lunedì 20 marzo 2017

Coraggio e Chiarezza: la forza politica dell'attuale Amministrazione

Il Sindaco di Procida Raimondo Ambrosino

Entro in merito al dibattito in corso, dopo la lettera pubblicata da Il Procidano a firma di alcuni autorevoli professionisti locali.
Colpiva in primo luogo in quella lettera il sentimento di delusione per non vedere ancora i frutti della primavera politica tanto sperata. Si sperava infatti che, messi fuori gioco i fautori di una lunga stagione politica non positiva, che va dal 1993 al 2015, nel giro di un paio d’anni l’isola sarebbe ritornata a vivere dignitosamente, e risplendere come mai era stato prima.
Richiesta legittima ma poco realistica, perché quando si lavora sulle macerie  e col pericolo incombente di un dissesto economico per tutti, non è così facile mettere in atto tutto quanto si era pensato di fare. Occorrono tempi molto lunghi. L’esperienza insegna.
Tutti noi auspicavano di avere, quanto prima una Procida senza traffico sulle strade, con costi della spazzatura meno elevati, con lavori pubblici a regola d’arte, senza clientele, con trasparenza negli atti, con incarichi attribuiti per concorso e con un impegno serio per il Palazzo d’Avalos e tant’altro ancora.
Tuttavia va detto subito, che molte di queste esigenze vitali per l’isola sono state già avviate con solerzia e buon senso da parte del Sindaco Raimondo Ambrosino e della sua squadra.
Sul traffico ci sono stati già molti segnali decisamente positivi dopo alcune tristi stagioni in cui ogni provvedimento di limitazione era stato bandito. Si sta cercando di scoraggiare il traffico delle auto, sono state ripristinate le fasce orarie pedonali in luglio e agosto, forse da estendere anche a giugno e settembre.
Purtroppo, proprio a riguardo del traffico abbiamo appreso con amarezza la sentenza del TAR che consente ai taxi il percorso diretto da san Giacomo all’Olmo. Il TAR forse non sa che nelle maggior parte delle strade di Procida,  non esistono marciapiedi né corridoi pedonali, senza i quali il traffico non dovrebbe essere consentito. Una sentenza, quindi, a parer mio, da impugnare.
Per i costi della spazzatura il discorso è troppo serio e impegnativo per essere liquidato con una domanda  di riduzione dei costi. Tutti sanno che l’operazione spazzatura, già negli anni novanta,  aveva portato il costo a cifre crescenti, cifre che sono lievitate sempre di più fino ad arrivare all’attuale formulario di riscossione, procurando tra l’altro al Comune di Procida due interdittive antimafia, che hanno permesso all’opposizione “Insieme per Procida” di intervenire in Prefettura per liquidare  la SEPA e avviare nuove strategie che, però, non danno ancora quei risultati che tutti noi auspicavamo. Grande lavoro hanno dovuto fare i nuovi Amministratori per completare l’isola ecologica a Pizzaco ed attivarla nel migliore dei modi. Pertanto sento che vanno ringraziati per lo strenuo impegno profuso. I documenti sono a disposizione di tutti i cittadini che sono interessati a conoscere i dettagli  relativi ai costi della spazzatura e del perché paghiamo così tanto.
 Un grandissimo lavoro è stato poi portato avanti per i lavori pubblici, con difficoltà inimmaginabili e con una presenza quasi costante dei nuovi Amministratori sul territorio, assumendo responsabilmente scelte che erano state fatte dei precedenti Amministratori e cercando di portare a termine ogni opera nel migliore dei modi e riparando, là dove si è reso necessario, errori del passato. Anche su questo aspetto ho chiesto informazioni dettagliate e le ho sempre avute.
Mi sorprende, non poco, il discorso sulle “clientele”. Se un impegno fondamentale è stato pubblicamente preso da Raimondo Ambrosino e dalla sua squadra è stato quello della lotta al clientelismo, alla corruzione e all’illegalità, in quanto esse sono le malattie mortali della politica. Personalmente ho più volte sentito dire dall’attuale Sindaco espressioni di rammarico per aver dovuto rifiutare benefici a persone che avevano sostenuto “La Procida che Vorrei.” Dico di più: in una pubblica  assemblea a Santa Margherita il 24 agosto 2016, egli affermò che il primo nemico da sconfiggere nell’isola è proprio quello delle clientele, ossia, come egli precisò, “correggere la visione distorta del  bene comune inteso come la somma dei beni individuali.”
Sulla trasparenza ritengo che si sono fatti passi da giganti. E’ stato creato un portale  dell’Assessorato alla Comunicazione proprio per informare i cittadini sull’impegno amministrativo e sul lavoro svolto, con comunicati stampa e interviste agli Assessori. E questo non per autocelebrazione, ma per il solo dovere di informare. E’ un diritto dei cittadini sapere come e quanto opera l’Amministrazione comunale.
