giovedì 29 settembre 2016

Procida: Il futuro è nelle mani del Sindaco Raimondo Ambrosino. A partire da Terra Murata.

IL Sindaco Raimondo Ambrosino, l?Assessore Nico Granito e Claudio Morandini
vincitore del Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante 2016

Subito dopo le elezioni a Sindaco di Raimondo Ambrosino ci fu entusiasmo, anche perché, erroneamente, qualcuno pensava che un giovane è più disponibile alle richieste, più "manovrabile". Ma Raimondo Ambrosino oppose resistenza a quanti pensavano di amministrare in vece sua o a quanti andavano per chiedere, sicuri di ottenere.
Se fino ad ieri  ci si comportava così,  ora si ascoltava tutti ma le decisioni venivano prese in un ottica collettiva, anche se si scontentava qualcuno, in quanto la priorità era il bene comune. Raimondo Ambrosino ha avuto il coraggio di affermarlo il 24 agosto 2016 in un convegno pubblico con la calma che lo contraddistingue  e la fermezza di un vero leader politico.
Se ricordiamo bene le sue parole,  egli disse che andava chiarito ai cittadini un equivoco di fondo:  il bene comune non è la somma di tanti beni personali, ma un processo democratico vissuto in uno spirito comune che conduca a  soluzioni positive per la collettività.
Un’affermazione storica, rivoluzionaria per Procida nella sua attuazione.
E’ oggi questa, a parer nostro, la sfida grande che si pone davanti al Sindaco Raimondo Ambrosino e alla sua squadra  amministrativa dopo questi primi  16 mesi. Ciò non significa che non si potranno fare errori; ma l’errore, se compreso, può essere corretto.
Sarà necessario, pertanto, portare il Consiglio comunale, la Giunta, la Cittadinanza ad avere sempre davanti ad ogni scelta l'obiettivo del bene comune, nella consapevolezza che non è il fare che conta ma il come si lavora e si sceglie.
Ci riuscirà Raimondo Ambrosino nei prossimi quattro anni? Noi ce lo auguriamo di tutto cuore perché solo in questa direzione Procida potrà avere la svolta che da tempo  tutti auspichiamo.
Ogni cittadino, ha ribadito più volte il Sindaco, è chiamato ad osservare, fare le proprie valutazioni e proposte ed esercitare quella critica costruttiva necessaria. 
Pertanto, ci permettiamo di offrire una nostra personale indicazione su alcuni aspetti che ci sembrano prioritari in questo momento..
Se Raimondo Ambrosino ha avuto la forza di affermare oggi l'importanza del bene comune e il come realizzarlo, bisogna con onestà riconoscere che essa è il frutto di un’esperienza personale umana e politica avvenuta negli anni  attraverso passaggi politici importanti.
Va  ricordato, infatti, che Procida, nel 2010, visse una svolta nell’area di Centrosinistra, e Raimondo Ambrosino fu uno dei protagonisti di tale svolta. 
Per la prima volta, dopo decenni di litigiosità e di contrapposizione che avevano "regalato" a  Procida un'Amministrazione di Centrodestra per oltre vent’anni, le forze dell’area del Centrosinistra confluirono  nella  lista unica “Insieme per Procida”. 
Un fatto storico, un sogno che si avverava,  radice di quel movimento politico che, dopo alterne vicende,  ha portato  successivamente nel 2015 alla vittoria  de  “La Procida che vorrei.”
Ebbene, se l’albero non può staccarsi dalla radice, pena il suo inaridimento e la sua morte, “La Procida che vorrei”,  che ha dato al Paese il Sindaco Raimondo Ambrosino,  è chiamata a lavorare nella sua unitarietà  insieme al suo Sindaco, per realizzare quel bene comune che oggi interessa tutti,  ricomponendo  quell’humus iniziale di intelligenze, capacità e buone volontà, che avevano fatto sognare  in un cambiamento politico fin dal 2010.
Per tale grande fine abbiamo oggi due grandi opportunità: costruire il progetto da mettere in campo per la rivalutazione di Terra Murata, in un contesto  territoriale ampio, per dirla con Giancarlo Cosenza, che  guardi  tutta l’isola.  Occorrerà però prendere in mano  il programma approvato dal Ministero, con il sostegno di una squadra tecnica e di quanti si sentono orientati a condividerne il lavoro di attuazione. 
Nel contempo,  un’altra squadra affronterà un altro aspetto, non secondario per l’attuazione di ogni obiettivo: la rifondazione dell’Azienda Comune, la messa a punto degli Uffici comunali, anche con il contributo di volontari.  Senza un’Azienda efficiente  Il Sindaco e l’Amministrazione non hanno gli strumenti per ben operare.


