sabato 29 dicembre 2012

Intervista a Margherita De Rubertis Ambrosino


                                                                                 Una giovane Margherita De Rubertis  



“Il grande  valore degli antichi costumi”
Intervista a Margherita De Rubertis Ambrosino

Ore 7,00 del mattino di una giornata dell’estate procidana 2012. Pizzaco e la Chiaia. Ti affacci al tuo vefio sul mare. Vista dall’alto la Chiaia sembra un’agorà. Una splendida insenatura per custodire Mimante, il gigante buono che secondo il mito è sepolto nelle sue acque. Nulla sembra essere cambiato. Il castello d’Avalos resiste ai secoli e Pizzaco racconta la storia della sua Graziella. Solo lo sfregio di un’edilizia impietosa che ingoia il verde dei limoneti. Anche Margherita, con la sua bella casa quasi a ridosso della Chiaia,  è là, donna fedele all’antico rito di bagnarsi all’alba per godere fino in fondo l’incontro con il suo mare. Con lei qualche amica, per un appuntamento che si ripete da sempre.
Margherita De Rubertis Ambrosino. Una procidana doc, ancorata alla tradizione, aperta al futuro. Una delle prime e poche donne che nell’isola si sono finora impegnate nella vita sociale e politica, abbattendo pregiudizi antichi che avevano condizionato la vita della donna, destinata al focolare, al ricamo, al pianoforte, a farsi monaca di casa o sposa in perpetua attesa di un marito navigante, che sarebbe tornato - semmai tornava - anche dopo due o tre anni.
Da quanti anni, Margherita, scendi in spiaggia così  di buon’ora?
I suoi occhi procidani si illuminano: “Da sempre”, risponde.
Questo scendere in spiaggia quando è deserta e risalire prima che venga invasa dai bagnanti ha una ragione?
Mi dà una sensazione unica, come un incontro speciale. Siamo soli, io e il mare. Con me soltanto qualche  amica che condivide questa esperienza.
Un’esperienza nella quale c’è la storia della donna procidana, di ieri e di oggi, quando al largo della Chiaia passavano i bastimenti. Parlaci della donna a Procida. Parlaci di te.
Era il 1939 e si celebrava a Procida la prima Sagra del Mare dopo gli anni del Fascismo. Io avevo appena un anno. Fu la mia prima uscita in pubblico. Indossavo un vestitino cucito e ricamato a mano con trine di Bruges. Ero felice. Appartengo ad una famiglia di marittimi e ho sposato un marittimo, Luigi Ambrosino. Abbiamo avuto quattro figli, due maschi e due femmine, e formato una bella famiglia. Ma sentivo che qualcosa mi mancava. La possibilità di essere utile anche fuori della mia casa, di partecipare, di mettere le mie risorse al servizio degli altri. Mio marito, imbarcato su petroliere, era fuori per tempi interminabili ed io ero sempre più ansiosa di partecipare alla crescita della nostra piccola società isolana. Un sogno difficile per una donna procidana, ma ci ho provato.
Come hai iniziato questa scalata al nuovo, pur rimanendo fedele alle tradizioni e ai valori più profondi dell’isola?
Io, madre di quattro figli, dovendo anche fare le veci del padre in navigazione, spesso mi recavo alle loro scuole. Erano gli anni dei Decreti Delegati, che aprivano la scuola alla partecipazione delle famiglie. Questo mi permise di rendermi conto di tante cose. Per esempio: perché ogni anno procedere all’adozione di nuovi libri di testo e buttare via quelli appena adottati, magari scelti appena l’anno prima? Sentivo di voler collaborare. Entrai a far parte sia del Consiglio d’Istituto del Nautico di Procida che di quello del Liceo di Ischia. Proposi la creazione di una libreria scolastica che garantisse agli alunni, con un sistema di rotazione, l’uso dei manuali già adottati da altri studenti. Fu una rivoluzione. Ma io, decisa e persuasa della bontà dell’operazione, combattevo e … vinsi. Con me un gruppo altrettanto deciso di mamme, a partire dalla carissima amica Carmelina Ingegneri. Poi, cominciai a collaborare con l’A.I.C.S., grazie al dott. Vittorio Parascandolo, indimenticabile nostro sindaco, e a sollecitare il C.O.N.I. per l’utilizzo delle palestre scolastiche anche per attività esterne alla scuola.
L’impegno politico, un altro coraggioso passo della donna procidana.  Tu ne sei stata protagonista. 
E’ stata un’esperienza vincente, ma anche deludente. Vincente, perché mi sono candidata due volte e sempre con esito positivo. Deludente, perché spesso  le vie della politica non possono coincidere con quelle di una donna partecipativa che si pone esclusivamente al servizio della propria isola.   
Hai altri interessi oltre quelli che ci hai narrato?
Mio zio, mons. Antonio De Rubertis, curato di Procida e persona molto colta ma condizionata nella lettura da una grave forma di diabete, a me ragazza chiedeva di leggere libri antichi, scritti in volgare da amanuensi. Lo facevo volentieri e quelle letture sono state il mio nutrimento. Adoro i mobili antichi e la nostra cultura isolana.
Ma sei anche una fedele custode della storia e dell’abito di Graziella.  A te ogni anno il compito di vestire una Graziella per la Sagra del Mare. E le tue Grazielle hanno sempre vinto. Anche quest’anno con la  splendida Assia. Ci dici qualche aspetto inedito del costume ?
Sono convinta che i costumi originali non erano né arabi né bizantini, ma spagnoli. Le cocciole ricamate in oro sono spagnole, come quelle dei toreri.    
Torniamo ai giorni nostri. Come è cambiata oggi la famiglia procidana?
Oggi la famiglia, che prima era sacra e profondamente unita, non esiste più. E questo dipende in gran parte dalle donne. Alle lunghe e pazienti  attese di un tempo oggi si sostituiscono incomprensioni e liti. Per motivi a volte futili la famiglia va a sfascio. E’ tempo di far riemergere i nostri valori, quali l’amore, la comprensione, la fedeltà, gli affetti. Facciamoli riscoprire ai nostri compagni e ai nostri figli.  
Un progetto?
Sì, più che un progetto é  un sogno. Voglio istituire una scuola di ricamo. Farà bene alla donna, alla famiglia e a tutta Procida. Un laboratorio di convivialità e professionalità per  insegnare alle nostre ragazze gli antichi ricami in oro e le preziose cuciture dell’abito di Graziella. Sarò la loro maestra. 

