martedì 11 aprile 2017

La corruzione in un Comune comincia con il clientelismo

Raffaele Cantone
La corruzione in un Comune comincia con il clientelismo, i cui responsabili principali sono quei cittadini che vanno dai politici per chiedere favori personali  o raccomandazioni,  comportamenti che esulano dal normale godimento dei diritti fondamentali e dal bene collettivo. Lo afferma con forza Raffaele Cantone presidente dell’ANAC in un suo libro scritto in collaborazione con Francesco Caringella e dal titolo “La corruzione spuzza” (Mondadori).
Inoltre egli afferma che la corruzione non può essere combattuta solo dai giudici:  “I magistrati devono solo giudicare comportamenti specifici, senza educare qualcuno o insegnare qualcosa”.  Comportamenti e deviazioni delle regole etiche  da parte dei cittadini “sono il bacino di coltura in cui maturano le premesse per la commissione di reati specifici e, poi, di sistemi criminosi.”
E’ necessario che i cittadini stessi si rivoltino contro  quei comportamenti su cui si sviluppa la grande corruzione.

Le stesse primarie politiche se non sono regolamentate da chiare  e precise normative possono portarci domani ad avere “una classe politica selezionata dalla corruzione”.


Raffaele Cantone, Francesco Caringella, La Corruzione spuzza, Mondadori, 2017 

lunedì 10 aprile 2017

Il grave episodio del docente picchiato dai genitori

Istituto Caponnetto Palermo
Il grave episodio del docente picchiato dai genitori, nella Scuola Media “Caponnetto” di Palermo, ci dice che ormai la violenza dilaga e che in tante famiglie spesso c’è sfiducia a prescindere verso la scuola.
Il movente è stato un provvedimento punitivo da parte del docente  – il ragazzo è stata mandato via dall’aula perché disturbava – non accettato dalla famiglia.
Sappiamo  che, in genere, la punizione fa parte di quella comunicazione  coercitiva che la psicologia della persona  ci invita a tener fuori da ogni progetto educativo orientato ad una convivenza serena e non violenta. Ancor più se ci troviamo in una scuola dell’obbligo.
Ciò nonostante non si giustifica la violenza verso il docente, al quale esprimiamo la nostra solidarietà . Ognuno di noi può commettere qualche errore nel proprio lavoro e soprattutto nel campo educativo: chi è genitore sa che si può sbagliare molto spesso.
Tuttavia sentiamo di dover ricordare che la scuola dell’obbligo, è una scuola “per tutti e a misura di ciascuno”,  la qualcosa oggi, purtroppo, non viene più rimarcata; anzi c’è la corsa alle eccellenze, alle alte quotazioni statistiche, trascurando del tutto il processo formativo indispensabile  alla relazione e alla comunicazione empatica.
Ne consegue  che proprio  la scuola media – che accoglie i ragazzi nel periodo più complesso della loro vita -  paga enormemente  la mancata capacità di  attrezzarsi con opportune scelte metodologiche,  indispensabili per  dare risposte serene ai  complessi problemi portati nelle aule scolastiche da ragazzi che provengono da ambienti dove il disagio è marcato.
E spesso a pagare maggiormente è il singolo docente che è lasciato da solo a risolvere questi problemi di disadattamento  e di comportamenti poco equilibrati nei ragazzi.

Nel mio lavoro di docente di scuola media ho avuto modo di  lavorare per 10 anni con la Preside Maria Michela di Costanzo nella scuola media “Capraro” di Procida. Con coraggio e non senza fatica questa donna  fu capace di traghettare tutta la scuola, docenti, personale ATA, personale amministrativo, genitori e alunni, verso un’esperienza che si poneva  l'obiettivo di dare a ciascun alunno quello di cui aveva bisogno .
Ci fece capire che i ragazzi più disagiati, più molesti, più in difficoltà  erano l’oro della scuola, in quanto in un processo unitario a corpo la scuola doveva far sentire a questi ragazzi  il massimo dell’accoglienza e della disponibilità empatica. 
Ho raccontato questa esperienza in un libro appena pubblicato dalla casa Editrice “L’isola dei ragazzi” di Napoli, con il titolo 


“Il Coccio azzurro”

Invito tutti gli amici  docenti, genitori, educatori a leggere questa piccola storia e a farla leggere anche ai ragazzi della scuola media.