mercoledì 28 settembre 2016

Procida.Pallazzo d'Avalos: Occorre una sinergia tra Istituzioni e Cittadinanza


Visita al Palazzo d'Avalos aperto al pubblico
In questi ultimi 30 anni, salvo un timido tentativo di restauro della parte più antica del Palazzo d’Avalos di Procida da parte del Ministero di Grazia e Giustizia,, che ne ha salvato almeno il crollo di strutture portanti,  la polvere del tempo ha continuato a depositare la sua coltre sugli antichi spazi, mentre una domanda sempre più pressante cominciava a farsi spazio nella mente di chi osava alzare gli occhi sulle  vecchie strutture ormai in disuso e spazzate dal vento e corrose dalla pioggia e sui giardini d’intorno, un tempo coltivati con cura dai carcerati: che ne sarà del futuro di Terra Murata  e del vecchio Palazzo?
  Solo di recente un dispositivo legislativo ha restituito al Comune di Procida l’antica struttura: con provvedimento ministeriale, infatti, il Palazzo d’Avalos e le strutture carcerarie aggiunte nel 900 tornano alla collettività, a condizione che entro 14 anni  vi venga realizzato un progetto di utilizzo coerente con la storia, la cultura  e con lo sviluppo dell’isola.
   Oggi tale programma di rivalutazione, presentato  nel 2014 dal Comune, è stato approvato dal Ministero dei Beni culturali e si attende che il progetto prenda il via con la ricerca di opportuni investimenti. La qualcosa desta non poche preoccupazioni.
    Sorge infatti un interrogativo reale: saprà l’isola sventare eventuali tentativi di speculazioni rischiose - sempre presenti in casi del genere - che  potrebbero offuscare  storia, cultura e tradizione indirizzandosi solo nella direzione  becera  di un capitalismo selvaggio? Sapranno i politici locali a cui è affidata la realizzazione del progetto essere illuminati, sapienti e forti in questa operazione di discernimento? O cederanno alle lusinghe di chi lascia falsamente intravedere  paradisi artificiali e lontani  da un utilizzo coerente con la Storia dell’isola?
   Noi osiamo sperare che prevalga la saggezza attraverso scelte oculate finalizzate al bene comune e non agli interessi  del capitale.  Forse sarebbe opportuno che la popolazione intera, nelle sue rappresentanze sociali, si riappropriasse idealmente di questo patrimonio e, dopo aver vagliato le carte ufficiali del programma approvato, costituisse un Comitato di vigilanza morale  per sostenere, consigliare e indirizzare  al meglio e al bene  chi è preposto a decidere e sottoscrivere.
   Sì, riteniamo necessario questo impegno morale dei cittadini, anche perché la politica italiana, ogni qualvolta ha agito senza più rapportarsi con la cittadinanza,  ha causato in operazioni simili non pochi danni.
   E’ auspicabile quindi che le istituzioni pubbliche agiscano in stretto rapporto con le istituzioni sociali,  Terra Murata, nella sua parte più antica  riprenda oggi la sua nobile funzione di propulsione culturale ed economica.