Sugli incarichi dati senza concorso posso dir poco, in quanto non conosco la legge in merito e quanto è stato fatto fino ad oggi. Ritengo però necessario la discrezionalità del Sindaco nella scelta. Personalmente ho constatato che spesso sono state portate all’evidenza pubblica “manifestazioni di interesse” per servizi e bandi. Come responsabile dell’Associazione di promozione sociale Isola di Graziella ho partecipato alla manifestazione di interesse pubblico per la gestione gratuita  della Biblioteca Comunale. Sappiamo di aver avuto assegnato tale servizio di volontariato in quanto  la nostra Associazione  è stata l’unica a presentare domanda.
Mi ha poi sorpreso non poco il fatto che la lettera di cui sopra non ha citato, se non in maniera riduttiva,  la grossa difficoltà operativa  in cui è venuto a trovarsi il Comune a livello economico dopo le elezioni, quasi che fosse un dato accidentale e di poco conto. E’ invece un dato, a parer mio, gravissimo e dalle conseguenze devastanti per noi cittadini,  aggravato dal fatto che la Corte dei Conti presenta ogni volta ai nostri attuali Amministratori un conto salato da pagare, dovuto alle mancanze di chi li ha preceduti nel governo dell’isola. E l’economia - lo sappiamo bene tutti -  è il primo aspetto della vita di un Comune.
Se carenza c’è stata da parte dell’attuale Amministrazione,  essa è da individuarsi nel non aver bene evidenziato, e con insistenza continua, al paese le macerie economiche ed amministrative nelle quali la nuova Amministrazione si è trovata ad operare. Infatti non sono stati costantemente puntati i riflettori sulle falle da riparare, sulle scelte politiche del passato da correggere,  sulle relazioni distorte tra politica e cittadini, sugli uffici comunali da ricostruire, sugli ingenti debiti da recuperare, sulle continue richieste della Corte dei Conti, sulle difficoltà a reperire ogni mesi gli stipendi dei dipendenti. Pochi si rendono conto che oggi, al Comune, si lotta ogni giorno per la sopravvivenza e per soddisfare i più elementari diritti umani.
Posso sbagliarmi ma, dal mio punto di vista, bisognava coinvolgere attivamente tutta la cittadinanza su questo processo difficile e lungo di risanamento, in quanto il danno ricade ogni giorno sull’intero paese. La responsabilità del risanamento deve essere collettiva. I sacrifici  sono da ripartire sull’intera collettività. Proponevo in un precedente articolo  di limitare per un anno l’uso dei motorini e delle auto proprio per devolvere le somme risparmiate al  risanamento; oppure associare ad ogni evento culturale o ricreativo una raccolta fondi sempre per lo stesso scopo. La città non può vivere come se questo pre-dissesto economico appartenesse ad altri e non a noi tutti.
Infatti non mi sembra che attualmente ci sia coscienza della gravità della situazione se i sottoscrittori della lettera usano le seguenti dure espressioni:  “Né è possibile ascoltare sempre la stessa solfa degli spaventosi buchi di bilancio ereditati.” Oppure “Procida è in condizioni non dissimili da quelle in cui era nel maggio del 2015.”
A parte il fatto che, pur restando moltissimo da fare, sono stati recuperati, in solo un anno e mezzo, già 2 milioni e 300mila euro. L’equilibrio economico di gestione, i bilanci corretti sono alla base della vita di una famiglia e di un paese. Un figlio che sa del rischio del fallimento non chiede i soldi per andare all’Università o per andare a un concerto ma si mette accanto al padre  per cercare di capire come salvare la famiglia. Oggi più che mai è necessario che tutti i cittadini mettano a disposizione degli Amministratori idee e proposte per vedere come risanare le falle.
E poi, non mi sembra proprio che Procida sia come nel maggio 2015. Prima non sapevamo la realtà, non conoscevamo il grande buco nero nel quali stavamo precipitando. Oggi sono venute alla luce le carenze accumulate nei decenni. C’è la chiarezza della situazione.  C’è il coraggio dei giovani Amministratori a mettersi sulle spalle tutte le carenze del passato. C’è la possibilità per ogni cittadino di visionare i documenti, visionare il bilancio e gli elenchi di spesa. Per cui è stato, dal mio punto di vista, troppo ingeneroso dire che i nostri amministratori stanno lì a perder tempo.
Proprio recentemente il Sindaco ha invitato i cittadini a partecipare alla vita amministrativa secondo le competenze proprie, per la realizzazione del progetto politico e questo non mi sembra poco. So che si apriranno a breve dei tavoli di lavoro, uno per ogni assessorato.
E giunta quindi l’occasione per dare una mano concretamente.
Pasquale Lubrano Lavadera