Pasquale Lubrano Lavadera, Il Coccio Azzurro, Editrice L'isola dei Ragazzi - Napoli 2016


domenica 9 aprile 2017

L'Ospedale Civico Albano Francescano e l'isolotto di Vivara


Il cancello di Accesso a Vivara


L'Ospedale Civico Albano Francescano, che ha sede attuale in via SS. Annunziata e che provvede al ricovero e alla cura degli anziani di Procida, è stato fondato dal Sig. Domenico Albano, con testamento olografo del 9 marzo 1838 e denominato inizialmente come Opera Pia "Ospedale Civico Albano"L'Opera Pia viene accolta tra gli Enti Morali benemeriti esistenti in Italia con Regio Decreto del 5 aprile 1847; con tale Decreto vengono accettati i beni patrimoniali dell'Ente destinati all'opera di assistenza dell'Ente.Per la Legge Crispi n.6972 del 17 luglio 1890 l'Ente "Ospedale Civico Albano" diviene Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB).

Numerosi i procidani che lasciano all'Ente beni immobili urbani e rurali.Intanto  il Terz'Ordine Francescano, che porta avanti nell'isola un'altra struttura di assistenza, decide di fondersi con l'Opera Pia "Ospedale Civico Albano"   donando all'Ente, il 28 settembre 1929, Lire 50.000.

La fusione avviene con Regio Decreto  solo l'11 gennaio 1934 e l'Ente viene  denominato da quel momento "Ospedale Civico Albano Francescano" in quanto le funzioni di assistenza svolte dal Terz'Ordine Francescano saranno svolte insieme a quelle dell'Ospedale Civico Albano.

Con tale Decreto dell'11 gennaio 1934 si precisano anche scopi e mezzi del nuovo Ente, il regolamento interno, la composizione del Consiglio di Amministrazione con relativo regolamento e  con le attribuzioni del Presidente.

Un fatto significativo di grande valore morale avviene successivamente: il Dottor Domenico Scotto Lachianca, con testamento olografo del 14 luglio 1939 dona all'Ente un immenso patrimonio comprendente l'isolotto di Vivara, vari terreni e fabbricati e titoli di Stato.

Con tale donazione l'Ente diviene uno dei più importanti della Provincia e della Regione Campania sia per il valore morale della sua opera che per il cospicuo patrimonio.Moltissimi gli anziani e i vecchi abbandonati che vengono assistiti in questi due secoli con notevoli sacrifici in quanto i beni, pur essendo ingenti, non producono molta ricchezza.

Solo nel 1964, a seguito del decesso di una partoriente mentre veniva traghettata verso Pozzuoli, il Consiglio di Amministrazione dell'Ente, su invito del Prefetto, delibera di iniziare l'attività ospedaliera per soccorrere le gravi necessità dei procidani che si trovano senza una struttura sanitaria e sono costretti sempre ad affrontare il mare per raggiungere un ospedale della terraferma.

L'attività ospedaliera viene portata avanti con tenacia e con oneri notevoli, salvando vite umane e portando sollievo alla popolazione  procidana. Sono attivati soprattutto il reparto chirurgia, il pronto soccorso e vari ambulatori.Tale servizio ospedaliero continua ininterrottamente fino al 1981 allorquando entra in azione la USL 22 che preleva all'Ente la maggior parte dei locali e accolla a sé l'onere di provvedere alla salute dei procidani.

Nel 1983 i lavori sono in fase di progettazione, quando un grave episodio segna la vita della comunità isolana. La giovane Anna Grazia Esposito in seguito ad un grave incidente perde tragicamente la vita per l'impossibilità di ricevere soccorso nell'isola.

La popolazione è sconvolta ed occupa il porto dell'isola, manifestando il proprio disappunto agli Amministratori dell'epoca, chiedendo con forza una struttura ospedaliera stabile che possa portare soccorso ad infartuati, a vittime di incidenti e a partorienti.Il Sindaco Aiello  e gli Amministratori  promettono alla popolazione che nei locali dell'Ente "Ospedale Civico Albano Francescano" già prelevati dalla USL 22 sarà allocato un presidio sanitario per soccorrere i cittadini in gravi condizioni.

L'Ente "Ospedale Civico Albano Francescano" si vede così privato della maggior parte dei suoi locali  ma continua a svolgere da quel momento soltanto la funzione di accoglienza e cura di anziani per un numero limitatissimo di posti letto.

Numerosi gli anziani malati che sono stati assistiti e curati dall'Ente fino alla morte in questi anni. Un'opera quindi meritoria  dovuta alla lungimiranza e alla magnanimità dei nostri avi che sensibili ai problemi dei concittadini vollero istituire l'Ente e provvedere all'espletamento del suo nobile scopo con donazioni generose e cospicue.