a cura di Anna Giordano












venerdì 28 dicembre 2012

Ritorna la festa di Sant'Anna alle Centane

L'edicola di Sant'Anna alle Centane  

ll 1850,   nella piazzetta del  rione  Centane, c è un’edicola con  una  statuetta di Sant’Anna che nel passato costituiva un a grande attrazione di fede e preghiera. Mi raccontano che  quando erano vivi i  nostri antenati, addirittura , dal 17 al 26 luglio si recitava  il rosario, e il  canto del responsoro,   facendo  una vera e propria novena   alla  veneranda  Santa.  Tutta la piazzetta si animava di voci, di canti, di giochi di bambini, un vero tripudio festivo che rallegrava la comunità e portava gioia e comunione fra tutti  Si riunivano  tutti  i  fedeli  con  le  famiglie.  i  bambini le  nonne,  perché  la  fede per  la  Madonna teneva le persone unite tra loro e ci si aiutava molto.

 le sorelle Maria e Rachele Barone con la mamma


Sono passati gli anni e la tradizione pian piano è andata esaurendosi. Prima si è ridotta nella durata, da 9 giorni siamo passati a 3, poi a uno solo e infine, venendo  a  mancare le  persone  anziane  che  la tenevano  viva:  Maria Lubrano Lavadera e figlie , le  sorelle Maria e Rachele  Barone  con la  cugina  Celeste e tante  altre, si è persa del tutto la tradizione.Rimanevano ancora alcune famiglie di anziani che, ricordando quei giorni lontani così belli e ricchi di atmosfera gioiosa,  hanno sollecitato le  nuove  generazioni a ripristinare   quella  tradizione  che fa  parte  della   nostra  storia.
  Maria Lubrano Lavadera e figlie

 E qui è avvenuto il miracolo. Le  nuove  famiglie  incoraggiate dalle  signore Teresa e  Maria  Arezzi,   Germinia e Anna  Borgogna, dalle famiglie  Lubrano e Papandrea , hanno preso l’iniziativa di ripristinare l’antica tradizione nel giorno di Sant’Anna.
Un grande contributo all’animazione festosa l’ha dato   il bravo artista procidano  Leonardo Scotto  di  Minico  che  da  tempo si è impegnato in una sua ricerca  di   canti   popolari antichi, come  per esempio “Madonna r lu  cielo” che  canta  divinamente. 
Grazie a queste famiglie, grazie a Leonardo, il 26 luglio 2012, la piazzetta delle Centane si è animata in modo meraviglioso, adulti, bambini e nonni sono convenuti per onorare la Santa con il canto, la loro preghiera , ed infine al termine del rito di fede, Leonardo ha espresso  la  sua  arte  con  balli  canti  e tarantelle,   offrendo momenti di grande suggestione a tutta la comunità raccolta nella piazzetta.
Ma non è finita qui, ogni famiglia ha preparato qualche piatto gustoso e la festa è continuata fine a notte,  per  la  gioia grande   delle  persone  anziane  sedute  in  prima  fila  che  non  volevano  più rincasare,  forse per  il  gran caldo di quella giornata.
Che spettacolo meraviglioso ammirare gli occhi di questi anziani  incantati  a guardare i loro figli e nipotini in   un momento così gioioso e semplice, così bello da commuovermi profondamente. 