Dal libro Procida. Il Palazzo d’Avalos: genesi storica, architettonica e urbanistica  di Gianlorenzo di Gennaro Sclano, Pasquale Lubrano Lavadera – Edizioni CLEAN Napoli 2016


martedì 23 agosto 2016

Un'osservazione partendo dal manifesto di Giancarlo Cosenza

 Raimondo Ambrosino, Peppe Civati e Giancarlo Cosenza

Circa un mese fa è apparso  nelle strade di Procida un manifesto di colore giallo a firma di Giancarlo Cosenza, noto nell'isola per le sue straordinarie pubblicazioni sulla nostra architettura (è stato uno dei primi a riconoscere la grandezza della nostra storia, dell'inestimabile valore dei nostri beni ambientali, a valorizzare la nostra cultura nel mondo).
Procida dovrebbe essergli riconoscente ed essere onorata di averlo tra i suoi cittadini, anche perché da politico ha portato avanti battaglie civili per l’isola, offrendo alla comunità procidana il personale contributo con quella passione indispensabile per costruire la "nuova umanità" che tutti sogniamo. Proprio partendo dal suo manifesto giallo prende spunto la nostra riflessione sulla realtà politica procidana, oggi.

La forza della democrazia, diceva Bobbio,  sta nella capacità di rinnovarsi ogni giorno e di guardare in avanti sempre con speranza. Le tradizioni sono importanti ma se frenano lo sviluppo culturale e sociale  diventano un danno. Giancarlo Cosenza ha saputo tessere, in questi decenni, un dialogo con molti procidani ed ha sottolineato i fermenti positivi da qualunque parte essi provenivano, senza pregiudizio alcuno.
Nel manifesto apparso a Procida egli con coraggio ha avuto la capacità di esprimere un'analisi sintetica ma precisa su quello che hanno significato le ultime elezioni a Procida con la nomina a Sindaco di Raimondo Ambrosino. 
Una svolta epocale, un cambiamento di rotta nella storia politica dell'isola: un personaggio nuovo, una coalizione nuova, un progetto nuovo per i nostri giorni futuri.
Un personaggio nuovo: sì Raimondo Ambrosino è un giovane, proveniente dal PD locale, che ha saputo coagulare intorno a se giovani e adulti per la sua discrezione, per la sua umiltà, per il suo pensoso silenzio. per la sua ricerca continua  e spesso sofferta di soluzioni ai mille problemi che attanagliano l'isola. Non la voce altisonante, non la sicumera di chi si propone come taumaturgo onnisciente, ma uno spirito realmente democratico che dice: insieme possiamo farcela. 
Una colazione nuova che trae origine dalla precedente “Insieme per Procida” ma che si amplia a fasce giovanili  che hanno sentito di condividere un progetto completamente nuovo. Un progetto ideale dove partecipazione, reciprocità. legalità e trasparenza siano i punti qualificanti dello sviluppo.
Quel progetto  vede  Giovani e Adulti insieme in una riscoperta di quella intesa intergenerazionale che è - come dice Masullo - la necessaria risposta alla crisi della società di oggi.

Purtroppo di fronte a questa nuova realtà assistiamo da qualche mese ad un fenomeno nuovo nella comunità procidana e per molti versi paradossale: dopo decenni in cui abbiamo concesso ai nostri Amministratori di commettere errori su errori senza mai alzare una voce di protesta, oggi si critica ogni scelta della nuova Amministrazione, ogni respiro, ogni passo, quasi a voler sottolineare il rifiuto assoluto e perentorio della nuova squadra.
Ci domandiamo: come mai la comunità procidana non ha levato i suoi scudi contro chi ha portato un debito pauroso nelle casse comunali? Come mai non ha protestato per la perdita del porto Turistico di Marina Grande? Come mai non si è indignata per la situazione cancrenosa del traffico a Procida che ha determinato morti e incidenti continui e che ha reso la vita dell’isola invivibile? Come mai è restata in silenzio quando due interdittive antimafia, riguardanti la ditta che svolgeva i servizi per la spazzatura sull’isola, non sono state portate in Consiglio Comunale? Come mai non si è resa conto della grave situazione della Casa Comunale con grossi problemi amministrativi e giudiziari?