Nel 1993 l'Ente diventa  Ente Privato e non più IPAB e continua ad assistere gli anziani secondo  lo statuto accogliendo anche anziani privi di ogni ogni risorsa e svolgendo regolare assistenza sanitaria assicurata dalla presenza del Medico e dall'assistenza infermieristica.

Con l'apertura del Presidio Sanitario in via Alcide De Gasperi, l'Ospedale Civico Albano Francescano ha riavuto tutti i suoi locali ed ha potuto apportare modifiche strutturali per rendere l'ambiente sempre più idoneo alla cura e all'assistenza degli anziani.

Solo negli ultimi anni  gli eredi di Domenico Scotto Lachianca, ritenendo che alcune clausole del testamento non sono state rispettate hanno  impugnato il testamento di Scotto Lachianca per riavere tutti i beni  donati all'Albano Francescano, compreso l'isolotto di Vivara.

L'Albano Francescano si è opposto a tale richiesta, ma i primi due giudizi sono stati a favore degli Eredi. Attualmente  il ricorso è in cassazione.

In un prossimo articolo daremo maggiori dettagli sulle vicende giudiziarie in corso.


Il ponte che collega L'isola di Procida all'isolotto di Vivara

Oggi Vivara, divenuta nel 2002 Riserva Naturale Statale, è ancora proprietà privata della Fondazione Albano Francescano e dall'8 aprile  2017 è stata riaperta al pubblico, Per informazioni basta collegarsi al sito www.comune.procida.na.it , cliccando sul link dell'immagine di Vivara e seguendo le indicazioni..

martedì 4 aprile 2017

Procida: presentato il racconto "Il coccio azzurro" di Pasquale Lubrano Lavadera


Sabato 1 aprile. Un sabato illuminato da una grande luce. Si apre la stagione turistica procidana. Molti i visitatori e gli ospiti. Gli alberghi dell'isola registrano già il tutto esaurito per le prossime festività pasquali. La libreria Nutrimenti continua con tenacia e passione la promozione dei libri. Questa volta ancora un lungo racconto scritto da un procidano: Il Coccio azzurro (edizioni L'Isola dei ragazzi) di Pasquale Lubrano Lavadera. E' l'esperienza di una scuola media che vuole lasciare un segno durevole nella vita di ogni ragazzo; che accoglie le difficoltà, il disagio l'emarginazione per ridare dignità di persona a quegli alunni che pur nella loro tenera età hanno già sperimentato l'amarezza e le sofferenze della vita. Coordina l'evento Vincenzo Scorro di Fasano che .pone domande intriganti e significative alla giornalista Donatella Trotta, alla docente Maria Silvia Dotta, all'autore.