martedì 7 marzo 2017

8 MARZO FESTA DELLA DONNA

Anna Rosaria Meglio

L'otto marzo


Milioni di fiori profumano il mondo.

Boccioli di rose  colorate,

ornati da goccie di rugiada

che riflettano i raggi del sole,

formando girandole di luce.

Queste rose siete voi: DONNE!

Che illuminate la terra,

con la vostra luce interiore.

donando al mondo la bellezza,

la fierezza e la gioia 

di essere DONNE!


AUGURI!Anna Rosaria Meglio

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lunedì 6 marzo 2017

Procida: Il belvedere di Callia

































A Callia, un angolo di incomparabile bellezza incastonato nella Procida storica, si può ammirare  uno degli scenari più belli dell'isola: 
il porticciolo della Corricella, la Terra Murata, la baia della Chaia e punta Pizzago. Sarebbe opportuno vietare la sosta di auto e motorini e rendere il belvedere tappa principale di ogni escursione turistica.  
Anche l'invasione dei motoscafi nella Chiaia andrebbe limitata moltissimo, perché la baia è balneabile e un numero eccessivo di motoscafi produce inevitabile inquinamento, dannoso per la salute dei bagnanti. La sosta dei motoscafi andrebbe concessa solo dove non c'è balneazione.







venerdì 3 marzo 2017

Riflessi

Una scena del film Graziella di Giorgio Bianchi

L' amore resta.... Quando due persone si innamorano, sono contenti, pieni d' amore l'uno per l'altro, fantasticano su tante cose. Se sono adolescenti pensano di crescere insieme, vivere il loro amore fino in fondo cercando di condividere ogni esperienza.  E il loro amore cresce facendo coppia . Nelle amicizie, nella società a scuola, dappertutto, sono insieme e il loro amore cresce con i battiti del cuore e le emozioni che entrambi si portano dentro. Spessò, però,, senza un perché, la coppia  si dissolve come una bolla di sapone, incolpandosi l'un l'altro di errori e delusioni. L' unico rimedio sarebbe  perdonarsi, ma non sempre è facile . Ognuno cambia strada e si lasciano, pur rimanendo alcune volte sempre amici. Poi in una sera d'estate dopo tanti anni ti trovi con amici a guardare le stelle nella notte di SAN LORENZO e all' improvviso qualcuno ti chiede : “Ti ricordi il tuo primo amore?" E la tua risposta è eloquente, sorridi pensando A QUELL'AMORE di gioventu'  : PURO| e BELLO e solo allora capisci che l'amore vissuto  rimane, anche se è solo un puntino, un granello di sabbia è ancora il nel tuo cuore . RIMANE , rimane per sempre. Quell' primo amore della vita.


Anna Rosaria Meglio.

giovedì 2 marzo 2017

Procida 1954: Quando Maria Fiore era Graziella





Maria Fiore  (Graziella) e Jean Pierre Mocky (Alphonse)

Avevo 10 anni e  mi preparavo per l’esame di ammissione alla scuola media. La notizia che l’isola diventava un  set cinematografico circolò tra noi ragazzi e nelle nostre famiglie: “Sull’isola si inizia a girare un film su Graziella, il famoso romanzo di Alphonse de Lamartine e l’attrice scelta per il ruolo della ragazza procidana amata dal poeta è  Maria Fiore, una giovanissima di solo 19 anni, romana, molto famosa per aver girato a soli 17 anni un film di successo: Due soldi di Speranza.”