Se Procida ha dato fiducia a Raimondo Ambrosino il 31 maggio 2015 questa fiducia non deve mancare, ancor più oggi in cui il paese, non per loro responsabilità, si trova con un dissesto economico pauroso, con una Casa Comunale da rimettere in piedi dopo le tristi vicenda che l'hanno duramente scossa dalla fondamenta. Una fiducia che non va solo alla Persona di Raimondo Ambrosino ma a quello che egli rappresenta, ossia un totale cambiamento della vita politica procidana.

A distanza di un anno si impone però oggi una verifica per dirla con Frank Capra dello "stato delle cose". Il paese deve sapere con precisione la situazione pregressa e le scelte che si stanno mettendo in campo per uscire dalla crisi.  E molto già è stato fatto in questo senso.
E’, tuttavia, necessario uscire dall'emergenza che ha caratterizzato questi primi 14 mesi  e dare un assesto sistematico all'intera vicenda amministrativa, sapendo che molti cittadini non hanno ancora compreso il senso profondo del cambiamento in atto.
Il manifesto di Cosenza voleva essere un contributo in tal senso e per questo lo riteniamo necessario, perché ci aiuta a prendere coscienza che stiamo vivendo la speranza di  un cambiamento epocale: non il governo di pochi ma il governo di molti: bello ma difficile nell'attuazione.

Occorre però in questo momento un passo nuovo da parte di chi  ha creduto nel progetto: ritrovare lo slancio iniziale e ripartire più uniti che mai sapendo che la nave che abbiamo varato si è trovata improvvisamente nella tempesta, una tempesta violenta. Per uscire dalla tempesta occorre  il contributo di tutti.

Si può non condividere tutto quello che Ambrosino e la sua squadra hanno realizzato fino ad oggi, ma in coscienza sentiamo di dire che hanno lavorato molto, fino allo stremo, hanno dato la vita per Procida, hanno preso sulle loro giovani spalle  situazioni drammatiche, con il coraggio tipico dei giovani, puntando primariamente all’onestà, alla trasparenza, alla legalità. E tutto questo non può essere taciuto, e non è poco.