lunedì 20 marzo 2017

Coraggio e Chiarezza: la forza politica dell'attuale Amministrazione

Il Sindaco di Procida Raimondo Ambrosino

Entro in merito al dibattito in corso, dopo la lettera pubblicata da Il Procidano a firma di alcuni autorevoli professionisti locali.
Colpiva in primo luogo in quella lettera il sentimento di delusione per non vedere ancora i frutti della primavera politica tanto sperata. Si sperava infatti che, messi fuori gioco i fautori di una lunga stagione politica non positiva, che va dal 1993 al 2015, nel giro di un paio d’anni l’isola sarebbe ritornata a vivere dignitosamente, e risplendere come mai era stato prima.
Richiesta legittima ma poco realistica, perché quando si lavora sulle macerie  e col pericolo incombente di un dissesto economico per tutti, non è così facile mettere in atto tutto quanto si era pensato di fare. Occorrono tempi molto lunghi. L’esperienza insegna.
Tutti noi auspicavano di avere, quanto prima una Procida senza traffico sulle strade, con costi della spazzatura meno elevati, con lavori pubblici a regola d’arte, senza clientele, con trasparenza negli atti, con incarichi attribuiti per concorso e con un impegno serio per il Palazzo d’Avalos e tant’altro ancora.
Tuttavia va detto subito, che molte di queste esigenze vitali per l’isola sono state già avviate con solerzia e buon senso da parte del Sindaco Raimondo Ambrosino e della sua squadra.
Sul traffico ci sono stati già molti segnali decisamente positivi dopo alcune tristi stagioni in cui ogni provvedimento di limitazione era stato bandito. Si sta cercando di scoraggiare il traffico delle auto, sono state ripristinate le fasce orarie pedonali in luglio e agosto, forse da estendere anche a giugno e settembre.
Purtroppo, proprio a riguardo del traffico abbiamo appreso con amarezza la sentenza del TAR che consente ai taxi il percorso diretto da san Giacomo all’Olmo. Il TAR forse non sa che nelle maggior parte delle strade di Procida,  non esistono marciapiedi né corridoi pedonali, senza i quali il traffico non dovrebbe essere consentito. Una sentenza, quindi, a parer mio, da impugnare.
Per i costi della spazzatura il discorso è troppo serio e impegnativo per essere liquidato con una domanda  di riduzione dei costi. Tutti sanno che l’operazione spazzatura, già negli anni novanta,  aveva portato il costo a cifre crescenti, cifre che sono lievitate sempre di più fino ad arrivare all’attuale formulario di riscossione, procurando tra l’altro al Comune di Procida due interdittive antimafia, che hanno permesso all’opposizione “Insieme per Procida” di intervenire in Prefettura per liquidare  la SEPA e avviare nuove strategie che, però, non danno ancora quei risultati che tutti noi auspicavamo. Grande lavoro hanno dovuto fare i nuovi Amministratori per completare l’isola ecologica a Pizzaco ed attivarla nel migliore dei modi. Pertanto sento che vanno ringraziati per lo strenuo impegno profuso. I documenti sono a disposizione di tutti i cittadini che sono interessati a conoscere i dettagli  relativi ai costi della spazzatura e del perché paghiamo così tanto.
 Un grandissimo lavoro è stato poi portato avanti per i lavori pubblici, con difficoltà inimmaginabili e con una presenza quasi costante dei nuovi Amministratori sul territorio, assumendo responsabilmente scelte che erano state fatte dei precedenti Amministratori e cercando di portare a termine ogni opera nel migliore dei modi e riparando, là dove si è reso necessario, errori del passato. Anche su questo aspetto ho chiesto informazioni dettagliate e le ho sempre avute.
Mi sorprende, non poco, il discorso sulle “clientele”. Se un impegno fondamentale è stato pubblicamente preso da Raimondo Ambrosino e dalla sua squadra è stato quello della lotta al clientelismo, alla corruzione e all’illegalità, in quanto esse sono le malattie mortali della politica. Personalmente ho più volte sentito dire dall’attuale Sindaco espressioni di rammarico per aver dovuto rifiutare benefici a persone che avevano sostenuto “La Procida che Vorrei.” Dico di più: in una pubblica  assemblea a Santa Margherita il 24 agosto 2016, egli affermò che il primo nemico da sconfiggere nell’isola è proprio quello delle clientele, ossia, come egli precisò, “correggere la visione distorta del  bene comune inteso come la somma dei beni individuali.”
Sulla trasparenza ritengo che si sono fatti passi da giganti. E’ stato creato un portale  dell’Assessorato alla Comunicazione proprio per informare i cittadini sull’impegno amministrativo e sul lavoro svolto, con comunicati stampa e interviste agli Assessori. E questo non per autocelebrazione, ma per il solo dovere di informare. E’ un diritto dei cittadini sapere come e quanto opera l’Amministrazione comunale.
Sugli incarichi dati senza concorso posso dir poco, in quanto non conosco la legge in merito e quanto è stato fatto fino ad oggi. Ritengo però necessario la discrezionalità del Sindaco nella scelta. Personalmente ho constatato che spesso sono state portate all’evidenza pubblica “manifestazioni di interesse” per servizi e bandi. Come responsabile dell’Associazione di promozione sociale Isola di Graziella ho partecipato alla manifestazione di interesse pubblico per la gestione gratuita  della Biblioteca Comunale. Sappiamo di aver avuto assegnato tale servizio di volontariato in quanto  la nostra Associazione  è stata l’unica a presentare domanda.