Nei giorni seguenti la notizia entusiasmò grandi e piccoli e un tam tam spontaneo trasmetteva da una punta all’altra dell’isola gli spostamenti dei cineasti: “Ieri hanno girato alla Corricella, domani saranno alla Chiaiozza a Solchiaro…La casa di Graziella è stata scelta a via Raia, ma non è quella che noi indichiamo come la vera casa di Graziella…”

Non si parlava d’altro e i giovani e le ragazze osavano avvicinarsi  alle varie location per curiosare sul set e apprendere qualcosa dell’arte del fare cinema. Purtroppo a noi ragazzetti non era dato scorrazzare da soli  per l’isola, anzi ci venne imposto il divieto, per cui non ci restava che aspettare una location nei pressi delle nostre abitazioni. Cosa del tutto improbabile.

Ma, un pomeriggio assolato di giugno - le scuole erano finite ed io mi ero recato al negozio di mio padre al “Pozzo” – avvenne il “miracolo”. C’eravamo dato convegno con ragazzetti della zona nello spazio antistante il negozio per fare i nostri giochi di postazione, quando vidi arrivare di corsa dal “Canalone” – la strada che conduceva al porto – Lia, mia amica coetanea,  la quale, nel vedermi, con euforia mi gridò: “Tra poco salirà, in carrozza, l’attrice Maria Fiore!” Il cuore prese a battermi forte: l’avrei finalmente vista, avrei guardato negli occhi l’attrice che impersonava Graziella.

Non so bene il perché ma il mondo del cinema, in quegli anni, mi appariva magico e meraviglioso e mi attirava molto. Avrei fatto pazzie pur di sedermi nella grande sala per vedere un film, un qualunque film. Forse perché Nestore, il garzone di mio padre, amico del gestore del cinema Moderno, vedeva ogni sera un film e affiggeva poi, in una bacheca posta sulla porta secondaria del mio negozio, la locandina del film in programmazione il giorno dopo. Quando si intratteneva con me non faceva altro che parlarmi dei film visti, degli attori e della loro vita. La nascita di determinati interessi nella mente di un ragazzo è sempre determinata da imput molto precisi, e in me quell’interesse per il cinema  non mi avrebbe più lasciato.

Trepidante e desideroso, aspettai il passaggio della carrozza. Dopo alcuni minuti la vidi  spuntare  dal “Canalone” con il cavallo che trottava baldanzoso  ma lentamente. Anche il conducente aveva l’aria di uno che ha vinto un trofeo e vuole mostrarlo a tutti. Infatti quando fu all’altezza del negozio, si levò il cappello per salutare con solennità mio padre, anche lui in attesa sulla porta del negozio per veder passare l’attrice. La carrozza mi apparve avvolta da una insolita luce fiammeggiante e la ragazza sorridente che sedeva  nel sedile posteriore mi sembrò una  di quelle principessa di cui avevo letto nei libri delle favole. Con i capelli folti  scompigliati dal vento lei ci lancio un sorriso con i suoi occhi neri. Noi ragazzi avremmo voluto aggrapparci alla carrozza, per lasciarci trasportare in quella scia luminosa che avevamo intravisto con gli occhi della fantasia, ma ci i limitammo a correrle dietro fino a quando il respiro ce lo consentì; fermi sulla strada e ansimanti per lo sforzo la vedemmo poi lentamente scomparire. Mogi mogi tornammo alla nostra realtà con nel cuore e nella mente la gioia di aver visto la protagonista del film che si stava girando a Procida. 

Ora avrei potuto dire a tutti che anch’io  l’avevo incontrata, aggiungendo che fare l’attore è un bel mestiere e che avrei potuto anch’io farlo da grande.

In famiglia, nei giorni seguenti si continuò a parlare  della lavorazione del film  e della bellezza della fanciulla chiamata a interpretare Graziella: “Proprio una procidana, una di noi”,  commentava  zia Teresa.Ormai tutte le notizie riguardanti la troupe cinematografica  erano diventate di interesse generale e la fantasia amplificava e diffondeva sensazioni piacevoli e fatti esaltanti. 