venerdì 5 agosto 2016

E' guerra sul traffico a Procida

Procida: via Principe Umberto  una delle strade principali dell'isola che in alcuni tratti è di solo 2,5 metri.
Procida: Sempre via Principe Umbero in un momento di ingorgo, con il passaggio di un suv che è largo quanto tutta la strada
E guerra sulla mobilità con i pullman, è guerra con i taxi e motorette che chiedono di salire da San Giacomo a sant'Antonio, è guerra tra i pedoni e i motorizzati. E' guerra di carta bollata per fortuna, ma se non stiamo attenti tra poco rischiamo anche noi una guerra vera e propria tra categorie, tra gruppi, tra associazioni. 
Certamente quello che sta avvenendo per la mobilità è una guerra annunciata che prima o poi doveva esplodere in un'isola che non ha rete stradale idonea a sopportare  un numero così alto di camion, pullman, auto, motorini e...oggi anche di biciclette. 
E' guerra perché nessuno vuole pensare più ai pedoni. Si protesta per i diritti dei Pullman, per i diritti dei taxi, delle motorette,  delle auto, dei motorini...ma per i diritti dei pedoni più nessuno protesta.
Vincenzo Trapanese, 86 anni, pescatore, è stato schiacciato al muro da un camion che era largo quanto la strada. E' giusto che macchine grandi, camion percorrono le nostre strade che sono di piccole dimensioni e senza marciapidei? 
A parer nostro non è giusto. Non è giusto, non è legale, non è leggittimo. Ma, purtroppo nessuno alza la voce per dire che è illegale far circolare  il traffico in strade di soli 2,5-3,5 metri senza marciapiedi o corridoi pedonali. 
Nessuno alza la voce per  dire che, secondo il nostro codice stradale, per il doppio senso sono necessarie due carreggiate e marciapiedi per i pedoni. Cosa che a Procida è possibile sono in via Libertà e in via IV Novembre.
Vorremmo sbagliarci, ma siamo convinti che se non limitiamo l'uso delle auto, dei motorini dei camion, se non si limitiamo la velocità, se non impediamo la percorrenza ai mezzi grossi e pesanti, le cose si metteranno veramente male.
Se, un giorno, i cittadini di Via Flavio Gioia e di via Serra, molto penalizzati per il senso obbligatorio della circolazione, avessero il buon senso di mettersi insieme e ricorrere al TAR per impedire  il transito nella loro strada ad auto, camion e pullman, avendo le loro strada dimensioni tali da non consentire secondo la legge il percorso di motoveicoli, cosa succederebbe in via Vittorio Emanuele? Sicuramente il blocco totale della viabilità per imbottigliamento. Nessuno più potrebbe circolare.
E se anche i cittadini di via Vittorio Emanuele protestassero perché la loro strada, unica a doppio senso nell'isola,  non avendo marciapiedi né doppia carreggiata  non potrebbe essere adibita a circolazione, cosa succederebbe? 
La Signora Augusta Ferrara  uscendo dal suo portone in via Vittorio Emanuele,urtata da un manubrio di una moto che si era accostata al muro per far passare un pullman che veniva dal senso opposto, è caduta sul selciato battendo la testa  e morendo.
Ebbene perché nessuno conta i nostri morti sulle strade, nessuno conta i quotidiani incidenti? Perché nessuno alza la voce per queste morti innocenti. 
L'unica voce che si è levata oggi  a difesa del pedone è stata quella del Sindaco Raimondo Ambrosino, che ha ripristinato fasce orarie pedonali di sera e di notte nella speranza di scoraggiare l'uso delle auto, che ha cercato di difendere il continuo ingorgo in via Vittorio Emanuele che rende impossibile ai pedoni camminare, che ha voluto potenziare le corse dei pullman nelle zone periferiche con l'uso delle circolari. Si, e questo fa onore all'isola, Il Sindaco oggi è l'unico che sta con tenacia cercando di far capire ai procidani che se tutti vogliono sempre usare il proprio mezzo, sempre e comunque ci faremo un gran male. Ebbene con quale risultato? 
Il TAR oggi annulla un divieto di transito per taxi e motorette in via Vittorio Emanuele e si grida vittoria e abbasso il Sindaco. Dimenticando che un Sindaco ho il dovere, il primo dovere di migliorare la qualità della vita sull'isola, e quindi doverosamente deve tentare tutte le strade, anche sbagliando. E quello del traffico è il problema più grave oggi.
Il suo tentativo potrà anche rivelarsi inefficace rispetto all'obiettivo che si voleva raggiungere, ma questo non toglie merito al tentativo di modificare uno status quo che di fatto ha reso l'isola invivibile.
Bisogna ringraziare, a parer nostro Il Sindaco che con i suoi tentativi ha portato in evidenza una situazione pressoché drammatica, molto difficile, determinata dall'aumento progressivo del parco auto e motorini in questi ultimi 30 anni.
Infatti la domanda più impertinente che tutti dovremmo farci è questa: può in'isola di 3,7 kmq, con oltre 20.000 abitanti in estate, e con strade molto strette e senza marciapidi, avere un numero così alto (circa 12.000) di auto automezzi e motorini  spesso di dimensioni enormi? 
Il problema è serio e grave e le soluzioni sono inefficaci se vengono adottate per  segmenti, dove gruppi di cittadini (taxi, commercianti, albergatori, autisti, motociclisti, pedoni, balneari, giovani, adulti ecc ecc...) difendono il proprio diritto senza tener conto degli altri diritti della complessità del problema e delle connessioni interdipendenti che esistono fra i tanti problemi e per ogni tipo di soluzione adottata.
Si potrà uscire da tale ingorgo? Sicuramente no, se ogni gruppo percorre da solo la propria strada, pensando che la ragione sia dalla sua parte. Le guerre, quelle con le armi, sono nate e nascono proprio così. 
Unica possibilità è forse quella di un confronto continuo in un dialogo serio e partecipato che possa mettere insieme tutti i bisogni fondamentali per tentare una strada unitaria. Non è facile, ma almeno vale la pena provarci.