Anna Rosaria Meglio

la Festa di Sant'Anna alle Centane 2012


mercoledì 26 dicembre 2012

Intervista a Assia Miranda Graziella 2012




“I tempi cambiano ma i valori no!”
incontro con Assia Miranda eletta Graziella 2012

Ogni anno nell’isola di Procida viene eletta durante la Sagra del mare, in estate, la Graziella, ossia una ragazza chiamata a rappresentare per un anno la mitica figura di Graziella, protagonista del romanzo francese “Graziella” di Alphonse de Lamartine ambientato proprio a Procida.
Assia Miranda, 16 anni, è la Graziella 2012 . Timida di carattere e dolcissima, ma con una forte sensibilità che le permette di andare in profondità su qualsiasi argomento. Una ragazza che ama la vita e che è pronta ad affrontare le sfide di ogni giorno, che non ama nascondersi ma si rivela per quella che realmente è: un libro aperto da cui emergono forti convinzioni e un ancoraggio a quei valori che la famiglia ha saputo tramandargli. Dopo aver fatto il primo anno allo scientifico è passata al Nautico per conseguire un diploma finito. Frequenta il terzo anno, ama la danza, legge molto e ha scritto anche un lungo racconto. Fra le materie scolastiche preferisce quelle più legate alla vita, diritto, economia, imparare le lingue, un po’ meno quelle scientifiche

Assia pensavi di poter essere tu la Graziella 2012?
Certamente in tutte le partecipanti c’è questo desiderio, ma lo si accantona subito e si vive quel momento come un gioco Io conoscendo le altre candidate pensavo che  un'altra mia coetanea rappresentava la tipica bellezza procidana e poteva conquistare il titolo. E sarei stata contenta per lei. E invece è capitato a me.

Che sensazione hai provato nel momento che hai sentito il tuo nome?
E’ difficile dirlo. Era sommersa da tanti pensieri e da un’emozione grande e non mi decidevo ad avanzare. Mi sembrava impossibile, come se vivessi in un’altra dimensione. Poi il mio ragazzo, Michele, che mi accompagnava mi ha dato una spinta per dirmi che mi chiamavano, che ero stata eletta Graziella. Solo allora sono tornata alla realtà.

C’era nel tuo costume un’armonia particolare e tu lo portavi splendidamente. Chi ti ha aiutato ad indossarlo.
Un Signora molto buona e disponibile, ed esperta dei costumi, la Signora Margherita de Rubertis.

Rappresentare il personaggio di Graziella, le sue virtù, la sua bellezza, la sua onestà, ti pesa?
Per niente, anche perché avevo gia letto il libro di Lamartine e mi ero innamorata di questo personaggio,  della sua semplicità, del suo amore puro che aveva unito due persone così diverse, Alphonse ricco e Graziella povera. Molto bello l’episodio in cui Graziella, per avvicinarsi al mondo di Alphonse, si fa un vestito diverso dai costumi tradizionali che indossava. Ma Alphonse disapprova e le dice che  l’ama per quello che lei è, per cui deve essere fiera del suo mondo.

Al di fuori della famiglia facciamo tanti incontri, ma alcuni ci cambiano la vita. E’ successo anche a te.
Sicuramente col mio ragazzo Michele al quale sono legata da un sincero e profondo affetto, e poi con il dottor Barone, il medico di famiglia, una persona eccezionale che mi ha incoraggiata sempre, mi ha dato fiducia, insegnamenti per la mia vita. Ogni volta che andavo da lui tornavo casa con una grande gioia e voglia di vivere.