Un giorno sentimmo uno scampanio prolungato che, come per un richiamo segreto, si diffondeva da una chiesa all’altra e mia zia, sempre attenta  a decifrare quanto avveniva sull’isola,  a quel’insolito concerto di campane  volle darci la sua interpretazione: “Stanno girando per la seconda volta la scena del funerale di Graziella, le campane servono ad esprimere il dolore dell’isola per quella povera fanciulla morta per amore. Dicono che Maria Fiore  ha voluto assistere a questa scena ed ha pianto molto”. 

Solo qualche giorno dopo cambio di scena alla Corricella: la piazza centrale della piccola marina  si riempì di luci e di musica nel mentre si girava la scena del ballo pubblico delle giovani fanciulle con i loro cavalieri innamorati. Molti i giovani e le ragazze ingaggiati per le comparse  e Maria Fiore si trovò bene a suo agio  con le fanciulle procidane e divenne molto amica di Anna Lubrano Lavadera già eletta Graziella nella Sagra del Mare del 1953.  Mia zia infatti raccontò: “Maria Fiore è stata anche a pranzo a casa di Anna e le hanno potuto stringere la mano  tutti i parenti e i vicini di casa.  E’ proprio una ragazza semplice come le nostre ragazze, non si dà arie, è sempre gioiosa e sorride a tutti anche ai bambini piccoli.” 

Ma un bel giorno si spensero le luci e i riflettori, si smontarono le impalcature  e gli attori , il regista e l’intera  troupe lasciarono l’isola.  Sentimmo tutti che veniva a mancarci qualcosa che ormai era diventata una presenza significativa nella monotonia del nostro vivere isolano. La presenza di quella folta compagine cinematografica, in quei mesi,  aveva come riempito un vuoto, trasportandoci tutti, gradi e piccoli nella fantastica magia che solo il cinema riesce a ricreare. Ma più di tutto sentivamo la mancanza di quel sorriso luminoso, di quella disinvolta capacità di Maria Fiore di entrare in rapporto con la nostra gente. 

Pasquale Lubrano Lavadera


Procida via Raia: Anna Lubrano Lavadera (prima a sinistra) con Maria Fiore
e altre due ragazze procidane durante la lavorazione del film "Graziella"

Graziella a Solchiaro con sullo sfondo santa Margherita e Vivara

La scena del ballo alla Corricella
Graziella alla Chiaiozza a Solchiaro
La locndina del film

mercoledì 1 marzo 2017

Procida dopo la drammatica situazione economica

Viva partecipazione alla Sagra del Mare 2016

Penso che non tutti i procidani sono ancora venuti a conoscenza della drammatica situazione economica-amministrativa in cui ci troviamo, a causa del forte indebitamento pubblico, di oltre 24milioni di euro, accumulatosi in questi decenni e di alcuni gravi provvedimenti giudiziari in corso.

E’ senz’altro la maggiore crisi del nostro Comune dal dopoguerra ad oggi, per superare la quale occorre il concorso e la buona volontà da parte di tutta la cittadinanza.

Gli attuali Amministratori, pur non avendo avuto responsabilità, sono stati costretti ad ereditare questo grande defaut  e a provvedere al risanamento richiesto dalla Corte dei Conti ed a gestire l’ingestibile.Come possiamo comprendere tutti, amministrare con le casse vuote, e risanare il grande debito, non è operazione facile, in quanto è stato necessario ridurre drasticamente le spese e limitare i servizi e aumentare qualche tassazione, senza poter assumere altri dipendenti in sostituzione di quello andati via via in pensione, e lavorando quindi in situazioni estremamente precarie. In più con alcuni uffici comunali inquisiti e dipendenti rinviati a giudizio con forti tensioni interne.

Tuttavia il Sindaco Raimondo Ambrosino e la sua squadra ce la stanno mettendo tutta e sono riusciti già a diminuire il debito, in un solo anno e mezzo,  di 2milioni e 300mila euro. Inoltre stanno cercando di ridare fiducia ad una macchina comunale indebolita dalle tristi vicende.Ogni mese è una lotta contro il tempo per recuperare almeno le risorse economiche necessarie per pagare i dipendenti e per assicurare i servizi sociali minimi.

