonata operata dai nostri legislatori, e solo oggi prende coscienza della gravità della situazione. Sarebbe, pertanto, più che mai opportuna una mobilitazione dei cittadini, per chiedere l’annullamento immediato della legge 270/2005, che ha di fatto vanificato il senso più profondo del suffragio universale, mettendo in pericolo l’intero sistema democratico.




[1] Antonio Maria Baggio, Le due Italie. Mappa per un percorso verso le elezioni politiche”, Nuova Umanità, 204, 2012






[1] Antonio Maria Baggio, Le due Italie. Mappa per un percorso verso le elezioni politiche”, Nuova Umanità, 204, 2012