Uno sguardo ai giovani della tua generazione…
Mi trovo molto bene con i miei amici e in tutti penso ci siano valori belli. I  tempi cambiano ma i valori no. In tutti i giovani c’è un desiderio di giustizia, di amicizia vera,di onestà… So che tanti sbagliano e cadono nell’uso della droga, ma è una fragilità, una debolezza che si può curare. Spesso si cade  per non uscire dal gruppo per non perdere gli amici, ed è come mettere una maschera.. E invece bisogna avere il coraggio di dire non voglio più nascondermi, ho bisogno di aiuto. Ma prima dei giovani questo dovrebbero farlo le famiglie.

E della tua isola, cosa mi dici?
Dico che è bellissima  ma maltrattata da noi stessi. Basta guardare il traffico che abbiamo creato. E’ peggio della città. Sono stata in estate in altri posti ma tutto era regolato e con grande ordine. Assurdo…stare in un’isola e non poter più andare per giardini, godere la natura. Non sappiamo valorizzare i tesori che abbiamo, né sfoggiarli. Il costume di Graziella, per esempio, è una cosa straordinaria. Sarebbe bello creare un laboratorio dove poter imparare a confezionarlo. Ci sono poi palazzi storici che andrebbero utilizzati. Perché il vecchio carcere resta in quelle condizioni e non può diventare per tutti noi un centro di cultura, di lavoro e di arte?

Pasquale Lubrano Lavadera

Antonietta Righi a Fiuggi



Arte e cultura

“La mia isola sempre con me”

Grande successo della pittrice Antonietta Righi  al Premio nazionale d’arte
“Città di Fiuggi 2012”

Il 23 giugno scorso la nostra concittadina Antonietta Righi, di cui conosciamo ed apprezziamo  il talento artistico,  ha partecipato con altri 40 artisti alla fase finale del concorso Premio nazionale d’arte “Città di Fiuggi”  dopo un’attenta selezione da parte della Giuria  presieduta dal Prof. Claudio Caporaro e composta da PaoloBenedetti, Rosa Maria Daria Russo, Leonardo Rosito, Raffaele De Salvatore direttore di Euroarte e  l’Assessore alla cultura di Fiuggi Alessandro Terrinoni.
Il Concorso  curato dalla critica  d’arte Paolarabai  costituisce uno dei momenti più attesi dalla cittadinanza, per la suggestione offerta dai quadri, dalle sculture e dalle foto posti in uno dei posti più belli della citta: l’Officina della Memoria e dell’Immagine, location di eccellenza curata dall’operatore turistico Raffaele De Gennaro. Un’iniziativa che risveglia l’entusiasmo e l’interesse della cittadinanza e dei turisti presenti nella stagione estiva, per l’arte visiva. In uno scenario meraviglioso, tra i più belli in Italia, gli artisti hanno potuto conoscersi e  scambiarsi idee ed esperienze e incontrare e dialogare col pubblico Grande l’accoglienza  riservata agli artisti, provenienti da tutta l’Italia, da parte delle Istituzioni politiche che hanno valorizzato il talento dei selezionati  con  vari momenti di incontri pubblici.

 Sabato 1 settembre 2012 poi la cerimonia conclusiva con la nomina dei vincitori e la consegna della targa in argento realizzata dallo scultore Leonardo Rosita. La manifestazione patrocinata dalla Regione Lazio  è stata mandata in diretta da Radio Centro Fiuggi
Con grande sorpresa di tutti il Primo Premio della Giuria Popolare è andato alla nostra Antonietta righi  che ha ricevuto la sua targa in un lungo applauso della platea che aveva riconosciuto nella sua espressione artistica quei valori di bellezza e armonia che devono caratterizzare le nostre città e i nostri borghi. Si, la pittura di Antonietta nella sua ricreazione di luoghi e volti della nostra isola richiama tutti ad avere un amore più grande per la propria terra a conservare quanto di prezioso ci hanno lasciato i nostri avi e a tramandarlo, arricchito dalla sensibilità contemporanea, alle future generazioni.
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Abbiamo intervistato a caldo Antonietta al suo ritorno sull’isola e sentito nella sua voce l’emozione e la gioia per il nuovo premio ricevuto:”Sono felice per me ma soprattutto per chi mi ha sempre incoraggiata nella vita dell’arte, per cui  ringrazio la giuria tutta, il Comune di Fiuggi nella persona dell’Assessore che ha avuto per me parole affettuosissime, la regione Lazio e il numeroso pubblico che mi ha votata. Ma un grazie infinito va sempre alla mia Procida,  che porto con me nei vari eventi artistici e che grazie alle sue bellezze paesaggistiche e alla sua preziosa architettura mediterranea mi sta offrendo queste grandi emozioni.”

a cura di Espressioni procidane