Qualcuno osa però ancora dubitare su tale stato di precarietà, minimizzando, anche perché – come talvolta si sente dire - se il Comune fosse davvero con le casse vuote, non potrebbe realizzare la Sagra del Mare, il Premio Elsa Morante, il Natale a Procida, ultimare lavori pubblici e tant’altro ancora.

Il cittadino che dubita, forse non sa che per determinati  progetti ci sono finanziamenti a parte che vengono dati dalla Regione o dalla Comunità Europea. Se non ci fossero stati questi fondi “straordinari”, quelle manifestazioni non si sarebbero potuto fare, né si potevano portare avanti gli attuali lavori pubblici.Pertanto, fermo restando la possibilità di avere sempre questi finanziamenti mirati, poiché l’isola versa in una situazione di estrema precarietà, è necessario che  noi cittadini ne prendiamo coscienza e  ce ne occupiamo in qualche modo, in quanto il debito dovrà essere estinto sempre con i nostri soldi.

Per esempio, potremmo, tutti insieme, fermare l’auto e il motorino per una settimana al mese e versare il corrispettivo di spesa risparmiato nelle casse comunali, oppure creare mercatini rionali periodicamente, realizzare spettacoli con gli artisti locali sempre finalizzati alla raccolta fondi, donare due ore di lavoro straordinario al mese, ridurre le dimensioni dei “misteri del venerdì santo” con plastici più sobri e devolvere il risparmio alle casse comunali e  quant’altro la nostra fantasia saprà ispirare.

Sarebbe un segnale forte di partecipazione comunitaria al risanamento della nostra isola, con l’obiettivo futuro - è un sogno? - di approntare un bilancio comunale insieme ai cittadini: un’avventura sociale e politica nuova e di forte impatto, che potrebbe cambiare la storia dell’isola.

Se una famiglia rischia il fallimento, tutti i componenti della famiglia si danno da fare per scongiurare il disastro. Penso che anche per l’isola di Procida debba valere lo stesso ragionamento, in quanto, se malauguratamente l’isola dovesse essere commissariata, il danno sarebbe per tutti noi. Per cui è necessario dare priorità, sia politicamente che socialmente, al risanamento.

Estendere, per questo aspetto economico-amministrativo, all’intera comunità quello che sta facendo già da più di venti anni,  con impegno e passione, Operazione Primavera, dove cittadini di varia estrazione politica, insieme, danno tempo e risorse economiche per la cura  del nostro ambiente che diversamente sarebbe stato abbandonato a se stesso per mancanza di mezzi da parte del Comune, rappresenterebbe un grosso passo avanti.

E qualora riuscissimo ancora a realizzare, con fondi regionali o europei, la Sagra del Mare, le manifestazioni culturale, il Presepe Vivente e quant’altro ci sarà possibile, non dimenticheremmo mai il problema del risanamento, lanciando sempre in tali occasione, sottoscrizioni per Procida, come avviene ormai  in tante circostanze e in tante città anche con l’aiuto della televisione.

E’ vero, la terra non ha tremato qui a Procida, ma un terremoto economico-amministrativo c’è stato, per cui non possiamo ignorare questo impegno collettivo da condividere con gli attuali Amministratori.

Pasquale Lubrano Lavadera

giovedì 16 febbraio 2017

Benessere Giovani ORGANIZZIAMOCI

Procida: Un momento dell'incontro con la cittadinanza il 15 febbraio 2017


Il Comune di Procida ha approvato il Progetto preliminare di Cantiere Permanente Formazione alla Innovazione "Energie Sinergiche" per partecipare al bando regionale  Benessere Giovani  che prevede laboratori tematici e meeting per giovani che vogliono apprendere le modalità per creare un impresa o una cooperativa nel settore ambiente/ energia, coesione sociale, tecnologia digitale.
Ai giovani partecipanti, dai 16 ai 35 anni, verrà dato un gettone di presenza. Per la partecipazione la domanda va presentata al Comune entro il 20 febbraio 2017. 
Giovedì 15 febbraio con la presenza dell'Assessore Marciano e i Sindaci del Comune di Ischia è stato presentato a Terra Murata il Progetto alla Cittadinanza e siglato l'accordo tra i Sindaci delle due isole per partecipare insieme all'iniziativa.