Mi ha poi sorpreso non poco il fatto che la lettera di cui sopra non ha citato, se non in maniera riduttiva,  la grossa difficoltà operativa  in cui è venuto a trovarsi il Comune a livello economico dopo le elezioni, quasi che fosse un dato accidentale e di poco conto. E’ invece un dato, a parer mio, gravissimo e dalle conseguenze devastanti per noi cittadini,  aggravato dal fatto che la Corte dei Conti presenta ogni volta ai nostri attuali Amministratori un conto salato da pagare, dovuto alle mancanze di chi li ha preceduti nel governo dell’isola. E l’economia - lo sappiamo bene tutti -  è il primo aspetto della vita di un Comune.
Se carenza c’è stata da parte dell’attuale Amministrazione,  essa è da individuarsi nel non aver bene evidenziato, e con insistenza continua, al paese le macerie economiche ed amministrative nelle quali la nuova Amministrazione si è trovata ad operare. Infatti non sono stati costantemente puntati i riflettori sulle falle da riparare, sulle scelte politiche del passato da correggere,  sulle relazioni distorte tra politica e cittadini, sugli uffici comunali da ricostruire, sugli ingenti debiti da recuperare, sulle continue richieste della Corte dei Conti, sulle difficoltà a reperire ogni mesi gli stipendi dei dipendenti. Pochi si rendono conto che oggi, al Comune, si lotta ogni giorno per la sopravvivenza e per soddisfare i più elementari diritti umani.
Posso sbagliarmi ma, dal mio punto di vista, bisognava coinvolgere attivamente tutta la cittadinanza su questo processo difficile e lungo di risanamento, in quanto il danno ricade ogni giorno sull’intero paese. La responsabilità del risanamento deve essere collettiva. I sacrifici  sono da ripartire sull’intera collettività. Proponevo in un precedente articolo  di limitare per un anno l’uso dei motorini e delle auto proprio per devolvere le somme risparmiate al  risanamento; oppure associare ad ogni evento culturale o ricreativo una raccolta fondi sempre per lo stesso scopo. La città non può vivere come se questo pre-dissesto economico appartenesse ad altri e non a noi tutti.
Infatti non mi sembra che attualmente ci sia coscienza della gravità della situazione se i sottoscrittori della lettera usano le seguenti dure espressioni:  “Né è possibile ascoltare sempre la stessa solfa degli spaventosi buchi di bilancio ereditati.” Oppure “Procida è in condizioni non dissimili da quelle in cui era nel maggio del 2015.”
A parte il fatto che, pur restando moltissimo da fare, sono stati recuperati, in solo un anno e mezzo, già 2 milioni e 300mila euro. L’equilibrio economico di gestione, i bilanci corretti sono alla base della vita di una famiglia e di un paese. Un figlio che sa del rischio del fallimento non chiede i soldi per andare all’Università o per andare a un concerto ma si mette accanto al padre  per cercare di capire come salvare la famiglia. Oggi più che mai è necessario che tutti i cittadini mettano a disposizione degli Amministratori idee e proposte per vedere come risanare le falle.
E poi, non mi sembra proprio che Procida sia come nel maggio 2015. Prima non sapevamo la realtà, non conoscevamo il grande buco nero nel quali stavamo precipitando. Oggi sono venute alla luce le carenze accumulate nei decenni. C’è la chiarezza della situazione.  C’è il coraggio dei giovani Amministratori a mettersi sulle spalle tutte le carenze del passato. C’è la possibilità per ogni cittadino di visionare i documenti, visionare il bilancio e gli elenchi di spesa. Per cui è stato, dal mio punto di vista, troppo ingeneroso dire che i nostri amministratori stanno lì a perder tempo.
Proprio recentemente il Sindaco ha invitato i cittadini a partecipare alla vita amministrativa secondo le competenze proprie, per la realizzazione del progetto politico e questo non mi sembra poco. So che si apriranno a breve dei tavoli di lavoro, uno per ogni assessorato.
E giunta quindi l’occasione per dare una mano concretamente.
Pasquale Lubrano Lavadera





martedì 7 marzo 2017

8 MARZO FESTA DELLA DONNA

Anna Rosaria Meglio

L'otto marzo


Milioni di fiori profumano il mondo.

Boccioli di rose  colorate,

ornati da goccie di rugiada

che riflettano i raggi del sole,

formando girandole di luce.

Queste rose siete voi: DONNE!

Che illuminate la terra,

con la vostra luce interiore.

donando al mondo la bellezza,

la fierezza e la gioia 

di essere DONNE!


AUGURI!Anna Rosaria Meglio

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lunedì 6 marzo 2017

Procida: Il belvedere di Callia

































A Callia, un angolo di incomparabile bellezza incastonato nella Procida storica, si può ammirare  uno degli scenari più belli dell'isola: 
il porticciolo della Corricella, la Terra Murata, la baia della Chaia e punta Pizzago. Sarebbe opportuno vietare la sosta di auto e motorini e rendere il belvedere tappa principale di ogni escursione turistica.  
Anche l'invasione dei motoscafi nella Chiaia andrebbe limitata moltissimo, perché la baia è balneabile e un numero eccessivo di motoscafi produce inevitabile inquinamento, dannoso per la salute dei bagnanti. La sosta dei motoscafi andrebbe concessa solo dove non c'è balneazione.