sabato 30 luglio 2016

Anche i giovani procidani hanno diritto al loro costume

I giovani procidani che accompagneranno le Grazielle nella Sagra del Mare 2016
Procida ha fra i suoi concittadini Elisabetta Montaldo, una delle più brave ed esperte costumiste europee, già due volte Davide di Donatello proprio per i costumi, nonchè scrittrice, pittrice ed esperta delle nostre tradizioni. Grazie a lei abbiamo potuto riprodurre a regola d'arte l'antico e prezioso costume di Graziella. Perché non chiederle di ricercare quale era il vestito di festa che i giovani procidani portavano nell'ottocento, in modo da riprodurlo per gli accompagnatori delle Grazielle nella festa della Sagra del Mare?

Un Grazie al Sindaco Raimondo Ambrosino


Il Sindaco di Procida Raimondo Ambrosino
Vogliamo esprimere la nostra gratitudine al Sindaco Raimondo Ambrosino per le fasce orarie pedonali dalle 19 alla 0,4 del mattino. Abbiamo sofferto per troppo tempo, ma oggi finalmente possiamo goderci l'isola con serenità  e dormire tranquillamente. Cosa non secondaria, dopo anni di inferno sulle nostre strade proprio durante la notte. Sembrava quasi che il diritto al riposo notturno fosse scomparso dall'isola, anche se sappiamo tutti che senza riposo notturno ci si ammala. 
Come pure sentiamo di ringraziarlo per il tentativo di aumentare le corse dei bus nelle zone periferiche. Un provvedimento che ha suscitato critiche in chi era abituato diversamente. Ma sappiamo che dovunque quella delle circolari è l'unica alternativa  per raggiungere con frequenza maggiore zone limitrofe e lontane.
Qualcuno dovrà certamente fare qualche sacrificio, ma quando essi sono finalizzati al bene comune vanno accettati. 
A noi sembra molto importante offrire più servizi e scoraggiare l'uso dell'auto che, oltre ad essere inquinante, ha raggiunto sull'isola livelli di frequenza così alti da essere incompatibili con le le nostre stradine e con le ridotte dimensioni dell'isola.
Simpatico anche il provvedimento di mettere a disposizione presso gli esercizi commerciali biglietti gratis per i bus.
Procida come giustamente diceva nei giorni scorso Antonio Sobrio non può ridursi ad una pista per automobili, camion, motocicli e biciclette. Prima di tutto la qualità della vita, i diritti dei pedoni e degli anziani e dei bambini, poi l'auto, il motorino ma con equilibro e nel rispetto degli altri fondamentali diritti.
Chi, come il nostro Sindaco, sta cercando di far capire ai procidani, che Procida non poteva permettersi un parco auto di circa 12 mila autoveicoli, sta, a parer nostro facendo una grande opera di rieducazione e di intelligente difesa della vivibilità e dell'identità di Procida.
Come pure, lo diceva il nostro concittadino Giovanni Lubrano Lavadera nel 1997, questi 12 milioni di euro all'anno che bruciamo per la mobilità interna (auto motorini ed altro) non potrebbero costituire una base economica per promuove lavoro per i nostri giovani?